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mercoledì 19 aprile 2017

NARRATIVA / ROMANZI (LT.1)

Tateo’s Interdisciplinary Lifelong Learning Project
T I L L L
LEARNING - SHARING - NETWORKING
Learning, knowledge sharing and Communities engagement about:
Artificial Intelligence, Augmented / Virtual / Mixed Reality, Automation, Electronics, Computer Science and Information Technology, Mobile Technologies, Problem Solving, Readings, Social Media, Simulation, Artificial Vision, Work and Soft Skills
by Tateo Giovanni Battista
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LEARNING

READINGS

La sezione “Romanzi e Racconti" della mia libreria


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: #readings #literature #novels #stories #Cohelo #Poe #Murakami #Allende #Kipling #Sepulveda #Busi #TILLL 
#TateoBlog 

La sezione “Romanzi e racconti” della mia libreria. In questa pagina raccolgo i romanzi ed i racconti che mi fanno compagnia durante le ore che dedico alla lettura. Tra essi ci sono opere di autori rinomati come Paulo Coelho, Edgar Allan Poe, Haruki Murakami, Isabel Allende e Rudyard Kipling. Ma ci sono anche opere di scrittori emergenti, nonché miei amici, che ho il piacere di leggere per conoscerli meglio e per sostenerli nella loro passione per la scrittura.

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Ti trovi QUI all'interno del progetto TILLL

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                   |    +--> LT. READINGS
                   |         +--> 1NARRATIVA / ROMANZI
                   |         |    +--> 1. 11 MINUTI
                   |         |    +--> 2. GUERRIERO
                   |         |    +--> 3. ELEONORA
                   |         |    +--> 4. TOKYO BLUES
                   |         |    +--> 5. KAFKA SPIAGGIA
                   |         |    +--> 6CASA SPIRITI
                   |         |    +--> 7CAPITANI
                   |         |    +--> 8. SECONDI
                   |         |    +--> 9. WALKING MOON
                   |         +--> 2. POEMS
                   |         +--> 3. NARRATIVA / THRILLER
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§1. Indice dei contenuti

Nelle sezioni di questo articolo elenco e descrivo i libri della mia raccolta di romanzi e racconti e con i quali ho il piacere di trascorrere piacevolissime ore di lettura e meditazione. Per ognuno di essi ho redatto una recensione che li descrive brevemente e che contiene le citazioni che delle frasi che hanno attratto la mia attenzione.

§1. I romanzi di Paulo Coelho.

§2. Racconti di Edgar Allan Poe.

§3. Romanzi di Haruki Murakami

§4. La casa degli spiriti di Isabelle Allende

§5. "Capitani coraggiosi" di Rudyard Kipling

§6. "Secondi mancanti" di Angelo Belvito

§7. "Twilight" di Stephenie Meyer

§8. Walking on the moon, di Michael Lamarina

§9. Mi vivi dentro, di Alessandro Milan

§10. Il Piccolo Principe, di Antoine Marie Roger de Saint-Exupéry

§11. Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, di Luis Sepulveda

§12. Questioni di testa, di Giulio Natali

§13. Aldo Busi -- Il Decamerone di Giovanni Boccaccio

§14. Stefano Zecchi - Estasi

§15. I viaggi di Gulliver -- Jonathan Swift

§16. Più in generale

§18. Rimani aggiornato

§19. Teniamoci in contatto

§20. Qualcosa su di me


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§2. I romanzi di Paulo Coelho

#coelho #novel #alchimist #zahir


Paulo Coelho è uno dei miei autori preferiti. Lo preferisco per il suo stile poetico e per la sua capacità di parlare direttamente al cuore stimolando la meditazione su temi importanti come la vita, l'amore, l'amicizia, la speranza.

Coelho non è solo uno scrittore, egli è anche poeta e blogger. Prima che Coelho diventasse autore di best-seller è stato direttore teatrale, commediografo, hippy, autore di canzoni, giornalista e autore televisivo. Brasiliano, nato a Rio de Janeiro nel 1947. E' considerato uno degli autori più importanti della letteratura mondiale.

Di seguito, per ognuno dei romanzi di Paulo Coelho che fanno parte della mia collezione, e che mi hanno tenuto compagnia durante piacevoli ore di lettura, riporto una breve introduzione e qualche citazioni delle parti che mi sono piaciute maggiormente.


Undici Minuti.
Undici Minuti è un romanzo di Paulo Coelho che si discosta molto dal resto della produzione dell’autore, in quanto è dedicato alla sessualità. Il romanzo narra la storia di Maria, una prostituta brasiliana alla ricerca dell'amore e del suo significato. Nell’opera Il sesso e l'attività delle prostitute sono descritti realisticamente, senza "peli sulla lingua".
Di seguito riporto il collegamento ad un articolo che ho dedicato specificatamente a "Undici minuti" che è uno dei romanzi più famosi di Paulo Coelho.
Undici minuti, di Paulo Coelho >>> (LT.1.1)


Manuale del guerriero della luce.
Se accade che il clamore del mondo soffochi la nostra voce interiore, vuol dire che è giunto il momento della lotta: dobbiamo risvegliare il guerriero della luce che dorme in ciascuno di noi e intraprendere un cammino disseminato di lusinghe e tentazioni, un sentiero in cui ogni passo può nascondere le insidie di un intero labirinto, un percorso dove la vittoria ha il medesimo volto della sconfitta. Ma chi può soccorrerci nei momenti di difficoltà? Quali parole dobbiamo ascoltare tra le miriadi che ci rimbombano nelle orecchie? Possiamo davvero condividere con gli altri i sogni e i rimpianti?
Di seguito riporto il collegamento ad un articolo che ho dedicato specificatamente al romanzo "Manuale del guerriero della luce" di Paulo Coelho che costituisce la mappa per raggiungere un'isola dove il tesoro è la nostra felicità.
Manuale del guerriero della luce, di Paulo Coelho >>> (LT.1.2)


