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martedì 8 settembre 2026

📚🧬⚙️🧠 Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem

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#readings #science #technology #AI #ArtificialIntelligence  #agenticAI #Agency #TateoBlog #TILLL

Floridi ricorre al rasoio di Occam per distinguere tra Intelligenza Artificiale e Agency Artificiale. Nel libro “La differenza fondamentale”, Luciano Floridi riprende una distinzione che ha sviluppato anche nei suoi articoli più recenti: quando osserviamo i sistemi di IA abbiamo sostanzialmente due modi alternativi di interpretarli.

1. Tesi della Realizzabilità Artificiale dell'Intelligenza (RAI o ARI)

La RAI (Artificial Realisability of Intelligence) sostiene che l'intelligenza possa essere realizzata artificialmente. In altre parole:

  • l'intelligenza non sarebbe legata esclusivamente agli esseri viventi;
  • un sistema artificiale potrebbe essere realmente intelligente;
  • per spiegare l'IA dovremmo ampliare il concetto di intelligenza includendo forme artificiali di essa.

Secondo questa prospettiva, quando un sistema artificiale mostra capacità avanzate di apprendimento, ragionamento, pianificazione o problem solving, la conclusione naturale è che ci troviamo di fronte a una forma di intelligenza, magari diversa da quella umana ma pur sempre autentica.

2. Tesi della Molteplice Realizzabilità dell'Agency (MRA)

La MRA (Multiple Realisability of Agency) è invece la posizione difesa da Floridi.

Essa sostiene che non sia necessario estendere il concetto di intelligenza, ma piuttosto quello di agency (capacità di agire). Secondo questa tesi:

  • esistono molte forme diverse di agenti;
  • un agente può essere efficace nel perseguire obiettivi e produrre effetti nel mondo senza essere intelligente;
  • l'IA costituisce una nuova forma di agency artificiale, non una nuova forma di intelligenza.

Per Floridi, i sistemi di IA possono:

  • elaborare informazioni,
  • prendere decisioni operative,
  • adattarsi a contesti variabili,
  • compiere azioni efficaci,

ma non per questo possiedono comprensione, coscienza, intenzionalità o stati mentali.

Floridi sostiene che l'evidenza scientifica, il buon senso e il principio di parsimonia (rasoio di Occam) favoriscano la MRA rispetto alla RAI. Per lui le tecnologie che chiamiamo "IA" non sono menti artificiali, ma agenti artificiali: sistemi che ottengono risultati intelligenti senza possedere intelligenza nel senso umano o biologico del termine.

In una frase:

RAI: "Le macchine possono essere intelligenti."

MRA: "Le macchine non sono intelligenti, ma possono essere agenti efficaci."

Ed è proprio questa, per Floridi, la "differenza fondamentale".

Nota sul principio di parsimonia (Rasoio di Occam). Il principio di parsimonia, tradizionalmente attribuito al filosofo medievale Guglielmo di Occam, afferma che, a parità di capacità esplicativa, va preferita l'ipotesi che introduce il minor numero di entità, assunzioni o concetti aggiuntivi. In altre parole: non bisogna moltiplicare gli enti oltre il necessario (Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem). Nel caso dell'IA, Floridi sostiene che sia più parsimonioso interpretare i sistemi attuali come forme di agency artificiale piuttosto che ampliare il concetto di intelligenza fino a includere le macchine. Secondo questa prospettiva, non è necessario attribuire comprensione, coscienza o stati mentali all'IA per spiegarne il comportamento efficace. Si osservi che Guglielmo di Occam (XIV secolo), non usò mai la formula "rasoio di Occam". Furono i filosofi successivi a chiamarlo così perché il suo metodo consisteva proprio nel "radere via" le entità teoriche inutili.

🔗 Collegamenti utili per approfondire:

1. 📚🧬⚙️ Tecnologia (LT.5.3); Titolo: Le mie letture dedicate alla tecnologia; Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/tecnologia-lt53.html; Paragrafo: §3.5. La differenza fondamentale, Luciano Floridi (📚lt.5.3-§3.5)

2. 📖  La differenza fondamentale -- Artificial Agency: una nuova filosofia dell'intelligenza artificiale; Luciano Floridi; Cap. 5. Ripensare l’IA come una forma di agency priva di intelligenza, pag. 105.  

