giovedì 27 agosto 2026

🧠 U-Net: localizzazione precisa mediante struttura encoder-decoder

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U-Net è un’architettura convoluzionale (CNN) sviluppata nel 2015 presso l’Università di Friburgo, inizialmente per la segmentazione di immagini biomediche. Il nome deriva dalla caratteristica forma a “U” della rete, composta da un percorso di contrazione e da un percorso simmetrico di espansione. L’architettura è stata concepita per ottenere una localizzazione precisa degli elementi anche disponendo di un numero relativamente limitato di immagini annotate, grazie anche all’impiego della data augmentation (la rete osserva versioni differenti dello stesso esempio e impara a riconoscere le strutture d’interesse anche quando posizione, orientamento, scala o forma presentano variazioni. Questo riduce il rischio di overfitting e migliora la capacità di generalizzazione su immagini mai viste).

A differenza di una rete di classificazione, che assegna generalmente un’unica classe all’intera immagine, U-Net produce una mappa di segmentazione: a ogni pixel viene associata una classe. La rete può quindi delimitare con precisione aree di interesse in una immagine.

Se dovessimo descrivere U-Net con una metafora, potremmo paragonarla a un ispettore che non si limita a segnalare la presenza di un difetto, ma ne traccia accuratamente il contorno sulla superficie analizzata.

U-Net è costituita da due percorsi complementari:

  • Encoder, o percorso di contrazione: analizza l’immagine mediante convoluzioni e operazioni di downsampling. La risoluzione spaziale viene progressivamente ridotta, mentre la rete estrae caratteristiche sempre più astratte. I primi livelli riconoscono bordi e dettagli locali; quelli più profondi individuano forme, strutture e contesto.
  • Decoder, o percorso di espansione: riceve la rappresentazione compatta prodotta dall’encoder e ne aumenta gradualmente la risoluzione mediante operazioni di upsampling. Il decoder ricostruisce così una mappa nella quale viene indicata la classe di appartenenza di ciascun pixel.

La sola ricostruzione effettuata dal decoder potrebbe non recuperare completamente i dettagli spaziali persi durante il downsampling. Per questo U-Net utilizza skip connections simmetriche, che trasferiscono al decoder le mappe delle caratteristiche generate nei corrispondenti livelli dell’encoder. Il decoder combina quindi il contesto semantico profondo, necessario per comprendere che cosa è presente, con le informazioni spaziali ad alta risoluzione, necessarie per stabilire dove si trova. Questa combinazione migliora la definizione dei bordi e la localizzazione degli elementi più piccoli.

Nella configurazione originale, U-Net possiede un proprio percorso di contrazione. Nelle implementazioni moderne, tuttavia, l’encoder può essere sostituito con una rete di classificazione preaddestrata, impiegata come backbone per l’estrazione delle caratteristiche, ad esempio:

  • VGG16;
  • ResNet50;
  • MobileNet;
  • EfficientNet.

Si ottengono così configurazioni come VGG16-U-NetResNet50-U-NetMobileNet-U-Net ed EfficientNet-U-Net. L’encoder preaddestrato estrae le caratteristiche dell’immagine, mentre il decoder specifico di U-Net recupera la risoluzione spaziale e genera la maschera di segmentazione. La scelta del backbone dipende dal compromesso richiesto tra accuratezza, capacità di estrazione delle caratteristiche, velocità di elaborazione, memoria disponibile e complessità computazionale.

🔗 Riferimenti per approfondire:

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1. ... 🧠 Intelligenza Artificiale (AI); Titolo: Come delegare alle macchine compiti che gli umani riescono a svolgere grazie alla loro; intelligenza; Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/artificial-intelligence.html; paragrafo  §8.6. Architetture specifiche per Segmentazione semantica

2. ... 👁️ Visione Artificiale (VS); Titolo: La riproduzione della visione umana per mezzo di un sistema artificiale;  Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/vs-visione-artificiale.html 

🌐 

3. mPaper originale, U-Net: Convolutional Networks for Biomedical Image Segmentation, Olaf Ronneberger et al. (University of Freiburg), https://arxiv.org/abs/1505.04597

