giovedì 20 agosto 2026

🧠👁️ Come realizzare un classificatore di immagini

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#AI #ArtificialIntelligence #IntelligenzaArtifiiciale #deepLearning #CNN #visioneArtifciale #computerVision #classificatore #TateoBlog #TILLL

Quando si parla di Intelligenza Artificiale, spesso si immagina che sia sufficiente fornire molte immagini a una rete neurale per ottenere automaticamente un classificatore accurato. La realtà è molto diversa.

Lo sviluppo di un sistema automatico di classificazione delle immagini è un processo ingegneristico iterativo, fatto di preparazione dei dati, addestramento, verifiche progressive, analisi degli errori e miglioramento continuo. In altre parole, il successo di un modello non dipende solamente dall'algoritmo utilizzato, ma dall'intero ciclo di sviluppo che lo accompagna.

L'infografica riassume le principali fasi di questo processo.

1. Tutto parte dal dataset

La qualità di un classificatore dipende innanzitutto dalla qualità dei dati utilizzati per costruirlo.

La prima fase consiste nella raccolta, preparazione e organizzazione delle immagini che costituiranno il dataset. I campioni vengono elaborati, verificati, classificati ed eventualmente rinominati secondo regole coerenti. Successivamente vengono suddivisi in tre insiemi distinti:

  • Training Set, utilizzato per addestrare il modello;
  • Validation Set, utilizzato per monitorare e ottimizzare l'addestramento;
  • Test Set, utilizzato esclusivamente per la valutazione finale.

Questa separazione è fondamentale: utilizzare gli stessi dati per addestrare e valutare il modello produrrebbe risultati ingannevolmente ottimistici.

2. Addestramento e validazione del classificatore

Una volta preparato il dataset, il modello viene addestrato utilizzando il Training Set.

Durante l'addestramento il Validation Set svolge un ruolo essenziale: permette di monitorare il comportamento della rete neurale e di individuare eventuali problemi come:

  • overfitting, quando il modello impara troppo bene i dati di addestramento ma fatica a generalizzare;
  • underfitting, quando il modello non riesce a catturare adeguatamente le caratteristiche del problema.

Per comprendere cosa sta accadendo vengono analizzati diversi indicatori:

  • accuracy plot;
  • loss plot;
  • heatmap di attenzione;
  • matrici di errore e metriche di classificazione.

Al termine di questa fase si ottiene il modello migliore tra quelli testati, ovvero il classificatore addestrato e validato.

3. Due livelli di verifica

Molte persone confondono validazione e test finale, ma si tratta di attività differenti.

Il modello selezionato viene infatti sottoposto a due verifiche successive.

Primo livello: valutazione offline sul Test Set

Il Test Set contiene immagini che il classificatore non ha mai visto durante addestramento e validazione.

Questa verifica rappresenta il primo vero test di generalizzazione del modello e consente di capire come il classificatore si comporterà su dati completamente nuovi.

È importante sottolineare che il Test Set non partecipa in alcun modo alla scelta del modello. Viene utilizzato solo dopo che tutte le decisioni di addestramento sono già state prese.

Secondo livello: test end-to-end nel processo reale

Un modello può ottenere ottimi risultati in laboratorio e mostrare prestazioni differenti una volta inserito nel processo operativo completo.

Per questo motivo il classificatore viene integrato nella pipeline applicativa finale e testato utilizzando dati grezzi rappresentativi del contesto reale.

In questa fase non si valuta soltanto la rete neurale, ma l'intera catena di elaborazione.

Le metriche diventano quindi più vicine agli obiettivi applicativi del sistema e consentono di misurare il reale valore prodotto dalla soluzione.

4. Le prestazioni sono sufficienti?

Al termine delle verifiche i risultati vengono confrontati con criteri minimi prestabiliti.

Se le prestazioni soddisfano i requisiti, il processo può considerarsi concluso.

Se invece i risultati non sono sufficienti, non è corretto limitarsi ad aggiungere nuove immagini al dataset. Occorre prima comprendere il motivo del problema.

Ed è qui che entra in gioco la fase successiva.

5. Analizzare gli errori per migliorare il sistema

La parte più interessante del processo è probabilmente l'analisi degli errori.

Prestazioni insufficienti possono dipendere da molte cause diverse:

  • dataset poco rappresentativo;
  • etichette errate;
  • classi sbilanciate;
  • assenza di particolari condizioni operative;
  • scelta dell'architettura neurale;
  • iperparametri non ottimali;
  • soglie decisionali inadeguate;
  • problemi nella pipeline applicativa.

