venerdì 31 luglio 2026

🧠📚 I viaggi di Guliver e la AI Generativa

🧠 AI  /  Generative

📚 LT / Romanzi / Swift / Gulliver

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Cosa c'entrano i viaggi di Gulliver con la AI Generativa?


Leggendo il libro "La differenza fondamentale" del filosofo contemporaneo Luciano Floridi mi sono imbattuto nella seguente citazione, da cui sembra che Jonathan Swift tre secoli fa abbia previsto, almeno in parte, l'avvento della intelligenza artificiale generativa.


Tutti sanno, disse, quanto laborioso sia il consueto metodo per divenire eccellenti nel campo delle arti e delle scienze; laddove grazie al suo congegno, anche la più ignorante delle persone, con modica spesa e soltanto un poco di fatica fisica, potrà scrivere libri di filosofia, poesia, politica, diritto, matematica e teologia, senza bisogno alcuno di genialità o di erudizione.

(cit. Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver)

 A quasi tre secoli di distanza, la satira di Jonathan Swift appare sorprendentemente attuale. La “macchina” immaginata nell’Accademia di Lagado non anticipa tecnicamente l’Intelligenza Artificiale generativa, ma ne coglie con straordinaria lucidità una delle questioni più profonde: è possibile produrre testi convincenti senza possedere una reale comprensione di ciò che si scrive? Se nel Settecento questa era una provocazione letteraria, oggi è una domanda concreta che accompagna lo sviluppo dei modelli linguistici di grandi dimensioni.

Questo passo del libro "I viaggi di Gulliver" di Jonathan Swift viene citato spesso quando si parla di Intelligenza Artificiale generativa. Tuttavia, è importante precisare che Jonathan Swift non stava “prevedendo” l’IA nel senso moderno del termine: stava usando la satira per criticare l’idea che la conoscenza potesse essere prodotta meccanicamente, senza comprensione né talento. Ed in questo mi sembra molto vicino alla opinione critica di Luciano Floridi nei confronti dell'hype che circonda attualmente il fenomeno della Intelligenza Artificiale Generativa.

Nel terzo viaggio di I viaggi di Gulliver (1726), Swift descrive la celebre “macchina” dell’Accademia di Lagado: un enorme congegno composto da cubi recanti parole che, ruotando casualmente, generano nuove combinazioni di frasi. L’inventore sostiene che, grazie a tale macchina, chiunque potrà scrivere opere di filosofia, poesia, politica, diritto, matematica e teologia senza possedere alcuna competenza.


Letto oggi, il parallelismo con i Large Language Model è sorprendente:

  • la macchina combina parole per produrre testi;
  • rende possibile a chiunque generare contenuti;
  • riduce apparentemente il bisogno di conoscenze specialistiche;
  • solleva il problema della differenza tra produzione di testo e comprensione del significato.

Naturalmente esiste anche una differenza fondamentale: la macchina di Swift genera combinazioni sostanzialmente casuali, mentre i moderni modelli di IA apprendono regolarità statistiche da enormi quantità di testi e producono risposte coerenti in base al contesto. Non “pensano” nel senso umano, ma non assemblano nemmeno parole a caso.

Riferimenti

1. La differenza fondamentale, Artificial Agency: una nuova filosofia dell'intelligenza artificiale. — Luciano Floridi. — pag. 9

2. Tateo Interdisciplinary Lifelong Learning, Artificial Intelligence; §. AI Generativa. https://tateoblog.blogspot.com/p/artificial-intelligence.html 


3. Tateo Interdisciplinary Lifelong Learning, Lettura, Narrativa/Romanzi, §. I viaggi di Gulliver -- Jonathan Swift. https://tateoblog.blogspot.com/2017/04/lt-19-romanzi-e-racconti.html


domenica 19 luglio 2026

🧠 L'Hype dell'Intelligenza Artificiale: tra realtà e aspettative

🧠 AI  /  Hype

Molti osservatori sostengono che l'entusiasmo e le aspettative che oggi accompagnano l'Intelligenza Artificiale siano, almeno in parte, sproporzionati rispetto alle sue reali capacità e al suo attuale livello di maturità tecnologica.

Questo fenomeno viene spesso sintetizzato con il termine inglese hype, una parola che racchiude in sé diversi concetti: grande clamore mediatico, enfasi eccessiva, aspettative gonfiate e una comunicazione che tende a enfatizzare i benefici di una tecnologia, minimizzandone al tempo stesso limiti, costi e difficoltà di adozione.