4. Sito ufficiale del progetto, U-Net Project Page https://lmb.informatik.uni-freiburg.de/people/ronneber/u-net/

5. Titolo: U-Net: Convolutional Networks for Biomedical Image Segmentation; Link: https://arxiv.org/abs/1505.04597

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mercoledì 26 agosto 2026

🧠 Architetture CNN specifiche per Segmentazione semantica

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#AI #ArtificialIntelligence #IntelligenzaArtificiale #deepLearning #CNN #VisioneArtificiale #ComputerVision #SegmentatoreSemantico #encoder #decoder #downsampling #upsampling #skipConnections #uNet #TateoBlog #TILLL

La segmentazione semantica è un’applicazione della Visione Artificiale che assegna una classe a ciascun pixel dell’immagine, producendo una mappa semantica dettagliata della scena, nella quale ogni area è associata alla categoria corrispondente. Ad esempio, in una scena stradale, i pixel possono essere classificati come strada, veicolo, edificio, vegetazione o cielo.

A differenza della classificazione, che attribuisce un’unica etichetta all’intera immagine, la segmentazione identifica la categoria di appartenenza di ogni area visibile, senza distinguere necessariamente le singole istanze della stessa classe.

Le architetture dedicate utilizzano generalmente una struttura composta da due parti complementari: encoder e decoder.

L’encoder riceve l’immagine originale e la analizza attraverso una sequenza di livelli convoluzionali. Procedendo nella rete, la risoluzione dell’immagine viene progressivamente ridotta mediante operazioni di downsampling, mentre aumentano il livello di astrazione e la ricchezza delle caratteristiche estratte. I primi livelli rilevano elementi semplici, come bordi e variazioni locali; i livelli più profondi riconoscono forme, strutture e contesto. Alla fine dell’encoder si ottiene quindi una rappresentazione compatta dell’immagine, semanticamente ricca ma con una risoluzione spaziale ridotta.

Il decoder svolge il processo complementare: riceve la rappresentazione prodotta dall’encoder e ne aumenta gradualmente la risoluzione mediante operazioni di upsampling. L’obiettivo è ricostruire una mappa delle stesse dimensioni, o di dimensioni compatibili, con l’immagine originale, assegnando una classe a ogni pixel.

Durante la riduzione della risoluzione, tuttavia, alcune informazioni relative alla posizione degli oggetti, ai bordi e ai dettagli più piccoli possono andare perse. Per questo, architetture di segmentazione, come U-Net per esempio, utilizzano le skip connections, collegamenti diretti che trasferiscono al decoder le mappe delle caratteristiche generate nei corrispondenti livelli dell’encoder. Il decoder combina così:
  • le informazioni semantiche profonde, utili per capire che cosa è presente nell’immagine;
  • le informazioni spaziali ad alta risoluzione, utili per stabilire dove si trova ciascun elemento.
In termini semplici, l’encoder comprende il contenuto dell’immagine, mentre il decoder ricostruisce la posizione e l’estensione delle diverse classi. Tra le principali architetture per la segmentazione semantica figurano U-NetFCNSegNetDeepLabPSPNet e HRNet, che adottano strategie differenti per conservare i dettagli, recuperare la risoluzione e integrare il contesto locale e globale.

Queste reti trovano applicazione nella guida autonoma, nell’imaging medico, nell’agricoltura di precisione, nel telerilevamento e nell’ispezione industriale.


🔗 Riferimenti per approfondire:

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1. ... 🧠 Intelligenza Artificiale (AI); Titolo: Come delegare alle macchine compiti che gli umani riescono a svolgere grazie alla loro; intelligenza; Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/artificial-intelligence.html; paragrafo  §8.6. Architetture specifiche per Segmentazione semantica

2. ... 👁️ Visione Artificiale (VS); Titolo: La riproduzione della visione umana per mezzo di un sistema artificiale;  Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/vs-visione-artificiale.html 

3.  ... 🧠 Intelligenza Artificiale (AI) / ⚙️ Applications (AI.8); Titolo: Le applicazioni dell’Intelligenza Artificialelink: https://tateoblog.blogspot.com/p/applications-ai8.html; 

Paragrafo: §5. Elaborazione di immagini. 
Paragrafo: §11.  Guida autonoma  (Autonomous Driving)

4. ... 🔧 Automazione (AU) / 🤖 Robotica (AU.9) / UAV (AU.9.8); Titolo: Veicoli autonomi aerei; Link: https://tateoblog.blogspot.com/2016/06/uav.html; Paragrafo: §5 Applicazioni dei droni