L'Alchimista.
L’Alchimista è forse il romanzo più noto di Coelho. L’insegnamento che scaturisce da questa favola spirituale e magica è che bisogna imparare ad ascoltare il proprio cuore. L’Alchimista è la storia di una iniziazione. Il protagonista è Santiago, un giovane pastorello andaluso che intraprende un viaggio avventuroso che, attraverso il deserto nordafricano, lo porterà fino all’Egitto delle Piramidi. Durante questo viaggio Santiago incontra il vecchio Alchimista che gli farà riscoprire il coraggio, la fiducia e la saggezza.


Io piango per Narciso" (disse il lago), 

"ma non mi ero mai accorto che fosse bello.

Piango per Narciso perché, 

tutte le volte che lui si sdraiava sulle mie sponde,

io potevo vedere riflessa nel fondo dei suoi occhi la ma bellezza."


Compra il tuo gregge e vai per il mondo

fino a quando non imparerai che il nostro castello è il più importante

e le nostre donne sono le più belle”


Lo Zahir. 
“Lo Zahir” è il romanzo di Paulo Coelho pubblicato nel 2005. Lo zahir secondo la tradizione islamica è qualcosa o qualcuno che, una volta che si è stabilito il contatto, finisce per occupare a poco a poco il nostro pensiero, fino al punto che non riusciamo più a concentrarci su null’altro. Questo libro è dedicato alla moglie Christina.


Ma che cos’è la libertà?

Ho trascorso buona parte della mia vita schiavo di qualche cosa, 

e così dovrei comprendere perfettamente il significato di questa parola.



La strega di Portobello. 
Come possiamo trovare il coraggio di essere sinceri con noi stessi, anche se non abbiamo nessuna certezza su chi siamo davvero? “La strega di Portobello” racconta la storia di una donna misteriosa di nome Athena, e lo fa sia attraverso le voci di persone che la conoscevano bene, sia attraverso le voci di quelli che l’avevano soltanto incontrata.


"Le persone credono a ciò che desiderano"


In questa frase de La strega di Portobello di Paulo Coelho si nasconde una grande verità: la realtà è soggettiva.Spesso rifiutiamo l'oggettività per credere solo a ciò che si allinea con le nostre speranze o paure. Nel romanzo, questo meccanismo trasforma la protagonista Athena in santa per chi cerca risposte e in strega per chi teme il cambiamento.È un potente promemoria: gli altri non vedono chi siamo davvero, ma proiettano su di noi le proprie illusioni. La verità dipende sempre dagli occhi di chi guarda.


Se può esistere una consolazione nella tragedia di perdere qualcuno che amiamo profondamente, 

essa è costituita dalla speranza, necessaria e insopportabile, 

che forse è stato meglio così


Ma, in realtà, quanti di noi rifuggono dal vedere le cose importanti della vita scomparire da un momento all’altro? E non mi riferisco solo alle persone, ma ai nostri ideali e sogni: possiamo resistere un giorno, una settimana, qualche anno, eppure siamo sempre condannati a perdere. Il nostro corpo è ancora vivo ma, prima o poi, la nostra anima finisce per subire un colpo mortale. Un delitto perfetto, in cui non sappiamo chi abbia assassinato la nostra gioia, per quali motivi sia stato perpetrato quel crimine e dove siano i colpevoli.

Ma questi colpevoli, che non dicono i loro nomi, avranno coscienza dei propri gesti? No, penso di no, perché anch’essi sono vittime delle realtà che hanno creato, per quanto siano depressi, arroganti, impotenti e forti.



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§3. Racconti di Edgar Allan Poe

Edgar Allan Poe è uno dei primi autori che ho amato. Questa pagina del mio diario vuole essere un omaggio a questo autore. Eleonora è un racconto breve scritto da Edgar Allan Poe nel 1841 che fa parte di una trilogia assieme ai racconti Ligeia e Morella.


  “Discendo da una stirpe nota per il vigore della fantasia e l'ardore della passione. Gli uomini mi hanno definito pazzo, sebbene non risulti ancora chiaro se la pazzia sia, o no, il grado più alto dell'intelletto, e se molto di quanto dà gloria e tutto ciò che rende profondi non nasca da una malattia della mente, da stati di esaltazione dello spirito, a spese dell'intelletto in genere. Coloro che sognano ad occhi aperti conoscono molte cose che sfuggono a quanti sognano solo dormendo.”

(cit. Edgar Allan Poe, Eleonora, 1841)


Eleonora



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§4. Romanzi di Haruki Murakami

Murakami è uno scrittore, traduttore e saggista giapponese. Di seguito i collegamenti a due pagine del mio diario che ho dedicato a due dei suoi più famosi romanzi.


Tokyo blues

(LT.1.4)


Kafka sulla spiaggia 


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§5. La casa degli spiriti di Isabelle Allende


  “[...] di rado pensava al suo fidanzato [...] non per mancanza d'amore ma per il suo temperamento distratto [...]”

