1 Luglio 2026
Negli ultimi anni, con la rapida evoluzione dell'Intelligenza Artificiale, sono entrati nell'uso comune tre termini strettamente correlati ma spesso impiegati in modo improprio: agente artificiale, agency artificiale e AI agentica (Agentic AI). Sebbene appartengano allo stesso ambito concettuale, essi descrivono aspetti differenti dei sistemi intelligenti e meritano quindi di essere distinti con precisione.
Agente artificiale (Artificial Agent): è il singolo sistema software o robotico progettato per percepire l'ambiente circostante, elaborare le informazioni disponibili, prendere decisioni e compiere azioni finalizzate al raggiungimento di determinati obiettivi.
Agency artificiale (Artificial Agency): rappresenta la proprietà o la capacità di un sistema di comportarsi come un agente autonomo. Essa comprende la possibilità di percepire il contesto, pianificare, scegliere tra diverse alternative e agire in modo finalizzato, adattando il proprio comportamento alle circostanze senza richiedere un controllo umano continuo.
AI agentica (Agentic AI): indica il paradigma dell'Intelligenza Artificiale che progetta e impiega agenti dotati di agency. In questo modello gli agenti non si limitano a rispondere a singole richieste, ma sono in grado di pianificare strategie, utilizzare strumenti esterni, collaborare con altri agenti o con esseri umani, apprendere dai risultati ottenuti e perseguire obiettivi complessi con un elevato grado di autonomia operativa.
Una delle interpretazioni più influenti di questi concetti è stata proposta da Luciano Floridi, tra i maggiori filosofi contemporanei dell'informazione e dell'etica del digitale. Secondo Floridi, il termine Intelligenza Artificiale è in parte fuorviante, poiché suggerisce un'analogia con l'intelligenza umana che non trova riscontro nella realtà. L'IA, infatti, non pensa, non comprende e non possiede coscienza; ciò che la caratterizza è piuttosto la sua straordinaria capacità di agire efficacemente nel mondo, elaborando informazioni e producendo risultati attraverso processi computazionali. [3]
Da questa prospettiva, l'elemento distintivo dell'IA non è tanto l'intelligenza, quanto la agency, ossia la capacità di esercitare un'azione autonoma orientata a uno scopo. L'Intelligenza Artificiale può quindi essere interpretata come una nuova forma di agency artificiale, capace di svolgere compiti sempre più sofisticati senza condividere le caratteristiche cognitive proprie dell'essere umano.
Questa distinzione non è soltanto terminologica, ma ha importanti implicazioni teoriche e pratiche. Separare concettualmente l'intelligenza dalla agency consente di comprendere con maggiore accuratezza le reali capacità e i limiti dei sistemi di IA, evitando sia aspettative irrealistiche sia timori ingiustificati. Inoltre, tale prospettiva offre una base più solida per affrontare le numerose questioni etiche, giuridiche, economiche e sociali poste dalla diffusione dell'Intelligenza Artificiale. Comprendere che cosa sia realmente l'IA – e, soprattutto, che cosa non sia – rappresenta oggi una condizione essenziale per svilupparla, regolamentarla e utilizzarla in modo consapevole e responsabile.
[3] La differenza fondamentale -- Artificial Agency: una nuova filosofia dell'intelligenza artificiale. Luciano Floridi, pag. 19
#AI #IntelligenzaArtificiale #AgenticAI #ArtificialAgency #EticaDigitale #FilosofiaDellaTecnologia #TateoBlog #TILLL
https://tateoblog.blogspot.com/p/artificial-intelligence.html