5. ...  👁️ Visione Artificiale (VS) / Applicazioni (VS.6); Titolo: Machine Vision: l'applicazione industriale della Visione ArtificialeLink: https://tateoblog.blogspot.com/2017/05/vs-10-machine-vision-la-visione.html; Paragrafo: §2. Artificial Vision industrial applications: the Machine Vision 


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lunedì 24 agosto 2026

📚 Sovrappopolazione e disagio sociale

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Il capitolo Sovrappopolazione del saggio "Ritorno al nuovo mondo" di Aldous Huxley, introduce uno dei temi centrali del saggio: il rapporto tra crescita demografica, disponibilità delle risorse e libertà individuale. Huxley considera il rapido aumento della popolazione un problema non soltanto economico e ambientale, ma anche politico e sociale: 

«Il problema del rapporto fra rapido accrescimento della popolazione e risorse naturali, stabilità sociale e benessere dei singoli, è oggi il maggior problema per l'umanità». 

Quanto più la popolazione cresce e aumenta la pressione sulle risorse, tanto più diventa fragile l'equilibrio economico e sociale: 

«Quanto più cresce la popolazione e preme sulle risorse disponibili, tanto più si fa precaria la situazione economica di una società che subisca tale prova». 

Il disagio derivante da questa condizione può favorire la concentrazione del potere e l'affermazione di forme autoritarie di governo: 

«L'eccesso della popolazione conduce al disagio, e quindi alla dittatura».

Huxley richiama 1984 di George Orwell come efficace esempio di proiezione distopica del futuro. La società orwelliana è fondata soprattutto sul castigo e sulla paura del castigo; tuttavia, secondo Huxley, il controllo può diventare ancora più efficace quando non si limita a reprimere i comportamenti indesiderati, ma riesce a orientare direttamente desideri e convinzioni: 

«A lunga scadenza, il controllo è meno efficace se ricorre al castigo della condotta indesiderata, anziché indurre la condotta desiderata mediante premi». 

È proprio questa evoluzione delle tecniche di controllo a destare la sua maggiore preoccupazione: 

«Forze impersonali, da noi incontrollabili, hanno perfezionato nuove tecniche per manipolare, nell'interesse d'una minoranza, i pensieri e i sentimenti delle masse».


🔗 Riferimenti per approfondire:

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1. Titolo: La sezione “Fantascienza” della mia libreria, Link: https://tateoblog.blogspot.com/2017/11/lt4-la-sezione-fantascienza-della-mia.html, ... 

    ... / Paragrafo: §9. Il mondo nuovo -- Aldous Huxley -- 1932

    ... / Paragrafo: §10. Ritorno al nuovo mondo -- Aldous Huxley -- 1958 

2. 1984 (LT.4.7); Titolo: “1984”, di George Orwell; Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/1984-george-orwell-lt47.html 

📖 
3. Ritorno al mondo nuovo - Aldous Huxley -- Oscar Cult Mondadori 
  
(c) Tateo’s Interdisciplinary & Lifelong Learning Lab (TILLL)
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🥽 Virtuale o Aumentata?

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#AR #augmentedReality #VR #virtualReality #TateoBlog #TILLL

Si osservi innanzitutto che la Realtà Aumentata (AR) viene spesso confusa o assimilata alla Realtà Virtuale (VR). Si tratta, invece, di due tecnologie profondamente differenti, anche se, per molti aspetti, complementari.

La differenza sostanziale risiede nel rapporto con la realtà fisica. La Realtà Aumentata parte dall'ambiente reale: lo osserva, lo riconosce e vi interagisce, aggiungendo in tempo reale informazioni digitali pertinenti al contesto. L'obiettivo è quindi arricchire la percezione della realtà esistente, fornendo una conoscenza più approfondita e specifica degli elementi che la compongono. Le informazioni possono essere sovrapposte alle immagini dell'ambiente sotto forma di testi, numeri, simboli, indicatori, notifiche, modelli tridimensionali o altri contenuti digitali.

La Realtà Virtuale, al contrario, sostituisce la percezione dell'ambiente fisico con quella di un ambiente digitale artificiale, generato dal calcolatore. L'utente viene immerso in uno spazio che può essere completamente immaginario oppure riprodurre fedelmente un ambiente reale, ma che, durante l'esperienza, viene percepito attraverso una rappresentazione digitale.