(cit. “La casa degli spiriti”, Isabelle Allende)


La casa degli spiriti

(LT.1.6)



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§6. "Capitani coraggiosi" di Rudyard Kipling

  “Io non so che cos­a ti piaccia o no ma,­ al tuo posto, figlio­lo, non denigrerei ta­nto questa barca che,­ per volere della Pro­vvidenza, per te ha s­ignificato la salvezz­a. Prima di tutto, il­ tuo è un atteggiamen­to irritante e, in se­condo luogo, offende ­i miei sentimenti.”

(cit. “Capitani coraggiosi”, Rudyard Kipling)


Capitani coraggiosi

(LT.1.7)



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§7. "Secondi mancanti" di Angelo Belvito

La scoperta della passione del mio collega Angelo per la scrittura, l'ammirazione per la sua capacità di raccontare trasmettendo emozioni, la voglia di riscoprire il suo stile attraverso il suo primo lavoro “Secondi mancanti” arrivato semifinalista in Puglia al concorso “ La Giara”. Due storie che apparentemente non sembrano avere nulla in comune, ma che gradualmente si inviluppano e convergono in un racconto che contiene tutte le tinte delle emozioni e dei sentimenti più nobili.


  “Quando cerco di ricordare il passato ho la sensazione di essere rinchiuso in un sacco di plastica, inghiottito da uno stagno melmoso: cerco di respirare la poca aria contenuta in quella specie di utero, ma poi, quando mi sbraccio per cercare di uscire, il fango mi fa soffocare”

(cit. “Secondi mancanti”, Angelo Belvito)


Secondi mancanti, di Angelo Belvito

(LT.1.8)



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§8. "Twilight" di Stephenie Meyer



 “A quanto pareva, le nuvole e il senso dell’umorismo non andavano d’accordo. 

Qualche mese così e avrei disimparato a usare il sarcasmo.”

(Cit. “Twilight”, Stephenie Meyer)


 “Non mi sembra giusto». 

Si strinse nelle spalle, 

i suoi occhi però erano sempre intensi. 

Abbozzai una risata, ma non ero divertita. 

«Non te l’hanno ancora detto? 

La vita non è giusta”

(Cit. “Twilight”, Stephenie Meyer)


 “Il mattino dopo, arrivando a scuola, 

decisi di parcheggiare il più lontano possibile dalla Volvo. 

Non intendevo sottopormi a una tentazione 

cui avrei potuto cedere.”

(Cit. “Twilight”, Stephenie Meyer)


 “Ho pensato che 

se proprio devo andare all’inferno, 

tanto vale andarci in grande stile”

(Cit. “Twilight”, Stephenie Meyer)


 “E se non fossi il supereroe? Se fossi il cattivo?”

(Cit. “Twilight”, Stephenie Meyer)


 “Mia madre dice sempre che quando sono nata avevo già trentacinque anni 

e che ormai sono vicina alla mezza età”

(Cit. “Twilight”, Stephenie Meyer)



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§9. Walking on the moon, di Michael Lamarina

Che un ingegnere scriva un romanzo può anche non stupire, ma che lo faccia con una meticolosità ed un impegno quotidiano che abbracci tutte le fasi della produzione, diffusione e promozione dell’opera: questo si che è straordinario. Michael è un mio collega di lavoro ed è questa sua capacità poliedrica che mi ha convinto a leggere il suo secondo romanzo “Walking on the Moon” e ad entrare nel suo mondo fantastico. Certamente questo percorso mi aiuterà a conoscerlo meglio, e spero aiuti a farlo conoscere anche a voi. 


  “<<Ciao Michael, ti amo.>> 

Di fronte a lei c’era solo il tipico traffico di Dallas 

nell’orario di uscita dagli uffici. 

Le auto procedevano a rilento 

ed il suono dei clacson 

tempestava l’aria bollente.”

(Cit. “Walking on the moon”, Michael Lamarina)


Walking on the moon

(LT.1.10)



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§10. Mi vivi dentro, di Alessandro Milan

Annoto di seguito le citazioni dei passaggi che mi hanno maggiormente colpito.


  “Poi ho imparato a vergognarmi della mia stesa vergogna perché la malattia mentale è come il diabete, la polmonite, il tumore, è una sciagura che può accadere!”

(cit. Mi vivi dentro, Alessandro Milan, Cap. 2 )


 “La morte e l’irreversibilità che ne deriva agisce così su chi rimane: crea un senso di colpa postumo tremendo perché pensi a tutte le parole sbagliate che hai detto ai gesti che non dovevi fare e che ora vorresti cancellare, ai litigi per stupide questioni che vorresti dimenticare, a tutti quegli istanti che avresti voluto passare con la persona che amavi e che invece hai dedicato ad attività stupide: una partita a tennis, un cinema con i colleghi, una passeggiata da solo. Oggi tornando indietro starei al suo fianco giorno e notte. Ma è tardi.”

(cit. Mi vivi dentro, Alessandro Milan, Cap. 2 )


La resilienza. Il concetto di resilienza è definibile come la capacità di assorbire ciò che ci accade intorno cercando di riorganizzarci senza cadere, continuando più o meno come prima.


  "La resilienza è un modo per assorbire gli urti della vita. Ne dobbiamo affrontare tanti, anche piccoli, ogni giorno. Il dolore esiste, chi è resiliente lo riconosce, lo rispetta ma non permette mai a questo dolore di prevalere"

(cit. Alessandro Milan )



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§11. Il Piccolo Principe, di Antoine Marie Roger de Saint-Exupéry

Il piccolo principe (titolo originale : Le Petit Prince) è un racconto di Antoine de Saint-Exupéry. Fu pubblicato il 6 aprile 1943, è stato tradotto in 253 lingue, ed è fra le opere letterarie più celebri del XX secolo e tra le più vendute della storia.