2. 🌐 Artificial Intelligence as a New Form of Agency (not Intelligence) and the Multiple Realisability of Agency Thesis, Luciano Floridi, https://philarchive.org/archive/FLOAAA-5v1. 

3.  ▶️ L'intelligenza artificiale non è intelligente, AI News, intervista a Luciano Floridi, YouTube, Link: https://youtu.be/Kc64hR_km9c?si=3YseOPAO-cfpaNCZ

4. ▶️ Luciano Floridi spiega l'IA: da ChatGPT a DeepSeek - Splendida Cornice 30/01/2025, Rai, YouTube, Link: https://youtu.be/oSL94DD9sgI?si=oJf3r429m3H9H4mJ


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venerdì 4 settembre 2026

🧠 Microsoft Copilot

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#AI #ArtificialIntelligence #deepLearning #Transformer #LLM #Microsoft365 #Copilot #Microsoft365Copilot #OpenAI #GenerativeAI #MicrosoftGraph #TateoBlog #TILLL

🌍 Microsoft Copilot è la famiglia di assistenti AI sviluppata da Microsoft e basata anche sulle tecnologie OpenAI. L’ecosistema comprende diverse soluzioni specializzate, tra cui Microsoft Copilot Base (gratuito), Copilot Pro, GitHub Copilot, Dynamics 365 Copilot, Copilot for Security, Sales and Service Copilot e Microsoft 365 Copilot.

L’obiettivo di questi strumenti è assistere le persone nelle attività quotidiane, rendendo più semplice l’accesso alla conoscenza, la produzione di contenuti e l’interazione con gli strumenti digitali. Microsoft descrive Copilot come una tecnologia in grado di aiutare gli utenti a migliorare nelle attività che già conoscono e ad apprendere più rapidamente nuove competenze.

Tra le caratteristiche principali emergono la possibilità di lavorare in modo più produttivo, il supporto multilingue, la collaborazione in contesti globali e l’integrazione con l’ecosistema Microsoft. 

Microsoft 365 Copilot rappresenta la declinazione specificamente progettata per il digital workplace, integrando l’intelligenza artificiale direttamente negli strumenti di lavoro quotidiani.

👥 Microsoft 365 Copilot introduce l’intelligenza artificiale all’interno dei processi di lavoro attraverso due modalità principali: l’integrazione nelle applicazioni Microsoft 365 e l’interazione tramite chat conversazionale.

Nella modalità App, Copilot è disponibile all’interno di Word, Excel, PowerPoint, Outlook e Teams, supportando attività come la generazione di nuovi contenuti e la ricerca di informazioni già esistenti.

Dal punto di vista del valore aziendale, i benefici riportati comprendono:

  • automazione delle attività ripetitive;
  • miglioramento della collaborazione e della comunicazione;
  • incremento della produttività;
  • miglioramento della qualità, precisione e velocità delle attività;
  • risparmio di tempo;
  • ottimizzazione della gestione delle informazioni;
  • maggiore flessibilità e scalabilità;
  • possibilità di dedicare più tempo ad attività strategiche.
Particolare rilievo hanno le funzionalità multi-lingua, orientate a inclusività e accessibilità. L’agente Interpreter di Teams consente a ciascun partecipante di parlare nella propria lingua e di ascoltare gli altri nella lingua preferita, favorendo riunioni multilingue e collaborazioni internazionali senza la necessità di una lingua comune.
L’adozione di Copilot favorisce innovazione, cambiamento, creatività, pensiero critico e competitività aziendale.

⚙️ Il principale elemento architetturale è Microsoft Graph, presentato come il punto di accesso unificato alle informazioni presenti nell’ecosistema Microsoft 365.

Graph raccoglie e rende accessibili informazioni provenienti da applicazioni come Outlook, SharePoint, OneDrive e Teams, consentendo una visione integrata del digital workplace. Questa unificazione facilita l’accesso ai dati e la realizzazione di soluzioni maggiormente interconnesse.

Microsoft Graph viene descritto anche come la “conoscenza” del copilota. In questa prospettiva, gli algoritmi di AI possono accedere alle stesse informazioni che risultano già disponibili all’utente all’interno dell’ambiente Microsoft 365.