In altre parole, la Realtà Virtuale costruisce una realtà alternativa, mentre la Realtà Aumentata aggiunge informazioni alla realtà che già esiste. La prima tende quindi a separare l'utente dall'ambiente fisico per immergerlo in quello virtuale; la seconda mantiene il contatto con il mondo reale e ne amplia la percezione attraverso contenuti digitali contestuali.

È proprio questa caratteristica a rendere particolarmente interessante la Realtà Aumentata: non cerca necessariamente di sostituire la realtà, ma di renderla più informativa, comprensibile e significativa, mettendo in relazione ciò che vediamo nel mondo fisico con ciò che il calcolatore sa di quell'ambiente.

🔗 Riferimenti per approfondire:

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1. 🥽 Extended Realities (XR) / Realtà Virtuale (XR.2); Titolo: La Realtà Virtuale; Link: https://tateoblog.blogspot.com/2017/02/ar-09-la-realta-virtuale.html 

2. 🥽 Extended Realities (XR); Titolo: Realtà Virtuale, Aumentata e Mista – Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/ar-00-realta-aumentata-e-virtuale.html 

(c) Tateo’s Interdisciplinary & Lifelong Learning Lab (TILLL)
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domenica 23 agosto 2026

📚🚀 Philip Kindred Dick

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Philip Kindred Dick (Chicago, 16 dicembre 1928 – Santa Ana, 2 marzo 1982) è stato uno scrittore statunitense, considerato uno dei più importanti e originali autori della fantascienza del Novecento. La sua vasta produzione narrativa esplora temi ricorrenti come il rapporto tra realtà e illusione, l'identità, la memoria, la percezione e il confine tra essere umano e macchina, mettendo continuamente in discussione ciò che consideriamo autenticamente reale.

Dick ebbe una vita piuttosto singolare e, soprattutto negli ultimi anni, fu caratterizzato da una personalità inquieta e da una fortissima curiosità intellettuale. Scrisse moltissimo, spesso lavorando con ritmi frenetici, e produsse non soltanto romanzi, ma anche numerosi racconti. La sua scrittura combina fantascienza, filosofia, psicologia, religione e critica sociale, anticipando interrogativi che sarebbero diventati centrali nell'era digitale: che cosa ci rende umani? Come possiamo distinguere il reale dal simulato? E possiamo fidarci dei nostri ricordi e delle nostre percezioni?

Un aspetto particolarmente curioso della sua biografia è che Dick raccontò di aver vissuto, nel 1974, una serie di esperienze visionarie che interpretò in modi diversi nel corso degli anni, arrivando a interrogarsi sul loro significato attraverso una lunga riflessione filosofica e religiosa. Queste esperienze influenzarono profondamente la sua produzione successiva e contribuirono a rendere ancora più labile, nella sua opera, il confine tra realtà, allucinazione e conoscenza.

La sua produzione comprende numerosi romanzi e racconti diventati ormai classici della fantascienza. Tra questi spicca La svastica sul sole (The Man in the High Castle, 1962), uno dei suoi romanzi più celebri, ambientato in una realtà alternativa nella quale le potenze dell'Asse hanno vinto la Seconda guerra mondiale e Stati Uniti sono stati divisi tra Germania nazista e Giappone. Il romanzo, che nel 1963 vinse il prestigioso Hugo Award per il miglior romanzo, mostra già uno dei temi fondamentali della narrativa di Dick: la possibilità che ciò che consideriamo "la realtà" sia soltanto una delle molte realtà possibili. L'opera ha successivamente ispirato la serie televisiva L'uomo nell'alto castello, prodotta da Amazon e trasmessa su Prime Video dal 2015 al 2019.

Un altro romanzo particolarmente significativo è Ubik (1969), una delle opere più enigmatiche e visionarie di Dick. Anche in questo caso il lettore viene progressivamente spinto a dubitare della propria percezione della realtà, in una storia nella quale tempo, memoria e identità sembrano perdere i loro confini abituali. Scorrete lacrime, disse il poliziotto (Flow My Tears, the Policeman Said, 1974) affronta invece il tema dell'identità e della perdita improvvisa del riconoscimento sociale, mentre Tempo fuori luogo (Time Out of Joint, 1959) anticipa alcuni dei suoi futuri esperimenti narrativi sulla natura artificiale della realtà.