L'hype dell'Intelligenza Artificiale si manifesta oggi in molte forme. Ogni nuova applicazione viene presentata come rivoluzionaria, le aziende inseriscono la sigla "AI" in prodotti e servizi per aumentarne l'attrattiva commerciale, i media rilanciano continuamente annunci sensazionalistici e gli investimenti si concentrano sulle organizzazioni che promettono di trasformare radicalmente il modo di lavorare e di vivere. In questo contesto si diffonde facilmente la convinzione che l'IA sia in grado di risolvere qualsiasi problema, di sostituire completamente il lavoro umano o di raggiungere, nel giro di pochi anni, capacità paragonabili o superiori a quelle dell'uomo. Sebbene alcune di queste prospettive possano concretizzarsi in futuro, molte appartengono ancora al campo delle ipotesi e della ricerca.

Il termine hype è un prestito integrale dall'inglese, dove è attestato fin dagli anni Cinquanta con il significato di "inganno", "imbroglio" o "truffa", assumendo successivamente anche quello di "trovata pubblicitaria" e di "pubblicità eccessiva o ingannevole". Probabilmente derivato dallo slang malavitoso e legato all'idea di "gonfiare" artificialmente il valore di qualcosa, oggi il termine indica la strategia comunicativa e di marketing con cui si genera un forte interesse intorno al lancio di un prodotto, di una tecnologia o di un evento. Per estensione, descrive anche l'ondata di entusiasmo e di aspettative che tale strategia riesce a suscitare nel pubblico.

Secondo diversi studiosi, la parola potrebbe derivare da hyperbole ("iperbole"), la figura retorica che consiste nell'esagerare intenzionalmente un concetto per renderlo più efficace. Sebbene questa etimologia non sia unanimemente accettata, il collegamento è particolarmente suggestivo: l'hype è, in fondo, una gigantesca iperbole applicata alla comunicazione e al marketing. Oggi il termine viene utilizzato per descrivere tutte quelle situazioni in cui la comunicazione, i media e il marketing alimentano aspettative molto elevate attorno a una novità. L'elemento caratteristico dell'hype non è necessariamente la falsità delle promesse, ma la sproporzione tra ciò che il pubblico si aspetta e ciò che la tecnologia è realmente in grado di offrire in quel momento.

Nel caso dell'Intelligenza Artificiale, parlare di hype non significa negare il valore o il potenziale della tecnologia. Significa piuttosto riconoscere che, accanto ai progressi straordinari degli ultimi anni, esiste il rischio di attribuire all'IA capacità che ancora non possiede o di aspettarsi risultati immediati in ambiti dove sono necessari tempo, ricerca, dati di qualità e competenze umane. Comprendere questa distinzione è fondamentale per valutare l'Intelligenza Artificiale con spirito critico, evitando sia un entusiasmo ingenuo sia un ingiustificato pessimismo.

Quindi, quando si parla di hype della Intelligenza Artificiale non si intende mettere in discussione il valore dell'IA, né il suo enorme potenziale. Si invita però a evitare due errori opposti: da un lato l'entusiasmo acritico, che attribuisce all'IA capacità quasi miracolose; dall'altro lo scetticismo assoluto, che ne sottovaluta i progressi. Comprendere il significato di hype significa quindi imparare a osservare l'innovazione con maggiore equilibrio, distinguendo i risultati concreti dalle aspettative che inevitabilmente accompagnano ogni grande rivoluzione tecnologica.

Non a caso il mondo dell'innovazione ha coniato anche un'espressione ormai celebre: Hype Cycle ("ciclo dell'hype"), il modello elaborato dalla società di consulenza Gartner. Secondo questo modello, quasi ogni nuova tecnologia attraversa una fase iniziale di entusiasmo e aspettative esagerate, seguita da una fase di delusione quando emergono i limiti reali. Solo successivamente, superata l'euforia iniziale, la tecnologia raggiunge una fase di maturità, nella quale il suo valore viene finalmente compreso e sfruttato in modo realistico. L'Intelligenza Artificiale rappresenta oggi uno degli esempi più emblematici di questo fenomeno.