  “Diritto davanti a sé non si può andare molto lontano …”

(cit. Il piccolo principe, Antoine Marie Roger de Saint-Exupéry, section III)


 “La prova che il piccolo principe è esistito, sta nel fatto che era bellissimo, che rideva e che voleva una pecora. Quando uno vuole una pecora è la prova che esiste”

(cit. Il piccolo principe, Antoine Marie Roger de Saint-Exupéry, section IV)


  "C'era una volta un piccolo principe che viveva su di un pianeta poco più grande di lui e aveva bisogno di un amico…"

(cit. Il piccolo principe, Antoine Marie Roger de Saint-Exupéry, section IV)


“Da migliaia d i anni le pecore mangiano tuttavia i fiori.
E non e' una cosa seria cercare di capire perché i fiori si danno tanto da fare per fabbricarsi delle spine che non servono a niente?
Non e' importante la guerra fra le pecore e i fiori?"

(cit. Il piccolo principe, Antoine Marie Roger de Saint-Exupéry, section VII )


“On ne voit bien qu'avec le coeur. L'essentiel est invisible pour les yeux"

{Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi}

(cit. Il piccolo principe, Antoine Marie Roger de Saint-Exupéry, section XXI)


“Disse il piccolo principe << Che cosa significa addomesticare?>> . <<È una cosa troppo dimenticata>> disse la volpe. <<Significa creare dei legami... Per me ora, ora tu sei solo un bambino uguale a centomila altri bambini. E non ho bisogno di te. Né tu hai bisogno di me. Per te, sono una volpe uguale a centomila altre volpi. Ma se mi addomestichi, avremo bisogno l'uno dall'altra. Per me tu sarai unico al mondo. Per te io sarò unica al mondo…>>"

(cit. Il piccolo principe, Antoine Marie Roger de Saint-Exupéry)


“Bisogna prendere da ciascuno quel che ciascuno può dare. L'autorità si fonda in primo luogo sulla ragione. Se ordini al tuo popolo di andare a gettarsi in mare, quello farà la rivoluzione. Ho il diritto di pretendere l'obbedienza perché i miei ordini sono ragionevoli."

(cit. Il piccolo principe, Antoine Marie Roger de Saint-Exupéry)


“Per il tuo fiore disegnerò un'armatura... Io... Non sapevo cosa dire. Mi sentivo impacciato. Non sapevo come avvicinarmi a lui, dove trovare un accesso al suo cuore... È talmente misterioso, il paese delle lacrime!"

(cit. Il piccolo principe, Antoine Marie Roger de Saint-Exupéry)



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§12. Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, di Luis Sepulveda


  “Ma il loro piccolo cuore - Lo stesso degli equilibristi - per nulla sospira tanto come per quella pioggia sciocca che quasi sempre porta il vento, che quasi sempre porta il sole”

(cit. Storia di una gabbanella e del gatto che le insegnò a volare, Luis Sepulveda, cap. 10)


 “Ora volerai, Fortunata. Respira. Senti la pioggia. E' acqua. Nella tua vita avrai molti motivi per essere felice, uno di questi si chiama acqua, un altro si chiama vento, un altro ancora si chiama sole e arriva sempre come una ricompensa dopo la pioggia. Senti la pioggia. Apri le ali”

(cit. Storia di una gabbanella e del gatto che le insegnò a volare, Luis Sepulveda, cap. 11)


 “Sì, sull'orlo del baratro ha capito la cosa più importante (...) Che vola solo chi osa farlo”

(cit. Storia di una gabbanella e del gatto che le insegnò a volare, Luis Sepulveda, cap. 11)



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§13. Questioni di testa, di Giulio Natali


  Sono venuto a conoscenza di questo libro grazie ad un messaggio del suo autore, Giulio Natali, che non conoscevo ma con cui condivido l’iscrizione ad un gruppo LinkedIn dedicato alla lettura. Come ho già detto non conoscevo l’autore ma quando ho saputo che i proventi della vendita del libro sarebbero stati destinati alla beneficienza, allora ho deciso che questo sarebbe stato il mio regalo per Natale 2020. Infatti tutti i diritti d'autore legati alla vendita del libro sono interamente devoluti alla Lega del Filo d'Oro, la onlus che prende a cuore l’assistenza dei bambini con gravi handicap.

Giulio Natali, è un manager con la passione per la scrittura, che non è sfociata mai in una pubblicazione fino a quando la casa editrice La Gru non ha valutato positivamente i suoi manoscritti. Il libro di cui parlo s’intitola "Questioni di testa", ed è la raccolta di ventidue racconti che trattano di eventi quotidiani apparentemente banali, vissuti da diversi personaggi, il cui comportamento nei confronti degli eventi ha delle conseguenze sulle loro vite. Qui sotto cito alcuni dei passaggi che mi sono particolarmente piaciuti, ma se volete acquistarlo anche voi potete farlo dal sito della casa editrice La Gru (>).


“Talvolta penso che la signora Giacomucci avesse torto: non si porta una croce nella vita, si nasce già crocifissi.”

(Questioni di testa - Giulio Natali - Croci )


Riesce ad esprimere ironia anche parlando di un argomento triste come la morte ed il funerale. 


“Primo argomento, le bare. Maria la preferiva in abete, frassino o noce? L’interno in velluto o in raso? Alla fine pensai che mogano fosse la risposta appropriata, perché si intonava al comò che dagli anno ’60 stazionava nel suo tinello”.

(Questioni di testa - Giulio Natali - E’ morta la vicina )


Questa battuta ricorda tanto quegli aneddoti che avvengono di frequente durante i funerali, o che si Fano capitare apposta per stemperare la tensione ed interrompere anche per un attimo la tristezza dell’evento.