Tra i suoi romanzi più celebri figura "Ma gli androidi sognano pecore elettriche?" (Do Androids Dream of Electric Sheep?, 1968), al quale è dedicato questo articolo. L'opera affronta, attraverso la figura degli androidi e quella del cacciatore di taglie Rick Deckard, una domanda apparentemente semplice ma profondissima: che cosa significa essere veramente umani? La risposta non viene cercata soltanto nella biologia, ma soprattutto nella capacità di provare empatia, di riconoscere l'altro e di attribuire valore alla vita.

Il romanzo ha ispirato Blade Runner (1982), il celebre film diretto da Ridley Scott, divenuto a sua volta un punto di riferimento della fantascienza cinematografica e della cultura cyberpunk, un movimento della fantascienza caratterizzato dall'incontro fra tecnologie avanzate, società distopiche, grandi concentrazioni di potere e protagonisti spesso marginali o ribelli. Curiosamente, Dick morì nel marzo del 1982, pochi mesi prima dell'uscita del film, e non poté quindi assistere all'impatto che Blade Runner avrebbe avuto sulla cultura popolare.

Ma l'influenza di Dick sul cinema non si è fermata a Blade Runner. Dal suo racconto The Minority Report (Rapporto di minoranza, 1956) è stato tratto Minority Report (2002), film diretto da Steven Spielberg e interpretato da Tom Cruise. La storia originale immagina un sistema di polizia, chiamato Precrime, capace di prevedere i delitti prima che vengano commessi grazie a persone dotate di capacità precognitive. Il film sviluppa liberamente questa idea trasformandola in un thriller d'azione, ma conserva il nucleo filosofico del racconto: se una macchina o un sistema è in grado di prevedere che commetteremo un crimine, siamo davvero liberi di scegliere?
Altri racconti di Dick hanno inoltre fornito la base per opere cinematografiche come Atto di forza (Total Recall, tratto dal racconto We Can Remember It for You Wholesale) e Paycheck, contribuendo a rendere l'autore uno degli scrittori di fantascienza più frequentemente adattati per il grande schermo.

Il successo cinematografico contribuì enormemente alla riscoperta di Dick, che raggiunse una fama internazionale soprattutto dopo la sua morte. La sua influenza, infatti, va ben oltre la letteratura: molte delle sue intuizioni sulla realtà artificiale, sull'identità, sulla memoria e sulla tecnologia continuano a essere sorprendentemente attuali nell'epoca dell'intelligenza artificiale, della realtà virtuale e dei mondi digitali.

È forse proprio questa la caratteristica più sorprendente di Philip K. Dick: pur scrivendo prevalentemente tra gli anni Cinquanta e Settanta del Novecento, continua a porre domande che appartengono al nostro presente. In un mondo nel quale immagini, voci, ricordi e persino conversazioni possono essere generati artificialmente, la domanda fondamentale della sua narrativa — "che cosa è reale?" — appare oggi più attuale che mai.

🔗 Riferimenti per approfondire:

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1. 📚 Lettura / 🚀 Narrativa / SciFi / Gli androidi sognano … – Dick (LT.4.1); Titolo: Gli androidi sognano pecore elettriche? – Philip K. Dick; Link: https://tateoblog.blogspot.com/2012/01/macchine-ed-umani-nelluniverso-esistono.html. 

2. 📚 Lettura / 🚀 Narrativa / SciFi / Baudrillard (LT.4.4); Titolo: Violenza del virtuale e realtà Integrale; Link: https://tateoblog.blogspot.com/2016/09/sf04-jean-baudrillard-violenza-del.html

3. 🧪 Simulazione (SZ); Titolo: Le tecnologie di modellazione e simulazione; Link: http://tateoblog.blogspot.com/p/blog-page_15.html

4. 🧠 Intelligenza Artificiale (AI); Titolo: Come delegare alle macchine compiti che gli umani riescono a svolgere grazie alla loro; intelligenza; Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/artificial-intelligence.html

5. 🥽 Extended Realities (XR) / Realtà Virtuale (XR.2); Titolo: La Realtà Virtuale; Link: https://tateoblog.blogspot.com/2017/02/ar-09-la-realta-virtuale.html .