Solo dopo aver identificato la causa reale è possibile definire un'azione correttiva efficace.

In alcuni casi sarà necessario tornare alla preparazione del dataset, in altri sarà sufficiente modificare l'architettura della rete o ripetere alcuni test.

La lezione più importante: l'Intelligenza Artificiale è un processo di apprendimento anche per chi la sviluppa

L'aspetto più interessante di questo ciclo è che non riguarda soltanto il modello.

Anche il team di sviluppo impara ad ogni iterazione.

Ogni errore individuato aumenta la comprensione del problema, ogni test fornisce nuove informazioni sui dati e ogni correzione migliora non solo il classificatore, ma anche la conoscenza del dominio applicativo.

Per questo motivo il vero valore di un progetto di Computer Vision non risiede esclusivamente nella rete neurale utilizzata, ma nella capacità di costruire un processo rigoroso di sperimentazione, misura e miglioramento continuo.

In fondo, proprio come accade nel lifelong learning, il successo non deriva dal raggiungere immediatamente il risultato perfetto, ma dalla capacità di imparare sistematicamente da ogni iterazione.

🔗 Riferimenti per approfondire:
 
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1. 🧠 Intelligenza Artificiale (AI); Titolo: Come delegare alle macchine compiti che gli umani riescono a svolgere grazie alla loro intelligenza; Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/artificial-intelligence.html 
2. 👁️ Visione Artificiale (VS); Titolo: La riproduzione della visione umana per mezzo di un sistema artificiale;  Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/vs-visione-artificiale.html 

---------- 20/8 2026 ----------


🧠👁️ Principali applicazioni delle CNN nella visione artificiale

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#AI #ArtificialIntelligence #DeepLearning #CNN #visioneArtificiale #ComputerVision #TateoBlog #TILLL

Le Reti Neurali Convoluzionali (CNN) rappresentano una delle tecnologie più importanti e versatili sviluppate nell'ambito dell'Intelligenza Artificiale. Sebbene siano spesso associate al riconoscimento delle immagini, il loro campo di applicazione è molto più ampio. Oggi le CNN costituiscono il motore di numerose applicazioni di Computer Vision, consentendo alle macchine non solo di identificare ciò che osservano, ma anche di localizzarlo, misurarlo, seguirne i movimenti nel tempo e persino migliorarne la rappresentazione visiva.

Le dodici applicazioni illustrate nella figura possono essere interpretate come dodici differenti modalità con cui una macchina può "comprendere" un'immagine.

(1) Classificazione delle immagini
La classificazione rappresenta la forma più semplice di comprensione visiva. Il sistema osserva l'immagine nel suo insieme e assegna un'etichetta che ne descrive il contenuto principale. Ad esempio, una fotografia può essere classificata come "cane", "gatto", "automobile" o "rotaia difettosa".
Domanda a cui risponde: Che cosa rappresenta l'immagine?
Output principale: Classe.
Esempio pratico: Classificazione di componenti ferroviari, riconoscimento di difetti o classificazione di specie animali.

(2) Object Detection
Il rilevamento degli oggetti aggiunge una nuova dimensione all'analisi: la localizzazione. Non basta più sapere che cosa è presente nell'immagine; occorre anche determinarne la posizione. Per questo motivo il sistema restituisce sia la classe dell'oggetto sia un rettangolo (bounding box) che ne indica la posizione.
Domanda a cui risponde: Che cosa è presente e dove?
Output principale: Classi e bounding box.
Esempio pratico: Rilevamento di veicoli, persone, segnali ferroviari o componenti dell'infrastruttura.
 
(3) Segmentazione Semantica
La segmentazione semantica porta il livello di comprensione dall'oggetto al singolo pixel. Ogni pixel dell'immagine viene classificato in una determinata categoria, consentendo di ottenere una mappa dettagliata della scena.
Domanda a cui risponde: A quale classe appartiene ogni pixel?
Output principale: Mappa delle classi.
Esempio pratico: Separazione automatica di rotaie, massicciata, traversine, vegetazione e manufatti ferroviari.
 
(4) Segmentazione delle Istanze
Quando nell'immagine sono presenti più oggetti appartenenti alla stessa categoria, è necessario distinguerli individualmente. La segmentazione delle istanze assegna quindi una maschera separata a ciascun oggetto rilevato.
Domanda a cui risponde: Quali oggetti sono presenti e quali pixel appartengono a ciascuno?
Output principale: Maschere separate.
Esempio pratico: Identificazione e separazione di singole persone, veicoli o componenti ferroviari simili.
 