“Contemporaneamente, vedendo la naturalezza dei due cassamortari, pensai che morire fosse come mangiare e bere, un’azione banale che tendiamo a sopravvalutare.”

(Questioni di testa - Giulio Natali - E’ morta la vicina )


“In più, le loro anime sghembe e inquiete non potevano neppure tecnicamente essere rieducate, perché non avevano perso alcuna educazione, non avendone mai davvero avuta una.”

(Questioni di testa - Giulio Natali - Asso, cavallo e Re )


Il cinismo del racconto “SPAM” è di un reale ed attuale impressionante.


“Posso farti credere che il coniglio sia dentro al cilindro, quando non c’é neppure un cilindro, e tirare fuori un asso dalla mia manica facendoti pensare che ce l’hai in mano tu”

(Questioni di testa - Giulio Natali - SPAM )


“Tutto quello che hai intorno ti racconta. Io ti guardo. E ti oriento pure. La manipolazione è il gioco preferito che inconscio fa al cervello, quindi non te ne accorgi.”

(Questioni di testa - Giulio Natali - SPAM )



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§14. Aldo Busi -- Il Decamerone di Giovanni Boccaccio


Descrizione


Citazione dell’autore. Ho tradotto il Decamerone di Boccaccio, non ho scritto il mio [...] questa traduzione non ha affatto la pretesa di essere una traslitterazione o una ricreazione o altra cosa dall'originale: è l'originale oggi. Aldo Busi

Quarta di Copertina. "Si sa quanto gli originali più autentici siano proprio quelli sottoposti a costanti revisioni" afferma Busi "e in questo sta la loro vitale inossidabilità: nella letteratura universale le più grandi opere immutabili sono quelle che hanno ancora e sempre tanta energia in serbo" tale da sopportare ogni manipolazione "e pungolano i contemporanei di ogni epoca a [...] farle 'risorgere' in un'edizione qualsiasi, e renderle, appunto, di volta in volta nuovamente originali"

Le straordinarie storie di Giovanni Boccaccio (Certaldo I313-1375) trovano nuova linfa in un'opera originalissima - la prima di un fortunato filone di traduzioni d'autore di classici dall'italiano antico al contemporaneo - che conserva il ritmo serrato dell'originale, ma in una lingua moderna, agile, godibile e accessibile a tutti. Scevri da ogni intento moralistico e ogni fronzolo letterario, gli intrighi, le avventure, le beffe e i personaggi del nuovo Decamerone acquistano così un sapore più sciolto e più vicino al gusto moderno.

ALDO BUSI (I948) è nato a Montichiari dove mantiene la residenza fiscale. La sua bibliografia è all'interno del volume.

Proemio

11.

… dalla mia adolescenza ad ora sono stato in balia di un amore … che fu una fatica improba … per il troppa fuoco appiccato in mente da una voglia scatenata… che mi faceva fare indigestione di dolore. 

13.

Cento storie, o favole o parabole che dir si voglia, raccontate in dieci giornate da una brigata composta da sette ragazze (Pampinea, Fiammetta, Filomena, Emilia, Lauretta, Neifile, ed Elissea) e da tre giovanotti (Panfilo, Filostrato e Dionèo), costituitasi durante l’epidemia della peste avvenuta nel 1348 a Firenze. 

Prima giornata

15.

Breve premessa penosa che parla della sofferenza provocata dalla peste, a cui seguirà dolcezza e piacere. 

16.

La peste di annidava in vescichette, detti volgarmente “gozzi”, che crescevano attorno all’inguine e sotto le ascelle, fino a diventare grosse come una mela. Questo gozzo in seguito cominciava a incistarsi e ad espandersi in ogni parte del corpo, trasformandosi in macchie nere. I gozzi e le lividure che seguivano erano il segnale di morte certa entro tre giorni dalla loro comparsa. 

17.

La sindrome era molto contagiosa, tanto che bastava entrare in contatto con gli indumenti degli ammalati, oppure con qualsiasi cosa adoperato da essi, per contagiarsi. 

18.

Tutti avevano una gran paura e l’unico interesse era quello di tenere alla larga gli infetti. La gente reagiva in modi diversi: c’era chi viveva riservato e con moderazione, e c’era chi se la godeva il più possibile dando sfogo a tutte le voglie. Altri adottarono invece una via di mezzo, mantenendo un giusto equilibrio. 

20.

Molti abbandonarono la propria casa rifugiandosi presso residenze in campagna di altra gente. Gli ammalati venivano abbandonati, sia che essi fossero amici o parenti: il fratello abbandonava il fratello, la moglie abbandonava il marito, e addirittura i genitori abbandonavano i propri figli. 

21.

Le donne che non si ammalavano si concedevano con facilità ad un maschio qualsiasi, come sgualdrine dí strada. 

22

Sempre più si moriva da soli, senza più neanche un testimone che chiudesse gli occhi, e con pochi conoscenti che accompagnavano la salma in chiesa. 

23

Le bare cominciarono a scarseggiare e non era inusuale che una stessa bara fosse utilizzata per più di un defunto. Un prete che partiva per raccogliere un solo morto, spesso finiva per ritirarsi con sei o sette. La moltiplicazione dei cadaveri fece esaurire la terra consacrata, tanto che si optò per delle fosse comuni. 

24.

Gli animali cacciati fuori dai loro ripari, se ne andavano in giro a pascolare per i campi e alla sera se ne tornavano sazi da soli ai loro ripari, ormai senza essere pungolati dai loro pastori. Fra marzo e luglio morirono 100 mila persone solo entro le mura di Firenze. 