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venerdì 21 agosto 2026

🧠👁️ ResNet50: profondità efficace, by Microsoft Research

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#AI #ArtificialIntelligence #IntelligenzaArtificiale #deepLearning #CNN #visioneArtificiale #computerVision #classificatore #ResNet50 #TateoBlog #TILLL

ResNet50, sviluppata da Microsoft Research, è una delle reti neurali profonde più utilizzate al mondo per l’analisi delle immagini. Il suo successo deriva dalla capacità di mantenere elevate prestazioni anche con architetture molto profonde. Grazie alla sua efficienza e affidabilità, è oggi impiegata in numerosi settori, dalla diagnostica industriale alla guida autonoma, fino ai sistemi di ispezione automatica.

Se dovessimo descrivere ResNet50 con una metafora, potremmo paragonarla a un team di tecnici che si scambia continuamente informazioni per evitare che dati importanti vadano persi durante le successive fasi di elaborazione.

La caratteristica distintiva di ResNet50 è rappresentata dalle connessioni residue, o skip connections, che permettono all’informazione di oltrepassare alcuni livelli e di sommarsi al risultato delle elaborazioni successive. Questo meccanismo facilita la propagazione del gradiente e consente di addestrare reti più profonde limitando il problema del degrado delle prestazioni. Rispetto a VGG16, ResNet50 presenta una struttura più articolata, ma utilizza molti meno parametri grazie ai blocchi bottleneck e al global average pooling. È quindi preferibile quando sono richieste maggiore capacità di generalizzazioneefficienza e possibilità di riaddestramento mediante transfer learning, soprattutto per classificazione, riconoscimento di componenti, rilevamento di oggetti e ispezione automatica.

Le rappresentazioni residue profonde possono essere utilizzate non solo per la classificazione, ma anche come base per applicazioni di localizzazioneobject detection e segmentazione. ResNet50 costituisce pertanto un buon compromesso quando è necessario estrarre caratteristiche visive complesse senza raggiungere il peso computazionale e il numero di parametri tipici delle architetture VGG.

🔗 Riferimenti per approfondire:

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1. 🧠 Intelligenza Artificiale (AI); Titolo: Come delegare alle macchine compiti che gli umani riescono a svolgere grazie alla loro intelligenza; Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/artificial-intelligence.html 

2. 👁️ Visione Artificiale (VS); Titolo: La riproduzione della visione umana per mezzo di un sistema artificiale;  Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/vs-visione-artificiale.html 

🌐 Paper originale Deep Residual Learning for Image Recognition, Kaiming He et al. (Microsoft Research). https://arxiv.org/abs/1512.03385

🌐 Documentazione Keras, ResNet and ResNetV2 https://keras.io/api/applications/resnet/

🌐 Titolo: Deep Residual Learning for Image Recognition, Autore: Microsoft Research; Link: https://www.microsoft.com/en-us/research/publication/deep-residual-learning-for-image-recognition/ 

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giovedì 20 agosto 2026

🧠👁️ Come realizzare un classificatore di immagini

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Quando si parla di Intelligenza Artificiale, spesso si immagina che sia sufficiente fornire molte immagini a una rete neurale per ottenere automaticamente un classificatore accurato. La realtà è molto diversa.

Lo sviluppo di un sistema automatico di classificazione delle immagini è un processo ingegneristico iterativo, fatto di preparazione dei dati, addestramento, verifiche progressive, analisi degli errori e miglioramento continuo. In altre parole, il successo di un modello non dipende solamente dall'algoritmo utilizzato, ma dall'intero ciclo di sviluppo che lo accompagna.

L'infografica riassume le principali fasi di questo processo.

1. Tutto parte dal dataset

La qualità di un classificatore dipende innanzitutto dalla qualità dei dati utilizzati per costruirlo.

La prima fase consiste nella raccolta, preparazione e organizzazione delle immagini che costituiranno il dataset. I campioni vengono elaborati, verificati, classificati ed eventualmente rinominati secondo regole coerenti. Successivamente vengono suddivisi in tre insiemi distinti:

  • Training Set, utilizzato per addestrare il modello;
  • Validation Set, utilizzato per monitorare e ottimizzare l'addestramento;
  • Test Set, utilizzato esclusivamente per la valutazione finale.

Questa separazione è fondamentale: utilizzare gli stessi dati per addestrare e valutare il modello produrrebbe risultati ingannevolmente ottimistici.

2. Addestramento e validazione del classificatore

Una volta preparato il dataset, il modello viene addestrato utilizzando il Training Set.