(5) Localizzazione e Stima dei Punti Caratteristici
Molte applicazioni richiedono l'identificazione di punti di interesse specifici. Questa tecnica consente di individuare elementi caratteristici quali vertici, giunti, raccordi o articolazioni.
Domanda a cui risponde: Dove si trovano i punti caratteristici?
Output principale: Coordinate.
Esempio pratico: Individuazione di bulloni, attacchi ferroviari o articolazioni del corpo umano.
 
(6) Stima della Posa
Partendo dai punti caratteristici identificati, il sistema può determinare la posizione e l'orientamento spaziale di un oggetto. Si tratta di una funzione fondamentale nei sistemi di interazione uomo-macchina e nella robotica.
Domanda a cui risponde: Qual è la posizione e l'orientamento dell'oggetto?
Output principale: Posa 2D o 3D.
Esempio pratico: Analisi del movimento umano, robot collaborativi e veicoli autonomi.
 
(7) Stima di Proprietà Geometriche
Le CNN possono essere utilizzate come strumenti di misura. In questo caso l'obiettivo non è classificare o localizzare un oggetto, ma stimarne quantitativamente una caratteristica geometrica.
Domanda a cui risponde: Qual è il valore della grandezza osservata?
Output principale: Valore numerico.
Esempio pratico: Misura dell'usura di una rotaia, della lunghezza di una cricca o della distanza tra componenti.
 
(8) Stima della Profondità
Una delle applicazioni più avanzate consiste nella ricostruzione della dimensione tridimensionale della scena. Il sistema produce una mappa delle distanze che descrive quanto ogni punto dell'immagine sia distante dal sensore.
Domanda a cui risponde: Qual è la distanza degli elementi della scena rispetto al sistema di acquisizione?
Output principale: Mappa di profondità (depth map) o valori di distanza.
Esempio pratico: Guida autonoma, ricostruzione 3D di ambienti e navigazione robotica.
 
(9) Riconoscimento OCR
L'Optical Character Recognition (OCR) consente di trasformare testo presente in un'immagine in informazioni digitali immediatamente elaborabili da un computer.
Domanda a cui risponde: Quale testo, codice o sequenza di caratteri è presente nell'immagine?
Output principale: Testo, caratteri o numeri riconosciuti.
Esempio pratico: Lettura automatica di targhe, etichette, matricole o documenti tecnici.
 
(10) Rilevamento di Anomalie
In molte applicazioni industriali non è necessario sapere quale difetto sia presente, ma semplicemente stabilire se qualcosa si discosta dalla normalità. Le tecniche di anomaly detection sono progettate proprio per questo scopo.
Domanda a cui risponde: Il campione si discosta dalla normalità?
Output principale: Punteggio o mappa di anomalia.
Esempio pratico: Rilevamento automatico di difetti superficiali su rotaie, ruote, traversine o componenti meccanici.
 
(11) Object Tracking
Quando le immagini vengono acquisite nel tempo, ad esempio sotto forma di video, diventa possibile seguire il movimento degli oggetti all'interno della scena. L'object tracking mantiene l'identità dell'oggetto durante tutta la sequenza.
Domanda a cui risponde: Come si muove l'oggetto nel tempo?
Output principale: Identità e traiettoria.
Esempio pratico: Monitoraggio di veicoli, persone, treni o oggetti in movimento.
 
(12) Miglioramento e Ricostruzione delle Immagini
Le CNN non servono esclusivamente per interpretare le immagini. Possono anche migliorarne la qualità rimuovendo disturbi, aumentando la risoluzione o ricostruendo dettagli non chiaramente visibili.
Domanda a cui risponde: Come può essere migliorata l'immagine?
Output principale: Immagine elaborata.
Esempio pratico: Riduzione del rumore, incremento della risoluzione (super-resolution), correzione della sfocatura e restauro di immagini degradate.
 
Dall'identificazione alla comprensione completa della scena
Osservando l'insieme di queste dodici applicazioni emerge chiaramente come la moderna visione artificiale non si limiti a riconoscere oggetti. Una CNN può infatti classificare una scena, localizzarne gli elementi, segmentarli, misurarli, ricostruirne la geometria tridimensionale, seguirne l'evoluzione nel tempo e persino migliorare la qualità delle immagini disponibili.
In altre parole, le CNN rappresentano oggi una vera e propria piattaforma di elaborazione visiva che consente alle macchine di estrarre conoscenza dalle immagini con un livello di sofisticazione sempre più vicino a quello della percezione umana.

