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L'ignorare i problemi non agevola la loro risoluzione, anzi ne favorisce la loro complicazione ed i rallentamento del processo soluzione. Per individuare la esistenza di un problema è necessario innanzitutto che avere desideri ed obiettivi ben definiti, avere una costante attenzione a quello che accade, avere oggettività nelle valutazioni e disponibilità ad ascoltare gli altri ed a confrontarsi con essi.
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§. Indice dei contenuti
Gli argomenti trattati in questo articolo vengono di seguito sintetizzati mediante l'elenco dei titoli dei suoi paragrafi.§1. Ignorare i primi sintomi di un problema non agevola la loro risoluzione
§2. Idee chiare, attenzione, oggettività e confronto
§3. Il presagio del disagio parte dalla conoscenza di sé
§4. Più in generale sulla Risoluzione dei Problemi e sulla Innovazione
§5. Rimani aggiornato
§6. Teniamoci in contatto
§7. Qualche informazione su di me
Buona lettura.
§1. Ignorare i primi sintomi di un problema non agevola la loro risoluzione
Molto spesso si attribuisce l'abilità di Problem Soling a chi riesce a risolvere il più velocemente un problema, individuando contestualmente la sua soluzione più efficace. Però nessuno riflette sul fatto che affinché un problema possa essere risolto esso deve essere, innanzitutto, individuato. Ossia, occorre innanzi tutto riconoscere l'esistenza del problema stesso. E questa competenza potrebbe non essere così banale.Un problema continua ad esistere a prescindere dalla nostra capacità, o voglia, di riconoscerlo. Infatti, a causa del fatto che un problema è connesso a qualcosa di negativo e spiacevole, la mente umana tende normalmente ad ignorare la sua esistenza, ritenendo erroneamente che semplicemente ignorando il problema si scongiura anche il disagio causato da esso, e quindi lo si risolve.
I problemi chiamano altri problemi, quindi ignorarne la loro esistenza non solo non li risolve ma ne ritarda il processo di soluzione, permettendo al problema di complicarsi e di trasformarsi in un problema più grave.
I problemi possono essere difficilmente riconoscibili, in quanto, soprattutto nella fase iniziale, essi si manifestano con eventi impercettibili a cui non attribuiamo la dovuta importanza. Così accade che, quando ne siamo finalmente consapevoli, il problema è già abbastanza avanti ed ha assunto già una dimensione e complessità che ne rendono difficoltosa la trattazione.
Quindi, é facilmente intuibile che tra nel processo di gestione di un problema una delle fasi più importanti è quella in cui si prende consapevolezza del problema. L'abilità e la velocità con cui si riesce a prendere consapevolezza di un problema incidere sensibilmente sulla difficoltà di risoluzione del problema stesso.
§2. Idee chiare, attenzione, oggettività e confronto
Come facciamo ad accorgerci della esistenza di un problema? E come facciamo a costringere la nostra mente a prenderne velocemente consapevolezza?Quando gli affari o la gli eventi della vita vanno in un modo diverso da come noi avremmo voluto, in quel momento stiamo assistendo al manifestarsi di un "disagio". Un "problema" nasce proprio a seguito di un "disagio" ed esprime il desiderio di voler cambiare le cose in modo da eliminare, o quanto meno mitigare, il "disagio" stesso. Un problema può essere inteso come un “gap” tra lo stato attuale e quello desiderato, cioè come salto da effettuare tra il punto in cui ci si trova e quello in cui si vorrebbe essere. Se la individuazione di un "problema" coincide con il riconoscimento di un "disagio", la risoluzione di un "problema" coincide con la ricerca di una "soluzione".
Per captare i disagi occorre valutare ogni piccolo segnale mantenendo costantemente un livello elevato di attenzione, anche a rischio di registrare un falso allarme la maggior parte delle volte. Quindi è palese che per accorgersi di qualcosa che non va occorre prima aver chiaro come dovrebbero andare le cosa. Questo significa che per accorgersi quanto prima di un disagio occorre avere le idee chiare su come vorremmo che le cose andassero. Quindi, alla base di tutto è fondamentale che gli obiettivi e le priorità siano stati ben definiti, e che le azioni per il futuro siano state minuziosamente pianificate dopo aver eseguito uno studio accurato di previsione degli eventi futuri. Insomma occorre che ci sia un progetto chiaro con previsioni verosimili del futuro, sufficientemente dettagliate da permettere facilmente di identificare il prima possibile gli eventi che si discostano dai nostri piani.
Questi eventuali scostamenti dal percorso previsto e desiderato non costituiranno altro che i segnali di possibili disagi. Poiché talvolta lo spirito di conservazione innesca dei meccanismi di autoinganno del cervello, che ci portano a trascurare segnali di allarme che potrebbero compromettere la nostra tranquillità ed il nostro equilibrio interno, occorre mantenere sempre un atteggiamento che sia quanto più possibile oggettivo, cercando di non farsi coinvolgere emotivamente dalle situazioni.
Talvolta, nonostante i nostri buoni propositi, non riusciamo ad essere oggettivi ed imparziali nelle valutazioni. In questi casi il disagio non riesce a rivelarsi ai nostri occhi, e ciò avviene semplicemente perché il nostro punto di osservazione è tale da mantenere nascosto il disagio ai nostri occhi. Per scongiurare questa evenienza potrebbe essere una buona pratica quella di osservare gli eventi da più punti di vista.
Si pensi ad esempio al metodo dei "Sei cappelli per pensare" suggerito da Edward De Bono, padre del "pensiero laterale". Ovviamente per far questo occorre possedere delle rilevanti capacità di auto-controllo ed analisi. Talvolta, per ottenere pareri derivanti da più punti di vista, il più possibile differenti, può essere sufficiente relazionarsi e confrontarsi con un amico, oppure con il partner, o con un collega di lavoro o con un genitore.
§3. Il presentimento del disagio nasce dalla conoscenza di sé.
Il disagio a volte compare in modo palese, altre in modo sottile. Nei casi più espliciti il disagio è testimoniato da aggressività o perdita di autocontrollo, oppure da reazioni eccessive di rabbia, pianto, instabilità, difficoltà con il sonno, mal di pancia. Ma quando il disagio compare in modo sottile e subdolo, come si possono cogliere i suoi (reali) segnali? A proposito di ciò, ognuno di noi è dotato di una sensibilità specifica, differente da quella degli altri.Per questo motivo, qualsiasi suggerimento per presagire il verificarsi di un disagio, non può che avere solo una valenza indicativa e generale. Ognuno di noi dovrebbe fare innanzitutto un lavoro di introspezione e e cercare di scoprire il metodo più efficace ed adatto alle proprie caratteristiche ed agli obiettivi che ci si prefigge di raggiungere.
§4. Più in generale sulla Risoluzione dei Problemi e sulla Innovazione
Risolvere i problemi in modo innovativo e creativo ( PS )
§6. Teniamoci in contatto
Spero che questo articolo, appartenente alla sezione Learning (>) del progetto Tateo's Interdisciplinary Lifelong Learning (TILLL) (>), ti sia piaciuto e che le note e le osservazioni che ho raccolto al suo interno soddisfino i tuoi interessi. Se vuoi rimanere aggiornato sull'evoluzione del progetto TILLL, allora ti invito a seguire i prossimi aggiornamenti che vengono pubblicati sul Blog di TILLL e sulle pagine social dedicate alla community TILLL.(>) Tateo-Blog, official blog of TILLL project
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§7. Qualche informazione su di me
Mi chiamo Giovanni Battista Tateo (brevemente Bat).
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