Durante l'addestramento il Validation Set svolge un ruolo essenziale: permette di monitorare il comportamento della rete neurale e di individuare eventuali problemi come:

  • overfitting, quando il modello impara troppo bene i dati di addestramento ma fatica a generalizzare;
  • underfitting, quando il modello non riesce a catturare adeguatamente le caratteristiche del problema.

Per comprendere cosa sta accadendo vengono analizzati diversi indicatori:

  • accuracy plot;
  • loss plot;
  • heatmap di attenzione;
  • matrici di errore e metriche di classificazione.

Al termine di questa fase si ottiene il modello migliore tra quelli testati, ovvero il classificatore addestrato e validato.

3. Due livelli di verifica

Molte persone confondono validazione e test finale, ma si tratta di attività differenti.

Il modello selezionato viene infatti sottoposto a due verifiche successive.

Primo livello: valutazione offline sul Test Set

Il Test Set contiene immagini che il classificatore non ha mai visto durante addestramento e validazione.

Questa verifica rappresenta il primo vero test di generalizzazione del modello e consente di capire come il classificatore si comporterà su dati completamente nuovi.

È importante sottolineare che il Test Set non partecipa in alcun modo alla scelta del modello. Viene utilizzato solo dopo che tutte le decisioni di addestramento sono già state prese.

Secondo livello: test end-to-end nel processo reale

Un modello può ottenere ottimi risultati in laboratorio e mostrare prestazioni differenti una volta inserito nel processo operativo completo.

Per questo motivo il classificatore viene integrato nella pipeline applicativa finale e testato utilizzando dati grezzi rappresentativi del contesto reale.

In questa fase non si valuta soltanto la rete neurale, ma l'intera catena di elaborazione.

Le metriche diventano quindi più vicine agli obiettivi applicativi del sistema e consentono di misurare il reale valore prodotto dalla soluzione.

4. Le prestazioni sono sufficienti?

Al termine delle verifiche i risultati vengono confrontati con criteri minimi prestabiliti.

Se le prestazioni soddisfano i requisiti, il processo può considerarsi concluso.

Se invece i risultati non sono sufficienti, non è corretto limitarsi ad aggiungere nuove immagini al dataset. Occorre prima comprendere il motivo del problema.

Ed è qui che entra in gioco la fase successiva.

5. Analizzare gli errori per migliorare il sistema

La parte più interessante del processo è probabilmente l'analisi degli errori.

Prestazioni insufficienti possono dipendere da molte cause diverse:

  • dataset poco rappresentativo;
  • etichette errate;
  • classi sbilanciate;
  • assenza di particolari condizioni operative;
  • scelta dell'architettura neurale;
  • iperparametri non ottimali;
  • soglie decisionali inadeguate;
  • problemi nella pipeline applicativa.

Solo dopo aver identificato la causa reale è possibile definire un'azione correttiva efficace.

In alcuni casi sarà necessario tornare alla preparazione del dataset, in altri sarà sufficiente modificare l'architettura della rete o ripetere alcuni test.

La lezione più importante: l'Intelligenza Artificiale è un processo di apprendimento anche per chi la sviluppa

L'aspetto più interessante di questo ciclo è che non riguarda soltanto il modello.

Anche il team di sviluppo impara ad ogni iterazione.

Ogni errore individuato aumenta la comprensione del problema, ogni test fornisce nuove informazioni sui dati e ogni correzione migliora non solo il classificatore, ma anche la conoscenza del dominio applicativo.

Per questo motivo il vero valore di un progetto di Computer Vision non risiede esclusivamente nella rete neurale utilizzata, ma nella capacità di costruire un processo rigoroso di sperimentazione, misura e miglioramento continuo.

In fondo, proprio come accade nel lifelong learning, il successo non deriva dal raggiungere immediatamente il risultato perfetto, ma dalla capacità di imparare sistematicamente da ogni iterazione.

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1. 🧠 Intelligenza Artificiale (AI); Titolo: Come delegare alle macchine compiti che gli umani riescono a svolgere grazie alla loro intelligenza; Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/artificial-intelligence.html 

2. 👁️ Visione Artificiale (VS); Titolo: La riproduzione della visione umana per mezzo di un sistema artificiale;  Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/vs-visione-artificiale.html 

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🧠 U-Net: localizzazione precisa mediante struttura encoder-decoder

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