🔗 Riferimenti per approfondire:
 
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1. 🧠 Intelligenza Artificiale (AI); Titolo: Come delegare alle macchine compiti che gli umani riescono a svolgere grazie alla loro intelligenza; Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/artificial-intelligence.html 
2. 👁️ Visione Artificiale (VS); Titolo: La riproduzione della visione umana per mezzo di un sistema artificiale;  Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/vs-visione-artificiale.html 

---------- 19/8 2026 ----------

martedì 18 agosto 2026

📚🚀 Centri di condizionamento

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Capitolo II. Il Direttore accompagna gli studenti attraverso il Centro di Incubazione e Condizionamento, mostrando loro come i bambini vengano condizionati fin dai primi giorni di vita per accettare il ruolo che la società ha stabilito per loro. La società è rigidamente suddivisa nelle caste Alfa, Beta, Gamma, Delta ed Epsilon, ciascuna destinata a svolgere determinate funzioni. L'appartenenza a una casta è riconoscibile anche dal colore dell'uniforme: ad esempio, gli Alfa vestono di grigio, mentre i Delta di color cachi.

Il condizionamento varia in funzione della casta e delle caratteristiche che si vogliono sviluppare o reprimere. I bambini vengono sottoposti a stimoli ripetuti, anche dolorosi, per creare associazioni automatiche tra determinati oggetti e sensazioni negative. 

Ai bambini Delta, per esempio, vengono mostrati libri e fiori accompagnandoli con forti esplosioni e scosse elettriche, così da suscitare in loro un'avversione duratura verso la lettura e la natura

L'obiettivo è impedire interessi che potrebbero sottrarre tempo al lavoro e ai consumi: persino l'amore per la natura viene scoraggiato perché non favorisce direttamente l'attività produttiva.

«Cresceranno con ciò che gli psicologi usavano chiamare un odio "istintivo" dei libri e dei fiori. I loro riflessi sono inalterabilmente condizionati. Staranno lontano dai libri e dalla botanica per tutta la vita.»


 Riferimenti per approfondire:

1. 🔗 TILLL / 🏠 Home / 🎓 Learning / 📚 Lettura / 🚀 Narrativa / SciFi (LT.4); Titolo: La sezione “Fantascienza” della mia libreria, Link: https://tateoblog.blogspot.com/2017/11/lt4-la-sezione-fantascienza-della-mia.html§9. Il mondo nuovo -- Aldous Huxley -- 1932

2. 📖 Il mondo nuovo - Aldous Huxley -- Oscar Cult Mondadori -- Cap. II -- p. 23.

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18/8-2026
(c) Tateo's Interdisciplinary Lifelong Learning Lab (TILLL)

lunedì 17 agosto 2026

🧠 Intelligenza Artificiale, Informatica e Visione Artificiale

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#AI #ArtificialIntelligence #Informatica #ComputerScience #VisioneArtificiale #ComputerVision #TateoBlog #TILLL

L’Intelligenza Artificiale (IA) è una disciplina appartenente alla più generale area dell’Informatica, o Scienza dei Calcolatori. Il suo sviluppo come disciplina autonoma viene generalmente fatto risalire agli anni Cinquanta del Novecento, quando iniziò a definirsi come lo studio dei fondamenti teorici, delle metodologie, dei criteri di progettazione e delle tecniche necessarie per realizzare sistemi capaci di svolgere attività tradizionalmente associate all’intelligenza umana.

L’Intelligenza Artificiale nasce quindi all’interno dell’Informatica, ma si caratterizza per un obiettivo specifico: studiare e realizzare sistemi hardware e software capaci di manifestare comportamenti che, osservati dall’esterno, possono essere ricondotti a forme di intelligenza. In questa prospettiva, l’IA affronta problemi quali l’apprendimento, il ragionamento, la risoluzione di problemi, la comprensione del linguaggio, la percezione e il processo decisionale.

Uno degli aspetti fondamentali della disciplina riguarda la conoscenza: l’IA studia come rappresentare, manipolare e utilizzare conoscenze relative a fatti, azioni, relazioni e regolarità del mondo, affinché possano essere elaborate da un sistema artificiale.

Gli obiettivi dell’Intelligenza Artificiale si sono quindi concretizzati nella ricerca di sistemi capaci, per esempio, di comprendere il linguaggio naturale scritto e parlato, apprendere dai dati o dall’esperienza, giocare a scacchi, dimostrare teoremi matematici, generare programmi informatici, riconoscere schemi e svolgere attività di percezione visiva.