Quanti uomini encomiabili, quante belle signore, quanti giovani aitanti che lo stesso ministro della sanità avrebbe giudicato sani come pesci, fecero merenda la mattina con i loro parenti, conoscenti e amici, e la sera cenarono nell'altro mondo con i loro defunti!

25.

Sette ragazze tra i 18 ed i 28 anni, benestanti, fra le quali c’erano legami di amicizia o parentela, si ritrovarono in un angolo della  chiesa di santa Maria Novella, senza un proposito specifico. Per proteggerle dai pettegolezzi che potrebbero generare i loro racconti si mantiene segreto il loro nome, ma comunque se ne assegna ad ognuna un nome fittizio per poterle distinguere: in ordine decrescente di età: Pampinea, Fiammetta, Filomena, Emilia, Lauretta, Neifile, ed Elissea. 

26.

Pampinéa é la prima che prende la parola e riferisce alle amiche che secondo lei non non è sbagliato ingegnarsi per preservare il più possibile la propria vita, per sopravvivere. 

27.

Incita le amiche all’azione, come molta gente sta già facendo, che senza fare più distinzione tra cose oneste e disoneste, fanno tutti i loro porci comodi. 

28.

invita le amiche ad andare via dalla città e rifugiarsi in una delle loro ville di campagna, dove i dispiaceri causati dalla peste sono meno soffocanti, se non altro perché ci sono meno abitanti. La soluzione vincente è quella di cambiare aria e di ricercare quel poco di allegria che le circostanze possono dare. 

29.

La proposta di Pampinéa fu ben accolta dalle altre sei ragazze e prese dall’entusiasmo sembrava come se volessero partire all’istante. Ma Filomena le redarguì mettendole in guardia sul fatto che sarebbe rischioso avventurarsi senza la guida di un uomo. Elissa fu d’accordo in quanto ricordò che difficilmente le donne riescono a portare a termine un’impresa senza il senso dell’ordine ed il controllo di un uomo. Ma come fare a trovare degli uomini da coinvolgere nell’impresa, scongiurando però scandali e fastidi?

30.

Mentre le ragazze discutevano entrarono in chiesa tre giovanotti: Panfilo, Filostrato e Dionèo, il più giovane dei quali avrà avuto venticinque anni. I ragazzi erano in cerca delle loro morose, che neanche a farlo apposta facevano parte della comitiva delle sette ragazze. Allora Pampinéa disse che sarebbe stata la fortuna gli stava mettendo davanti quei baldi giovani, che avrebbero potuto accompagnarle nell'impresa che stavano pensando. Neifile, che era la morosa di uno dei tre mise in guardia le compagne sul fatto che se li avessero coinvolti nell’impresa si sarebbero tirate addosso un sacco di malelingue. Allora Filomena disse che avrebbero dovuto infischiarsene di quello che avrebbe potuto dire la gente, e che avrebbero dovuto approfittare a tutti i costi di quella fortuna. 

31.

Pampinéa allora si avvicinò ai tre giovani e propose loro di accompagnarli nell'impresa, senza complicazioni sentimentali e con puro spirito di fratellanza. I giovanotti, inizialmente increduli di quanto gli veniva proposto, pensarono inizialmente di essere vittime di uno scherzo, ma quando compresero ne le ragazze parlavano seriamente accettarono la proposta. 

L’indomani stesso le sette ragazze ed i tre giovanotti, con a seguito domestiche e servitù, partirono per il luogo scelto, che si trovava ad un paio di chilometri dalla città. La brigata, una volta sistematasi, si mise subito a sedere e Dionèo fu il primo a prendere la parola, invitando le ragazze a divertirsi lasciando alle spalle i pensieri tristi. 

32.

Pampinéa si mostrò d’accordo con quanto proposto da Dionèo, ma suggerì la necessità di un capo che avrebbe avuto il compito di inventare e proporre cosa fare. Per non scongiurare invidie tra loro propose che ognuno, giorno dopo giorno, assumesse questo ruolo. La scelta del primo capo sia affidata a tutti e la scelta dei capi che seguiranno sia affidata al capo di volta in volta precedente. Tutti furono d’accordo con questa proposta e Pampinéa fu incoronata regina del primo giorno, con una ghirlanda di alloro confezionata da Filomena . 

33.

Pampinéa dette disposizioni I servitori dei tre giovanotti ed alle quattro domestiche per l’organizzazione dei lavori domestici. Poi indirizzò la brigata verso i giardini dando appuntamento alle nove per la colazione 

34.

Al loro ritorno Parmeno, nominato paggio di Dionèo, aveva apparecchiato le tavole e tutti dopo aver lavato le mani si misero a sedere a tavola secondo le disposizioni di Parmeno. Dopo aver mangiato piacevolmente iniziarono a suonare e ballare fino a quando alla regina non sembrò giunta l’ora di andare a riposare. Alle tre la regina richiamó tutti per recarsi in un praticello al fresco, al riparo dal sole cocente, dove si disposero tutti in cerchio. 

35.

Avrebbero potuto giocare ma pensarono che avrebbero potuto divertirsi di più raccontando delle storie. Quindi la regina disse a Panfilo di deliziare gli altri con una sua storia, ed egli cominciò senza farselo ripetere due volte. 

Storia n. 1 — Prima Giornata 

SER CIAPPELLETTO, OVVERO FINO ALL'ULTIMO RESPIRO E OLTRE

Panfilo:

35.