[1] La differenza fondamentale -- Artificial Agency: una nuova filosofia dell'intelligenza artificiale. Luciano Floridi, pag. 19, 35, 36, 46

[2] Hype Cycle -- Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Hype_cycle

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mercoledì 1 luglio 2026

🧠 Agenti, Agency ed AI Agentica

🧠 AI / Agenti, agency ed AI Agentica

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1 Luglio 2026

Negli ultimi anni, con la rapida evoluzione dell'Intelligenza Artificiale, sono entrati nell'uso comune tre termini strettamente correlati ma spesso impiegati in modo improprio: agente artificiale, agency artificiale e AI agentica (Agentic AI). Sebbene appartengano allo stesso ambito concettuale, essi descrivono aspetti differenti dei sistemi intelligenti e meritano quindi di essere distinti con precisione.

Agente artificiale (Artificial Agent): è il singolo sistema software o robotico progettato per percepire l'ambiente circostante, elaborare le informazioni disponibili, prendere decisioni e compiere azioni finalizzate al raggiungimento di determinati obiettivi.

Agency artificiale (Artificial Agency): rappresenta la proprietà o la capacità di un sistema di comportarsi come un agente autonomo. Essa comprende la possibilità di percepire il contesto, pianificare, scegliere tra diverse alternative e agire in modo finalizzato, adattando il proprio comportamento alle circostanze senza richiedere un controllo umano continuo.

AI agentica (Agentic AI): indica il paradigma dell'Intelligenza Artificiale che progetta e impiega agenti dotati di agency. In questo modello gli agenti non si limitano a rispondere a singole richieste, ma sono in grado di pianificare strategie, utilizzare strumenti esterni, collaborare con altri agenti o con esseri umani, apprendere dai risultati ottenuti e perseguire obiettivi complessi con un elevato grado di autonomia operativa.

Una delle interpretazioni più influenti di questi concetti è stata proposta da Luciano Floridi, tra i maggiori filosofi contemporanei dell'informazione e dell'etica del digitale. Secondo Floridi, il termine Intelligenza Artificiale è in parte fuorviante, poiché suggerisce un'analogia con l'intelligenza umana che non trova riscontro nella realtà. L'IA, infatti, non pensa, non comprende e non possiede coscienza; ciò che la caratterizza è piuttosto la sua straordinaria capacità di agire efficacemente nel mondo, elaborando informazioni e producendo risultati attraverso processi computazionali. [3]

Da questa prospettiva, l'elemento distintivo dell'IA non è tanto l'intelligenza, quanto la agency, ossia la capacità di esercitare un'azione autonoma orientata a uno scopo. L'Intelligenza Artificiale può quindi essere interpretata come una nuova forma di agency artificiale, capace di svolgere compiti sempre più sofisticati senza condividere le caratteristiche cognitive proprie dell'essere umano.

Questa distinzione non è soltanto terminologica, ma ha importanti implicazioni teoriche e pratiche. Separare concettualmente l'intelligenza dalla agency consente di comprendere con maggiore accuratezza le reali capacità e i limiti dei sistemi di IA, evitando sia aspettative irrealistiche sia timori ingiustificati. Inoltre, tale prospettiva offre una base più solida per affrontare le numerose questioni etiche, giuridiche, economiche e sociali poste dalla diffusione dell'Intelligenza Artificiale. Comprendere che cosa sia realmente l'IA – e, soprattutto, che cosa non sia – rappresenta oggi una condizione essenziale per svilupparla, regolamentarla e utilizzarla in modo consapevole e responsabile.

[3] La differenza fondamentale -- Artificial Agency: una nuova filosofia dell'intelligenza artificiale. Luciano Floridi, pag. 19

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martedì 30 giugno 2026

🧠 AI / Il nome "Intelligenza Artificiale"

 "Il merito del nome (Intelligenza Artificiale) è attribuito di solito a John McCarthy, che avrebbe coniato questa locuzione verso la metà degli anni Cinquanta. Nel 1958 McCarthy e Minsky crearono il Gruppo di Intelligenza Artificiale del Massachusetts Institute of Technology (MIT)"

(Jeremy Bernstein, Uomini e macchine intelligenti, p.19, Adelphi, 1990)

La citazione evidenzia le origini storiche della disciplina dell'Intelligenza Artificiale, attribuendo a John McCarthy la coniazione del termine Artificial Intelligence nella seconda metà degli anni Cinquanta e riconoscendo il contributo fondamentale di McCarthy e Marvin Minsky alla nascita del primo gruppo di ricerca dedicato presso il Massachusetts Institute of Technology. Questo passaggio segna l'avvio di un nuovo ambito scientifico, orientato allo studio, alla progettazione e alla realizzazione di sistemi informatici capaci di riprodurre, almeno in parte, processi cognitivi tipici dell'essere umano, come il ragionamento, l'apprendimento, la risoluzione di problemi e il processo decisionale. La citazione rappresenta quindi uno dei riferimenti storici fondamentali per comprendere la nascita e l'evoluzione dell'Intelligenza Artificiale come disciplina autonoma.