Proprio la percezione visiva costituisce il punto di collegamento con la Visione Artificiale, disciplina dedicata allo studio dei metodi e delle tecniche che consentono a un sistema artificiale di acquisire, elaborare, analizzare e interpretare informazioni contenute in immagini e video. L’elaborazione delle immagini e il riconoscimento di pattern rappresentano, infatti, componenti fondamentali della Visione Artificiale e costituiscono al tempo stesso ambiti nei quali vengono impiegate tecniche proprie dell’Intelligenza Artificiale.

La Visione Artificiale non deve pertanto essere considerata semplicemente come una branca dell’Intelligenza Artificiale: è un ambito disciplinare con una propria storia, i cui metodi e obiettivi si sono progressivamente intrecciati con quelli dell’IA. In particolare, lo sviluppo del Machine Learning e, successivamente, del Deep Learning ha trasformato profondamente le tecniche utilizzate per affrontare problemi di visione, rendendo sempre più stretta l’interazione tra le due discipline.

Si può quindi rappresentare sinteticamente la relazione tra le tre aree nel modo seguente:

Informatica → Intelligenza Artificiale → Visione Artificiale

dove la freccia non indica necessariamente una rigida relazione gerarchica, ma evidenzia, rispettivamente, l’origine disciplinare dell’Intelligenza Artificiale e uno degli ambiti nei quali i suoi obiettivi e le sue tecniche trovano applicazione.

Il rapporto tra Intelligenza Artificiale e Visione Artificiale è tuttavia bidirezionale e non si esaurisce in una semplice relazione di applicazione. Da un lato, la Visione Artificiale utilizza metodi e tecniche dell’Intelligenza Artificiale per affrontare problemi di percezione e interpretazione visiva; dall’altro, i problemi e le esigenze propri della Visione Artificiale hanno contribuito allo sviluppo e all’evoluzione di metodi e tecniche dell’Intelligenza Artificiale. Si tratta quindi di due ambiti distinti ma fortemente interconnessi, che nel tempo si sono reciprocamente influenzati.

La relazione con l’ Informatica, tuttavia, non si esaurisce nel rapporto di appartenenza dell’Intelligenza Artificiale. Anche la Visione Artificiale si collega direttamente a diverse aree e tecniche informatiche, tra cui l’elaborazione delle immagini e la Computer Graphics, che, pur perseguendo finalità differenti, condividono con essa strumenti, tecnologie e modalità di rappresentazione dell’informazione visiva.

Nel progetto di apprendimento permanente Lifelong Learning TILLL, queste tre discipline sono state pertanto organizzate in aree distinte, pur mantenendo evidenti le relazioni che le collegano. L’Informatica rappresenta il contesto disciplinare più generale; l’Intelligenza Artificiale costituisce un'area specifica dell’Informatica orientata allo studio e alla realizzazione di sistemi capaci di svolgere attività associate all’intelligenza; la Visione Artificiale rappresenta uno degli ambiti nei quali tali capacità possono essere applicate alla percezione e all’interpretazione del mondo visivo.

La distinzione delle tre aree ha quindi una finalità principalmente organizzativa e didattica e non deve essere interpretata come una separazione netta dei relativi saperi. Uno dei punti cardine del progetto TILLL è infatti l’interdisciplinarità, intesa come valorizzazione dei collegamenti tra discipline e competenze differenti. Quando possibile, vengono quindi evidenziati i punti di contatto tra le diverse aree, favorendo l’osservazione dei fenomeni da prospettive differenti e la contaminazione tra saperi.

🔗 Collegamenti utili per approfondire:
1. TILLL / 🏠 Home / 🎓 Learning 

1.1. 🧠 Intelligenza Artificiale (AI); Titolo: Come delegare alle macchine compiti che gli umani riescono a svolgere grazie alla loro intelligenza; Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/artificial-intelligence.html; Paragrafo: §3. Intelligenza Artificiale, Informatica e Visione Artificiale 

1.1. 💻 Informatica (IT); Titolo: L’Informatica e le Tecnologia dell'Informazione; Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/informatica.html 

 

1.2. 👁️ Visione Artificiale (VS); Titolo: La riproduzione della visione umana per mezzo di un sistema artificiale;  Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/vs-visione-artificiale.html 

 

1.3. 📚🧬⚙️ Tecnologia (LT.5.3); Titolo: Le mie letture dedicate alla tecnologia; Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/tecnologia-lt53.html