Storia n. 2 — Prima Giornata 

ABRAAM GIUDEO A ROMA, CITTÀ FIN TROPPO APERTA

Neifile:

49.



~ o ~

§15. Stefano Zecchi - Estasi



Forma letteraria: Narrativa / Romanzo

Contenuto: Sentimentale, Psicologico, Erotico

Personaggi: Fausto Valdemar, la sua compagna Olga, il fratello Enrico.


CAPITOLO PRIMO

13.

Fausto Valdemar ritorna a Venezia insieme ad Olga. 

14.

le forze si erano raccolte in un punto lontano del corpo, quasi per nascondersi alla sua volontà. 
Enrico, il fratello di di Fausto, va a trovarlo presso l’albergo in cui hanno deciso di pernottare proprio per evitare la casa in Venezia ed il fratello. 

15.

I loro sguardi s'incrociarono, ma i corpi rimasero immobili, quasi per evitare che le loro tenui ombre, appoggiate sulla sabbia, si schiacciassero l'una sull'altra. 
Fausto critica l’impegno che Enrico ci mette nel suo lavoro di antiquario, modalità totalmente differente da come interpretava lo stesso lavoro loro padre. 

16.

Fausto spiega ad Enrico che è tornato a Venezia, perché convinto da Olga ad accompagnarla. Lei infatti a Venezia ci va spesso per motivi di lavoro. Enrico apprende che Olga è una mercante d’arte e quindi, poiché svolge un lavoro simile al suo, esprime il desiderio di conoscerla .

17.

Fausto racconta che Olga è molto diversa da lui. A lei interessa solo guadagnare soldi, vivere alla giornata e spendere tutto. Non ha ambizioni per il futuro. Fausto viveva in continuo antagonismo con Olga. Olga d’altro canto apprezzava il lavoro di Fausto ma non ne apprezzava la fatica. Tuttavia lo amava ed amava fare sesso con lui. Fausto invece quasi per difendersi da questo squilibrio con Olga, aveva iniziato a rifiutare la propria sessualità

18.

Così il suo corpo non si concedeva più quel lieve delirio in cui la vita fluisce e si perde fremendo nel corpo dell'altro, e la sua anima, in quel profondo sonno del desiderio, fuggiva lontana, senza amore.


~ o ~

§16. I viaggi di Gulliver -- Jonathan Swift

📚 LT / Romanzi / Swift / Gulliver

#AI #GenerativeAI #LLM #readings #Swift #Gulliver


I viaggi di Gulliver (Gulliver's Travels), pubblicato nel 1726, è il capolavoro dello scrittore irlandese Jonathan Swift. Sebbene sia spesso considerato un libro per ragazzi per via delle avventure fantastiche del protagonista, in realtà è una delle più grandi opere satiriche della letteratura inglese. Attraverso il racconto dei viaggi del medico e navigatore Lemuel Gulliver, Swift mette in discussione la politica, la scienza, la filosofia, la religione e persino la natura umana.


Il romanzo è suddiviso in quattro viaggi, ciascuno ambientato in un mondo immaginario che rappresenta una diversa allegoria della società.


Primo viaggio – Lilliput: il mondo dei piccoli uomini. Dopo un naufragio, Gulliver approda a Lilliput, un'isola abitata da persone alte appena quindici centimetri.

Inizialmente viene catturato, ma grazie al suo comportamento pacifico conquista la fiducia dell'imperatore e diventa un eroe nazionale. Tuttavia, scopre presto che la politica di Lilliput è dominata da rivalità insignificanti e guerre combattute per motivi assurdi, come la celebre disputa su quale estremità dell'uovo debba essere rotta.

Significato simbolico: Swift ironizza sulla piccolezza della politica europea, sulle lotte di potere e sulle guerre di religione, mostrando come grandi conflitti possano nascere da questioni del tutto futili.


Secondo viaggio – Brobdingnag: il paese dei giganti. Nel secondo viaggio accade l'opposto: Gulliver giunge a Brobdingnag, dove tutti sono giganteschi e lui diventa minuscolo.

Qui è trattato come una curiosità da esibire, fino a quando viene accolto dal re, con il quale intrattiene lunghe conversazioni sulla politica inglese. Il sovrano giudica con severità la società europea, definendola violenta, corrotta e moralmente decadente.

Significato simbolico: cambiando prospettiva, Swift mostra che ciò che consideriamo normale può apparire ridicolo o mostruoso se osservato da un altro punto di vista.


Terzo viaggio – Laputa e l'Accademia di LagadoQuesto è il viaggio più ricco di riferimenti filosofici e scientifici.

Gulliver visita dapprima Laputa, un'isola volante abitata da studiosi completamente assorti nella matematica e nell'astronomia, incapaci però di affrontare i problemi concreti della vita.

Successivamente raggiunge l'Accademia di Lagado, dove incontra inventori impegnati in esperimenti assurdi e inutili: estrarre raggi di sole dai cetrioli, costruire case partendo dal tetto, trasformare gli escrementi in cibo e, soprattutto, la celebre macchina capace di produrre libri combinando casualmente le parole.

Questa parte rappresenta una satira della ricerca fine a sé stessa, del tecnicismo e della fiducia cieca nel progresso quando manca il buon senso.

È proprio in questo episodio che molti studiosi vedono un sorprendente parallelo con l'odierna Intelligenza Artificiale generativa: non perché Swift abbia previsto la tecnologia moderna, ma perché aveva intuito il problema filosofico della produzione automatica del sapere.


Quarto viaggio – Il paese degli HouyhnhnmNell'ultimo viaggio Gulliver arriva in una terra governata dagli Houyhnhnm, cavalli intelligenti, razionali e virtuosi.