Dal punto di vista della sicurezza e della privacy, esitono alcuni principi chiave:

  • utilizzo limitato ai dati necessari per fornire il servizio richiesto;
  • rispetto del cono di visibilità dell’utente;
  • accesso limitato alle informazioni per cui esistono già autorizzazioni;
  • protezione dei dati attraverso meccanismi di sicurezza e crittografia;
  • attenzione agli aspetti relativi a diritto d’autore e copertura legale.
Si osservi che le interazioni personali con Copilot rimangono private e che il sistema opera esclusivamente sui dati presenti all’interno del cloud Microsoft 365. 

🔗 Collegamenti utili per approfondire:

🧠 Intelligenza Artificiale (AI); Titolo: L'applicazione delle più recenti tecnologie per delegare alle macchine compiti che gli umani riescono a svolgere grazie alla loro intelligenza; Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/artificial-intelligence.html; Paragrafo §8.7.1.1. Microsoft Copilot 

📖 Microsoft 365 COPILOT: la guida definitiva per aumentare la produttività al lavoro grazie all'AI Generativa, Giuseppe Marchi, Capitolo 2. Microsoft Copilot, pag. 25

 

~~~~~~~~~~=======( v. 1     4 / 9 / 2026 )=====~~~~~~~~~~
🌍 Prospettiva divulgativa; 👥 Prospettiva Business; ⚙️ Prospettiva ingegneristica.
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sabato 29 agosto 2026

🧠 Addestramento e validazione del classificatore

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#AI #ArtificialIntelligence #IntelligenzaArtificiale #deepLearning #CNN #VisioneArtificiale #ComputerVision #classificatore #addestramento #TateoBlog #TILLL

Una volta completata la preparazione del dataset, il modello viene addestrato utilizzando il Training Set. Durante questa fase la rete neurale apprende automaticamente le caratteristiche discriminanti delle diverse classi modificando iterativamente i propri parametri interni (pesi e bias) al fine di ridurre l'errore di classificazione.

Configurazione Architetturale

La prima attività consiste nella definizione dell'architettura della rete neurale che verrà utilizzata per il riconoscimento delle immagini.

I principali parametri architetturali comprendono:

  • Architettura CNN (ad esempio VGG10, VGG16, ResNet50, DenseNet201, EfficientNet o MobileNet): definisce la struttura della rete neurale e il modo in cui vengono estratte le caratteristiche dalle immagini.
  • Dense Layer Size (ad esempio 512 neuroni): rappresenta il numero di neuroni presenti nel layer completamente connesso (Fully Connected Layer) posto nella parte finale della rete. Questo layer combina le caratteristiche estratte dagli strati convoluzionali e produce la decisione finale di classificazione. Un numero maggiore di neuroni aumenta la capacità rappresentativa del modello ma incrementa anche il numero di parametri da addestrare e il rischio di overfitting.

Iperparametri di Addestramento

Oltre alla struttura della rete, è necessario configurare una serie di iperparametri, ovvero parametri non appresi automaticamente dal modello ma definiti dall'ingegnere durante il processo di sviluppo.

Tra i più comuni:

  • Learning Rate: determina l'entità delle modifiche applicate ai parametri della rete durante ogni iterazione di addestramento. Valori troppo elevati possono rendere instabile l'apprendimento, mentre valori troppo bassi possono rallentare eccessivamente la convergenza.
  • Numero di Epoche: indica quante volte l'intero Training Set viene presentato alla rete durante il processo di apprendimento.
  • Dropout: tecnica di regolarizzazione che disattiva casualmente una percentuale di neuroni durante l'addestramento al fine di migliorare la capacità di generalizzazione del modello.
  • Patience: parametro utilizzato nei meccanismi di Early Stopping. Definisce il numero di epoche consecutive durante le quali il modello può non migliorare prima che l'addestramento venga interrotto automaticamente.

Processo di Validazione

Durante l'addestramento il Validation Set svolge un ruolo fondamentale. A intervalli regolari il modello viene valutato su dati che non sono stati utilizzati per aggiornare i pesi della rete. Questo consente di monitorare le prestazioni del classificatore e di identificare tempestivamente eventuali problemi.

I due fenomeni principali da controllare sono:

  • Overfitting: il modello apprende in modo eccessivamente dettagliato il Training Set, ottenendo ottime prestazioni sui dati di addestramento ma risultati peggiori su dati nuovi e mai osservati.
  • Underfitting: il modello non riesce ad apprendere adeguatamente le caratteristiche del problema e mostra prestazioni insufficienti sia sul Training Set sia sul Validation Set.

L'obiettivo del processo di validazione è individuare il modello che offre il miglior compromesso tra accuratezza e capacità di generalizzazione.

Indicatori e Strumenti di Analisi

Per comprendere il comportamento del classificatore durante l'addestramento vengono monitorati diversi indicatori e strumenti diagnostici.

  • Accuracy Plot. L'Accuracy Plot mostra l'andamento dell'accuratezza di classificazione nel corso delle epoche sia sul Training Set sia sul Validation Set.

L'analisi delle due curve permette di valutare:

  • velocità di apprendimento del modello;
  • raggiungimento della convergenza;
  • eventuale presenza di overfitting o underfitting.

  • Loss Plot. Il Loss Plot rappresenta l'evoluzione della funzione di errore (Loss Function) durante l'addestramento.

Un comportamento desiderabile è caratterizzato da una progressiva riduzione della loss sia sul Training Set sia sul Validation Set.

Divergenze significative tra le due curve rappresentano spesso un'indicazione precoce di overfitting.

  • Heatmap di Attenzione. Le Heatmap di Attenzione evidenziano le regioni dell'immagine che hanno maggiormente influenzato la decisione del classificatore.

Questi strumenti consentono di verificare se la rete neurale stia realmente osservando gli elementi significativi dell'oggetto di interesse oppure se stia basando le proprie decisioni su informazioni spurie o non pertinenti.

  • Matrice di Confusione. La Confusion Matrix rappresenta il numero di campioni classificati correttamente o erroneamente per ciascuna classe.

La matrice permette di identificare:

  • le classi maggiormente confuse tra loro;
  • la distribuzione degli errori;
  • eventuali squilibri prestazionali del classificatore.

  • Metriche di Classificazione. Dalla matrice di confusione possono essere derivate diverse metriche quantitative, tra cui:

  • Accuracy: percentuale complessiva di classificazioni corrette.
  • Precision: capacità di evitare falsi positivi.
  • Recall: capacità di rilevare correttamente tutti i campioni appartenenti a una determinata classe.
  • F1-Score: misura sintetica che combina Precision e Recall.

Risultato della Fase di Addestramento

Al termine del processo vengono confrontate le diverse configurazioni testate e selezionato il modello che presenta le migliori prestazioni sul Validation Set. Il risultato finale è un classificatore addestrato e validato, pronto per essere sottoposto alla successiva fase di test indipendente sul Test Set e, successivamente, all'impiego operativo sul campo.

Al termine di questa fase si ottiene il modello migliore tra quelli testati, ovvero il classificatore addestrato e validato.


🔗 Riferimenti per approfondire:
 
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1. 🧠 Intelligenza Artificiale (AI); Titolo: Come delegare alle macchine compiti che gli umani riescono a svolgere grazie alla loro intelligenza; Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/artificial-intelligence.html ; paragrafo §8.5.2. (2) Addestramento e validazione del classificatore.

2. 👁️ Visione Artificiale (VS); Titolo: La riproduzione della visione umana per mezzo di un sistema artificiale;  Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/vs-visione-artificiale.html 

 

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venerdì 28 agosto 2026

🧠 Produzione e Preparazione del Dataset

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#AI #ArtificialIntelligence #IntelligenzaArtificiale #deepLearning #CNN #VisioneArtificiale #ComputerVision #classificatore #dataset #TateoBlog #TILL

L'efficacia di un classificatore di immagini dipende in larga misura dalla qualità del dataset utilizzato durante il processo di sviluppo. La costruzione del dataset rappresenta quindi una fase fondamentale del ciclo di vita del modello, poiché determina la capacità della rete neurale di apprendere correttamente le caratteristiche distintive delle diverse classi e di generalizzare il proprio comportamento su dati mai osservati in precedenza.

Acquisizione e Labeling