Paragrafo: §3.7. Enciclopedia di Elettronica & Informatica (EI) - 7. Informatica e Società (IS), Gruppo Editoriale Jackson (📚lt.5.3.3.7) 

1.4. 💻 Computer Grafica (IT.4); Titolo: La rappresentazione grafica per mezzo delle moderne tecnologie di calcolo elettronico; Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/titolo-componente-emotiva-che_16.html   

2. 📖 Enciclopedia di Elettronica & Informatica - 7. Informatica e Società (IS), Gruppo Editoriale Jackson  (📚lt.5.3.3.7); 4. L'intelligenza artificiale; pag. 45 

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16/8-2026


domenica 16 agosto 2026

📚🚀 La sabbia e il setaccio

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#readings #SCIFI #dystopian #Bradbury #Fahrenheit451 #TateoBlog #TILLL

 I libri erano solo uno dei ricettacoli in cui mettevamo le cose che avevamo paura di dimenticare. Non c'è niente di magico nelle pagine in sé, la magia è in quello che dicevano, nel come cucivano le toppe dell'universo per ricavarne un vestito adatto a noi.

La «sabbia» del titolo "La sabbia e il setaccio" del secondo capitolo del libro "Fahrenheit 451" rappresenta tutto ciò che riceviamo attraverso la lettura: informazioni, idee, pensieri, emozioni e conoscenze. Come la sabbia scivola attraverso il setaccio, gran parte di ciò che leggiamo può essere dimenticata, non compresa pienamente o non sedimentare nella nostra memoria. La metafora richiama quindi il rischio di accumulare informazioni senza riuscire ad assimilarle. Tuttavia, anche ciò che apparentemente sfugge può contribuire alla nostra formazione, lasciando tracce che potranno riemergere in seguito. La sabbia simboleggia, dunque, il flusso di contenuti e conoscenze che la lettura introduce nella nostra mente.

Il «setaccio» rappresenta invece la nostra mente e la sua capacità di selezionare, elaborare e trattenere ciò che leggiamo. I suoi fori simboleggiano ciò che dimentichiamo, non comprendiamo o non riteniamo significativo; ciò che rimane rappresenta invece le idee che riescono a sedimentarsi e diventare patrimonio personale. La metafora suggerisce che leggere non significa semplicemente accumulare informazioni, ma selezionarle, comprenderle, collegarle e trasformarle in conoscenza. Nel caso di Montag, il setaccio evidenzia inizialmente la sua difficoltà a trattenere ciò che apprende: deve imparare non soltanto a leggere, ma soprattutto a comprendere, riflettere e assimilare.

La metafora assume un ulteriore significato quando Montag cerca l'aiuto di Faber. Egli gli fa comprendere che non è sufficiente possedere i libri: ciò che conta è trovare in essi qualcosa da imparare, avere il tempo per riflettere su ciò che si è appreso e sviluppare la capacità di coglierne il significato. La conoscenza, quindi, non deriva dalla semplice esposizione ai contenuti, ma dal rapporto attivo e riflessivo che instauriamo con essi. È attraverso questo processo che la sabbia raccolta può finalmente trasformarsi in qualcosa di solido, strutturato e significativo.

La metafora della sabbia e del setaccio rappresenta efficacemente il mio modo di vivere il lifelong learning: le fonti di informazione costituiscono la sabbia che raccolgo attraverso la lettura; il setaccio è il processo con cui analizzo, seleziono e interpreto ciò che apprendo, trattenendo gli elementi più significativi e trasformandoli in conoscenza. Questa conoscenza acquista ulteriore valore quando riesco a metterla in relazione con ciò che già so, a integrarla con nuove esperienze e, infine, a condividerla con gli altri, contribuendo alla costruzione e alla diffusione della conoscenza.

L'insegnamento di Faber lo ritrovo ogni volta che riscopro un vecchio libro della mia biblioteca e, rileggendolo a distanza di tempo, riesco a cogliere significati e conoscenze che in passato non ero stato in grado di vedere. Trovo nuovi collegamenti con altre discipline e nuove conferme, o talvolta nuove prospettive, alla luce di ciò che nel frattempo ho studiato e vissuto. Il libro è rimasto lo stesso, ma sono cambiato io: le esperienze maturate e le conoscenze acquisite mi permettono di leggerlo con occhi diversi. Il vero valore della lettura, dunque, non sta soltanto nel conservare la sabbia, ma nel trasformarla, attraverso riflessione, esperienza e connessioni, in qualcosa che abbia struttura, significato e valore.