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martedì 30 dicembre 2025

🥽 Quando il digitale incontra la realtà

#RealtàAumentata #XR #InnovazioneDigitale #TILLL #TateoBlog 

La Realtà Aumentata non è più un’anticipazione futuristica: è già qui, intrecciata alla nostra quotidianità, pronta a cambiare il modo in cui osserviamo, comprendiamo e raccontiamo il mondo. Accanto alla Realtà Virtuale e alla Realtà Mista, apre scenari in cui fisico e digitale dialogano senza confini, generando nuove forme di esperienza, comunicazione e conoscenza.

Se ti affascinano le tecnologie che ampliano la percezione e ridefiniscono l’interazione umana, questo articolo è il punto di partenza ideale. Segui il link e continua l’esplorazione: la realtà, da qui in poi, si estende.

👉 https://tateoblog.blogspot.com/p/ar-00-realta-aumentata-e-virtuale.html


lunedì 29 dicembre 2025

🧠 AI / Quando le macchine imparano a pensare

#IntelligenzaArtificiale #Tecnologia #FuturoDigitale #TILLL #TateoBlog

Da sempre cerchiamo di superare i nostri limiti costruendo strumenti sempre più potenti. Oggi questa spinta ha un nome preciso: Intelligenza Artificiale. Non si tratta più solo di macchine che eseguono ordini, ma di sistemi capaci di apprendere, riconoscere schemi, adattarsi e migliorare nel tempo, ispirandosi ai meccanismi del pensiero umano e ai processi naturali.

Algoritmi, reti neurali, Big Data e Internet delle cose stanno ridisegnando il rapporto tra uomo e tecnologia, aprendo scenari affascinanti e ricchi di interrogativi. In questo articolo ti accompagno alle radici dell’IA e nelle sue applicazioni più significative, per capire perché oggi rappresenti uno dei motori principali della trasformazione digitale.

Se ami esplorare le idee che cambiano il nostro modo di vivere e di pensare, continua la lettura dell’articolo completo qui 👉

https://tateoblog.blogspot.com/p/artificial-intelligence.html


giovedì 11 dicembre 2025

🔍 TILLL: un viaggio continuo nella conoscenza

#TILLL #TateoBlog #LifelongLearning #Interdisciplinarità #Curiosità

Caro lettore,
se sei arrivato qui è perché senti anche tu quel brivido che nasce quando impari qualcosa di nuovo.
Quella scintilla che accende la curiosità, che ti spinge ad esplorare, collegare, intrecciare mondi diversi.

Ecco: questo è esattamente lo spirito con cui è nato TILLL — Tateo’s Interdisciplinary Lifelong Learning.

In TILLL l’apprendimento non è un obiettivo da raggiungere, ma un cammino continuo, un vero e proprio viaggio. Un viaggio che attraversa discipline diverse — dalla tecnologia all’umanesimo, dalla scienza ai social media, dalla meccanica alla cultura digitale — lasciando che ognuna di esse dialoghi con le altre per creare nuove connessioni e nuove idee.

Questo blog è il mio laboratorio aperto:
uno spazio in cui condivido riflessioni, scoperte, esperienze e progetti.
Un luogo dove la conoscenza diventa movimento, relazione, contaminazione.

Se ami imparare senza smettere mai,
se cerchi nuovi stimoli,
se ti appassiona l’idea che ogni sapere possa trasformarsi quando incontra gli altri…
allora sei nel posto giusto.

👉 Ti invito a leggere l’articolo completo e a scoprire l’universo TILLL direttamente qui:
https://tateoblog.blogspot.com/p/tilll.html

Lasciati sorprendere.
Buona lettura… e benvenuto nella comunità TILLL! 🚀✨

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🧠📚 I viaggi di Guliver e la AI Generativa

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