La prima fase consiste nella raccolta, organizzazione e preparazione delle immagini che costituiranno il dataset di addestramento. Le immagini vengono acquisite dai sistemi di misura o da archivi storici e successivamente sottoposte a verifica qualitativa, classificazione e annotazione (labeling). Ad ogni immagine viene associata una classe di appartenenza che rappresenta il risultato atteso del processo di classificazione. I campioni vengono inoltre rinominati e organizzati secondo convenzioni coerenti al fine di garantire tracciabilità, uniformità e facilità di gestione del dataset.

Suddivisione del Dataset

Una volta completata la preparazione dei campioni, il dataset viene suddiviso in tre insiemi distinti:

  • Training Set, utilizzato per l'apprendimento dei parametri della rete neurale;
  • Validation Set, utilizzato per monitorare il processo di addestramento e ottimizzare gli iperparametri del modello;
  • Test Set, utilizzato esclusivamente per la valutazione finale delle prestazioni.

Questa separazione è essenziale per ottenere una stima realistica delle capacità di generalizzazione del classificatore. L'utilizzo degli stessi dati sia per l'addestramento sia per la valutazione finale porterebbe infatti a risultati artificialmente ottimistici, fenomeno noto come overfitting.

Pre-processing.

Prima di essere utilizzate dalla rete neurale, le immagini vengono sottoposte a una serie di trasformazioni finalizzate a uniformare il formato dei dati di ingresso.

  • Ridimensionamento delle immagini (210 × 201 pixel): tutte le immagini vengono convertite a una risoluzione uniforme, compatibile con l'architettura della rete neurale utilizzata.
  • Normalizzazione Min-Max: i valori dei pixel vengono trasformati in un intervallo normalizzato, generalmente compreso tra 0 e 1, al fine di migliorare la stabilità numerica e favorire la convergenza del processo di addestramento.

Data Augmentation

In molti casi il numero di campioni disponibili non è sufficiente a rappresentare tutte le possibili variabilità osservabili durante l'esercizio. Per aumentare artificialmente la numerosità del dataset e migliorare la capacità di generalizzazione del classificatore vengono quindi applicate tecniche di data augmentation, che generano nuove immagini a partire dai campioni esistenti mediante trasformazioni geometriche controllate.

Nel caso in esame sono state adottate le seguenti tecniche:

  • Horizontal Flip: generazione di immagini speculari rispetto all'asse verticale;
  • Vertical Flip: generazione di immagini speculari rispetto all'asse orizzontale.

Queste trasformazioni consentono alla rete neurale di apprendere caratteristiche più robuste e meno dipendenti dall'orientamento specifico degli oggetti presenti nell'immagine, riducendo il rischio di overfitting e migliorando le prestazioni su dati reali non utilizzati durante l'addestramento.


🔗 Riferimenti per approfondire:
 
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1. 🧠 Intelligenza Artificiale (AI); Titolo: Come delegare alle macchine compiti che gli umani riescono a svolgere grazie alla loro intelligenza; Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/artificial-intelligence.html ; paragrafo §8.5.1. (1) Produzione e Preparazione del Dataset.

2. 👁️ Visione Artificiale (VS); Titolo: La riproduzione della visione umana per mezzo di un sistema artificiale;  Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/vs-visione-artificiale.html 


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mercoledì 26 agosto 2026

🧠 Architetture CNN specifiche per Segmentazione semantica

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#AI #ArtificialIntelligence #IntelligenzaArtificiale #deepLearning #CNN #VisioneArtificiale #ComputerVision #SegmentatoreSemantico #encoder #decoder #downsampling #upsampling #skipConnections #uNet #TateoBlog #TILLL

La segmentazione semantica è un’applicazione della Visione Artificiale che assegna una classe a ciascun pixel dell’immagine, producendo una mappa semantica dettagliata della scena, nella quale ogni area è associata alla categoria corrispondente. Ad esempio, in una scena stradale, i pixel possono essere classificati come strada, veicolo, edificio, vegetazione o cielo.

A differenza della classificazione, che attribuisce un’unica etichetta all’intera immagine, la segmentazione identifica la categoria di appartenenza di ogni area visibile, senza distinguere necessariamente le singole istanze della stessa classe.