🔗 Collegamenti utili per approfondire:

1. TILLL / 🏠 Home / 🎓 Learning / 📚 Lettura / 🚀 Narrativa / SciFi (LT.4); Titolo: La sezione “Fantascienza” della mia libreria, Link: https://tateoblog.blogspot.com/2017/11/lt4-la-sezione-fantascienza-della-mia.html; §8. Fahrenheit 451, Rey Bradbury; Parte seconda. La sabbia e il setaccio

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16/8-2026

sabato 15 agosto 2026

🧠 Come nasce il nome Intelligenza Artificiale

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#AI #Artificial Intelligence #problemSolving #McCarthy

Lungo il corso della storia, l'uomo ha cercato di delegare alle macchine i compiti più faticosi, difficili e pericolosi, arrivando progressivamente a trasferire alle macchine anche attività che richiedono capacità intellettuali.

L'Intelligenza Artificiale diventa così il campo di studio e di progettazione di sistemi informatici capaci di riprodurre, almeno in parte, processi cognitivi tipici dell'essere umano, come l'apprendimento, il ragionamento, la risoluzione dei problemi e il processo decisionale. 

Il nome stesso riflette questa ambizione. Il merito della sua introduzione è attribuito generalmente a John McCarthy, che avrebbe coniato l'espressione Artificial Intelligence verso la metà degli anni Cinquanta. 

Nel 1958, McCarthy e Marvin Minsky crearono il gruppo di Intelligenza Artificiale del Massachusetts Institute of Technology (MIT).

Ma la delega alla macchina non significa necessariamente eliminazione del ruolo umano.

Indipendentemente dal fatto che il compito da delegare riguardi un'attività manuale oppure una facoltà intellettuale, la macchina può eseguirlo soltanto sulla base di ciò che l'uomo è riuscito a formalizzare, rappresentare, fornire o insegnarle.

Il ruolo dell'uomo rimane quindi fondamentale: per delegare un problema a una macchina, l'uomo deve innanzitutto comprendere il problema, individuare una possibile soluzione e tradurre tale conoscenza in una forma che la macchina possa utilizzare.

L'Intelligenza Artificiale non nasce dunque semplicemente per sostituire l'uomo, ma dal tentativo di trasferire alle macchine una parte delle attività che, fino ad allora, richiedevano necessariamente l'intelligenza umana.

🔗 Collegamenti utili per approfondire:

1. TILLL / 🏠 Home / 🎓 Learning 
1.1. 🧠 Intelligenza Artificiale (AI); Titolo: L'applicazione delle più recenti tecnologie per delegare alle macchine compiti che gli umani riescono a svolgere grazie alla loro intelligenza; Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/artificial-intelligence.html, Paragrafo: §1. Intelligenza Artificiale, perché nasce e quale problema vuole risolvere. 
1.2. 🧩 Problem Solving (PS); Risolvere i problemi in modo innovativo e creativohttps://tateoblog.blogspot.com/p/pm.html
1.2. 📚🧬⚙️ Tecnologia (LT.5.3); Titolo: Le mie letture dedicate alla tecnologia; Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/tecnologia-lt53.html
  • Paragrafo: §3.1. Uomini e macchine intelligenti, Jeremy Bernstein (📚lt.5.3.3.1)
  • Paragrafo: §3.8. Enciclopedia di Elettronica & Informatica (EI) - 9. Aggiornamenti I, Gruppo Editoriale Jackson (📚lt.5.3.3.8) 
2. 📖 Enciclopedia di Elettronica & Informatica (EI) - 9. Aggiornamenti I, Gruppo Editoriale Jackson (📚lt.5.3.3.8); Informatica e Società (IS); Intelligenza Artificiale; pag. 10 
3. 🌐 Chi è John McCarthy Padre dell’intelligenza artificialehttps://ihal.it/chi-e-john-mccarthy-padre-dellintelligenza-artificiale/
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15/8-2026

giovedì 13 agosto 2026

🧠 Definizione e caratteristiche di un Agente di Intelligenza Artificiale

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#AI #GenerativeAI #agents #LLM #proxy #multiAgent #TateoBlog #TILLL

Definizione di agente. Un agente é un mezzo o uno strumento attraverso il quale un'intelligenza raggiunge un risultato interagendo con un modello LLM. 