Le architetture dedicate utilizzano generalmente una struttura composta da due parti complementari: encoder e decoder.

L’encoder riceve l’immagine originale e la analizza attraverso una sequenza di livelli convoluzionali. Procedendo nella rete, la risoluzione dell’immagine viene progressivamente ridotta mediante operazioni di downsampling, mentre aumentano il livello di astrazione e la ricchezza delle caratteristiche estratte. I primi livelli rilevano elementi semplici, come bordi e variazioni locali; i livelli più profondi riconoscono forme, strutture e contesto. Alla fine dell’encoder si ottiene quindi una rappresentazione compatta dell’immagine, semanticamente ricca ma con una risoluzione spaziale ridotta.

Il decoder svolge il processo complementare: riceve la rappresentazione prodotta dall’encoder e ne aumenta gradualmente la risoluzione mediante operazioni di upsampling. L’obiettivo è ricostruire una mappa delle stesse dimensioni, o di dimensioni compatibili, con l’immagine originale, assegnando una classe a ogni pixel.

Durante la riduzione della risoluzione, tuttavia, alcune informazioni relative alla posizione degli oggetti, ai bordi e ai dettagli più piccoli possono andare perse. Per questo, architetture di segmentazione, come U-Net per esempio, utilizzano le skip connections, collegamenti diretti che trasferiscono al decoder le mappe delle caratteristiche generate nei corrispondenti livelli dell’encoder. Il decoder combina così:
  • le informazioni semantiche profonde, utili per capire che cosa è presente nell’immagine;
  • le informazioni spaziali ad alta risoluzione, utili per stabilire dove si trova ciascun elemento.
In termini semplici, l’encoder comprende il contenuto dell’immagine, mentre il decoder ricostruisce la posizione e l’estensione delle diverse classi. Tra le principali architetture per la segmentazione semantica figurano U-NetFCNSegNetDeepLabPSPNet e HRNet, che adottano strategie differenti per conservare i dettagli, recuperare la risoluzione e integrare il contesto locale e globale.

Queste reti trovano applicazione nella guida autonoma, nell’imaging medico, nell’agricoltura di precisione, nel telerilevamento e nell’ispezione industriale.


🔗 Riferimenti per approfondire:

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1. ... 🧠 Intelligenza Artificiale (AI); Titolo: Come delegare alle macchine compiti che gli umani riescono a svolgere grazie alla loro; intelligenza; Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/artificial-intelligence.html; paragrafo  §8.6. Architetture specifiche per Segmentazione semantica

2. ... 👁️ Visione Artificiale (VS); Titolo: La riproduzione della visione umana per mezzo di un sistema artificiale;  Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/vs-visione-artificiale.html 

3.  ... 🧠 Intelligenza Artificiale (AI) / ⚙️ Applications (AI.8); Titolo: Le applicazioni dell’Intelligenza Artificialelink: https://tateoblog.blogspot.com/p/applications-ai8.html; 

Paragrafo: §5. Elaborazione di immagini. 
Paragrafo: §11.  Guida autonoma  (Autonomous Driving)

4. ... 🔧 Automazione (AU) / 🤖 Robotica (AU.9) / UAV (AU.9.8); Titolo: Veicoli autonomi aerei; Link: https://tateoblog.blogspot.com/2016/06/uav.html; Paragrafo: §5 Applicazioni dei droni

5. ...  👁️ Visione Artificiale (VS) / Applicazioni (VS.6); Titolo: Machine Vision: l'applicazione industriale della Visione ArtificialeLink: https://tateoblog.blogspot.com/2017/05/vs-10-machine-vision-la-visione.html; Paragrafo: §2. Artificial Vision industrial applications: the Machine Vision 


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venerdì 21 agosto 2026

🧠👁️ ResNet50: profondità efficace, by Microsoft Research

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#AI #ArtificialIntelligence #IntelligenzaArtificiale #deepLearning #CNN #visioneArtificiale #computerVision #classificatore #ResNet50 #TateoBlog #TILLL

ResNet50, sviluppata da Microsoft Research, è una delle reti neurali profonde più utilizzate al mondo per l’analisi delle immagini. Il suo successo deriva dalla capacità di mantenere elevate prestazioni anche con architetture molto profonde. Grazie alla sua efficienza e affidabilità, è oggi impiegata in numerosi settori, dalla diagnostica industriale alla guida autonoma, fino ai sistemi di ispezione automatica.

Se dovessimo descrivere ResNet50 con una metafora, potremmo paragonarla a un team di tecnici che si scambia continuamente informazioni per evitare che dati importanti vadano persi durante le successive fasi di elaborazione.

La caratteristica distintiva di ResNet50 è rappresentata dalle connessioni residue, o skip connections, che permettono all’informazione di oltrepassare alcuni livelli e di sommarsi al risultato delle elaborazioni successive. Questo meccanismo facilita la propagazione del gradiente e consente di addestrare reti più profonde limitando il problema del degrado delle prestazioni. Rispetto a VGG16, ResNet50 presenta una struttura più articolata, ma utilizza molti meno parametri grazie ai blocchi bottleneck e al global average pooling. È quindi preferibile quando sono richieste maggiore capacità di generalizzazioneefficienza e possibilità di riaddestramento mediante transfer learning, soprattutto per classificazione, riconoscimento di componenti, rilevamento di oggetti e ispezione automatica.

Le rappresentazioni residue profonde possono essere utilizzate non solo per la classificazione, ma anche come base per applicazioni di localizzazioneobject detection e segmentazione. ResNet50 costituisce pertanto un buon compromesso quando è necessario estrarre caratteristiche visive complesse senza raggiungere il peso computazionale e il numero di parametri tipici delle architetture VGG.

🔗 Riferimenti per approfondire:

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1. 🧠 Intelligenza Artificiale (AI); Titolo: Come delegare alle macchine compiti che gli umani riescono a svolgere grazie alla loro intelligenza; Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/artificial-intelligence.html 

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🌐 Paper originale Deep Residual Learning for Image Recognition, Kaiming He et al. (Microsoft Research). https://arxiv.org/abs/1512.03385

🌐 Documentazione Keras, ResNet and ResNetV2 https://keras.io/api/applications/resnet/

🌐 Titolo: Deep Residual Learning for Image Recognition, Autore: Microsoft Research; Link: https://www.microsoft.com/en-us/research/publication/deep-residual-learning-for-image-recognition/ 

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giovedì 20 agosto 2026

🧠👁️ Come realizzare un classificatore di immagini

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#AI #ArtificialIntelligence #IntelligenzaArtifiiciale #deepLearning #CNN #visioneArtifciale #computerVision #classificatore #TateoBlog #TILLL

Quando si parla di Intelligenza Artificiale, spesso si immagina che sia sufficiente fornire molte immagini a una rete neurale per ottenere automaticamente un classificatore accurato. La realtà è molto diversa.

Lo sviluppo di un sistema automatico di classificazione delle immagini è un processo ingegneristico iterativo, fatto di preparazione dei dati, addestramento, verifiche progressive, analisi degli errori e miglioramento continuo. In altre parole, il successo di un modello non dipende solamente dall'algoritmo utilizzato, ma dall'intero ciclo di sviluppo che lo accompagna.

L'infografica riassume le principali fasi di questo processo.

1. Tutto parte dal dataset

La qualità di un classificatore dipende innanzitutto dalla qualità dei dati utilizzati per costruirlo.

La prima fase consiste nella raccolta, preparazione e organizzazione delle immagini che costituiranno il dataset. I campioni vengono elaborati, verificati, classificati ed eventualmente rinominati secondo regole coerenti. Successivamente vengono suddivisi in tre insiemi distinti:

  • Training Set, utilizzato per addestrare il modello;
  • Validation Set, utilizzato per monitorare e ottimizzare l'addestramento;
  • Test Set, utilizzato esclusivamente per la valutazione finale.

Questa separazione è fondamentale: utilizzare gli stessi dati per addestrare e valutare il modello produrrebbe risultati ingannevolmente ottimistici.

2. Addestramento e validazione del classificatore

Una volta preparato il dataset, il modello viene addestrato utilizzando il Training Set.

Durante l'addestramento il Validation Set svolge un ruolo essenziale: permette di monitorare il comportamento della rete neurale e di individuare eventuali problemi come:

  • overfitting, quando il modello impara troppo bene i dati di addestramento ma fatica a generalizzare;