Esistono diversi modi per un utente per interagire con un modello LLM: 

  1. direttamente; 
  2. tramite un agente-assistente proxy; 
  3. tramite un agente-assistente; 
  4. tramite un agente autonomo. 

Una interazione diretta è per esempio quella con i sistemi conversazionali. 

Un Agente/assistente proxy (intermediario) è un Sistema con un livello basso di autonomia, che fa da interfaccia tra l'utente e un altro sistema o servizio, ricevendo una richiesta, interpretandola e inoltrandola al sistema appropriato, eventualmente riformulandola. "Proxy" è una parola inglese che significa, in senso generale, «intermediario». Deriva dal latino procuratio / procurare, e indica qualcuno o qualcosa che agisce per conto di qualcun altro. Nel contesto informatico il significato di proxy è particolarmente qualcosa che si interpone tra due soggetti e agisce come intermediario tra loro). 

Un Agente/assistente è un Sistema con un livello medio di autonomia che, oltre a comprendere la richiesta, può utilizzare strumenti e compiere una o più azioni per raggiungere l'obiettivo dell'utente, decidendo quali strumenti utilizzare e in quale sequenza, entro i limiti stabiliti. 

Un Agente autonomo è un Sistema con un livello di autonomia ala, capace di perseguire autonomamente un obiettivo, pianificando le attività necessarie, scegliendo le azioni, osservandone gli esiti e adattando il comportamento sulla base del feedback, con intervento umano minimo o nullo. 

Il Profilo (profile) di un agente definisce l’identità funzionale e operativa di un agente, specificandone il ruolo, le competenze, gli obiettivi, gli strumenti e le risorse a sua disposizione, nonché i vincoli e i limiti entro cui può operare. Stabilisce, in sostanza, che cosa l’agente è, che cosa sa fare e che cosa può o deve fare nel contesto in cui opera. In sintesi: Profilo = identità funzionale + capacità + responsabilità dell’agente. 

Il Personaggio (persona) di un agente definisce l’identità comportamentale e comunicativa di un agente, specificando come deve presentarsi, comunicare e comportarsi nell’interazione con l’utente o con altri agenti. Comprende elementi quali personalità, tono, stile comunicativo, atteggiamento e modalità di interazione, contribuendo a rendere coerente e riconoscibile il comportamento dell’agente. In sintesi: Personaggio = identità comportamentale + stile comunicativo dell’agente. Sistema multi-agent. 

Un sistema multi-agent (MAS, Multi-Agent System) è un sistema composto da più agenti autonomi o semi-autonomi, dotati di specifici profili funzionali, che interagiscono, comunicano e collaborano per perseguire obiettivi individuali e/o un obiettivo comune. La distribuzione dei ruoli, delle competenze, dei compiti e delle responsabilità tra gli agenti è definita dai rispettivi profili, mentre i loro personaggi ne determinano le modalità di comportamento, comunicazione e interazione. La distinzione tra profilo e personaggio consente quindi di separare ciò che un agente è chiamato a fare da come è configurato per farlo e interagire. Di conseguenza, agenti con profili diversi possono condividere lo stesso personaggio, così come agenti con lo stesso profilo possono avere personaggi differenti. In sintesi: Sistema multi-agent = insieme coordinato di agenti con profili e, eventualmente, personaggi differenti, che interagiscono per raggiungere uno o più obiettivi.

🔗 Collegamenti utili per approfondire:

1. TILLL / 🏠 HOME / 🎓 Learning / ...

1.1. 🧠 Intelligenza Artificiale (AI); Titolo: L'applicazione delle più recenti tecnologie per delegare alle macchine compiti che gli umani riescono a svolgere grazie alla loro intelligenza; Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/artificial-intelligence.html; Paragrafo: §11.1 Agenti 

1.2. 📚Lettura (LT) / 🧬 Saggi / Scienza / ⚙️ Tecnologia (LT.5.3); Titolo: Le mie letture dedicate alla tecnologia; Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/tecnologia-lt53.html, Paragrafo: §3.4. AI Agent in pratica, Micheal Lanham (📚lt.5.3.3.4)

2. 📖 AI Agent in pratica -- Creare assistenti intelligenti e su misura per ogni attività, Michael Lanham, Apogeo; Capitolo 1.  Gli agenti e il loro mondo - Definizione di agente.

3. 🌐 Scegliere il modello LLM giusto per le tue esigenze di AI, Apogeo, Micheal Lanham, https://www.apogeonline.com/articoli/scegliere-il-modello-llm-giusto-per-le-tue-esigenze-di-ai-micheal-lanham/

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13/8-2026

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