  • underfitting, quando il modello non riesce a catturare adeguatamente le caratteristiche del problema.

Per comprendere cosa sta accadendo vengono analizzati diversi indicatori:

  • accuracy plot;
  • loss plot;
  • heatmap di attenzione;
  • matrici di errore e metriche di classificazione.

Al termine di questa fase si ottiene il modello migliore tra quelli testati, ovvero il classificatore addestrato e validato.

3. Due livelli di verifica

Molte persone confondono validazione e test finale, ma si tratta di attività differenti.

Il modello selezionato viene infatti sottoposto a due verifiche successive.

Primo livello: valutazione offline sul Test Set

Il Test Set contiene immagini che il classificatore non ha mai visto durante addestramento e validazione.

Questa verifica rappresenta il primo vero test di generalizzazione del modello e consente di capire come il classificatore si comporterà su dati completamente nuovi.

È importante sottolineare che il Test Set non partecipa in alcun modo alla scelta del modello. Viene utilizzato solo dopo che tutte le decisioni di addestramento sono già state prese.

Secondo livello: test end-to-end nel processo reale

Un modello può ottenere ottimi risultati in laboratorio e mostrare prestazioni differenti una volta inserito nel processo operativo completo.

Per questo motivo il classificatore viene integrato nella pipeline applicativa finale e testato utilizzando dati grezzi rappresentativi del contesto reale.

In questa fase non si valuta soltanto la rete neurale, ma l'intera catena di elaborazione.

Le metriche diventano quindi più vicine agli obiettivi applicativi del sistema e consentono di misurare il reale valore prodotto dalla soluzione.

4. Le prestazioni sono sufficienti?

Al termine delle verifiche i risultati vengono confrontati con criteri minimi prestabiliti.

Se le prestazioni soddisfano i requisiti, il processo può considerarsi concluso.

Se invece i risultati non sono sufficienti, non è corretto limitarsi ad aggiungere nuove immagini al dataset. Occorre prima comprendere il motivo del problema.

Ed è qui che entra in gioco la fase successiva.

5. Analizzare gli errori per migliorare il sistema

La parte più interessante del processo è probabilmente l'analisi degli errori.

Prestazioni insufficienti possono dipendere da molte cause diverse:

  • dataset poco rappresentativo;
  • etichette errate;
  • classi sbilanciate;
  • assenza di particolari condizioni operative;
  • scelta dell'architettura neurale;
  • iperparametri non ottimali;
  • soglie decisionali inadeguate;
  • problemi nella pipeline applicativa.

Solo dopo aver identificato la causa reale è possibile definire un'azione correttiva efficace.

In alcuni casi sarà necessario tornare alla preparazione del dataset, in altri sarà sufficiente modificare l'architettura della rete o ripetere alcuni test.

La lezione più importante: l'Intelligenza Artificiale è un processo di apprendimento anche per chi la sviluppa

L'aspetto più interessante di questo ciclo è che non riguarda soltanto il modello.

Anche il team di sviluppo impara ad ogni iterazione.

Ogni errore individuato aumenta la comprensione del problema, ogni test fornisce nuove informazioni sui dati e ogni correzione migliora non solo il classificatore, ma anche la conoscenza del dominio applicativo.

Per questo motivo il vero valore di un progetto di Computer Vision non risiede esclusivamente nella rete neurale utilizzata, ma nella capacità di costruire un processo rigoroso di sperimentazione, misura e miglioramento continuo.

In fondo, proprio come accade nel lifelong learning, il successo non deriva dal raggiungere immediatamente il risultato perfetto, ma dalla capacità di imparare sistematicamente da ogni iterazione.

🔗 Riferimenti per approfondire:
 
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1. 🧠 Intelligenza Artificiale (AI); Titolo: Come delegare alle macchine compiti che gli umani riescono a svolgere grazie alla loro intelligenza; Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/artificial-intelligence.html 

2. 👁️ Visione Artificiale (VS); Titolo: La riproduzione della visione umana per mezzo di un sistema artificiale;  Link: https://tateoblog.blogspot.com/p/vs-visione-artificiale.html 

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