Gli esseri umani sono invece rappresentati dagli Yahoo, creature rozze, violente, egoiste e dominate dagli istinti.

Vivendo con i cavalli, Gulliver finisce per disprezzare sempre più il genere umano. Quando torna in Inghilterra, fatica persino a sopportare la compagnia delle persone, preferendo quella dei cavalli.

Significato simbolico: è la parte più amara del romanzo. Swift riflette sulla natura dell'uomo, mettendo in dubbio che la ragione e il progresso siano sufficienti a renderlo veramente migliore.


🧠 AI  /  Generative


Cosa c'entrano i viaggi di Gulliver con la AI Generativa?


Leggendo il libro "La differenza fondamentale" del filosofo contemporaneo Luciano Floridi mi sono imbattuto nella seguente citazione, da cui sembra che Jonathan Swift tre secoli fa abbia previsto, almeno in parte, l'avvento della intelligenza artificiale generativa.


Tutti sanno, disse, quanto laborioso sia il consueto metodo per divenire eccellenti nel campo delle arti e delle scienze; laddove grazie al suo congegno, anche la più ignorante delle persone, con modica spesa e soltanto un poco di fatica fisica, potrà scrivere libri di filosofia, poesia, politica, diritto, matematica e teologia, senza bisogno alcuno di genialità o di erudizione.

(cit. Jonathan SwiftI viaggi di Gulliver)

 A quasi tre secoli di distanza, la satira di Jonathan Swift appare sorprendentemente attuale. La “macchina” immaginata nell’Accademia di Lagado non anticipa tecnicamente l’Intelligenza Artificiale generativa, ma ne coglie con straordinaria lucidità una delle questioni più profonde: è possibile produrre testi convincenti senza possedere una reale comprensione di ciò che si scrive? Se nel Settecento questa era una provocazione letteraria, oggi è una domanda concreta che accompagna lo sviluppo dei modelli linguistici di grandi dimensioni.

Questo passo del libro "I viaggi di Gulliver" di Jonathan Swift viene citato spesso quando si parla di Intelligenza Artificiale generativa. Tuttavia, è importante precisare che Jonathan Swift non stava “prevedendo” l’IA nel senso moderno del termine: stava usando la satira per criticare l’idea che la conoscenza potesse essere prodotta meccanicamente, senza comprensione né talento. Ed in questo mi sembra molto vicino alla opinione critica di Luciano Floridi nei confronti dell'hype che circonda attualmente il fenomeno della Intelligenza Artificiale Generativa.

Nel terzo viaggio di I viaggi di Gulliver (1726), Swift descrive la celebre “macchina” dell’Accademia di Lagado: un enorme congegno composto da cubi recanti parole che, ruotando casualmente, generano nuove combinazioni di frasi. L’inventore sostiene che, grazie a tale macchina, chiunque potrà scrivere opere di filosofia, poesia, politica, diritto, matematica e teologia senza possedere alcuna competenza.


Letto oggi, il parallelismo con i Large Language Model è sorprendente:

  • la macchina combina parole per produrre testi;
  • rende possibile a chiunque generare contenuti;
  • riduce apparentemente il bisogno di conoscenze specialistiche;
  • solleva il problema della differenza tra produzione di testo e comprensione del significato.

Naturalmente esiste anche una differenza fondamentale: la macchina di Swift genera combinazioni sostanzialmente casuali, mentre i moderni modelli di IA apprendono regolarità statistiche da enormi quantità di testi e producono risposte coerenti in base al contesto. Non “pensano” nel senso umano, ma non assemblano nemmeno parole a caso.


Riferimenti

1. La differenza fondamentale, Artificial Agency: una nuova filosofia dell'intelligenza artificiale. — Luciano Floridi. — pag. 9

2. Tateo Interdisciplinary Lifelong Learning, Artificial Intelligence, § Generative Intelligence. https://tateoblog.blogspot.com/p/artificial-intelligence.html 



§16. Più in generale

  In questo articolo ti ho rivelato le mie letture preferite, specificatamente per quando riguarda i Romanzi ed i Racconti. Ma questi generi sono soltanto alcuni dei generi letterari presenti nella mia biblioteca. Se vuoi conoscere cos'altro mi piace leggere oltre ai Romanzi e Racconti allora ti invito a proseguire esplorazione dell'area dedicata alla "Letteratura" della sezione Learning di Tateo's Interdisciplinary Lifelong Learning (TILL), ed in particolare a leggere l'articolo riportato sotto

Le mie letture preferite
LT )

  Infatti questo articolo, costituendo l’articolo principale dell'area “Letture” della sezione Learning, descrive brevemente tutti i generi letterari presenti nella mia biblioteca e contiene tutti i collegamenti per accedere agli articoli che ho dedicato specificatamente ad ognuno di essi.


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§20. Qualcosa su di me

Innanzitutto ti ringrazio per aver visitato una delle pagine del mio blog. Mi chiamo Giovanni Battista Tateo (brevemente Bat) e sono il fondatore e l'autore di un progetto Lifelong Learning Interdisciplinare di cui il blog Tateo~Blog (:::) ne è il mezzo di condivisione. Sono stato in principio un esperto di Informatica, e in seguito sono diventato un Ingegnere Elettronico, specializzato in Automazione Industriale. Sono un appassionato di Intelligenza ArtificialeRealtà VirtualeSimulazione, e sono un esperto di Visione Artificiale applicata all'Automazione Industriale. Attualmente, ed a partire dall'anno 2016, sono impiegato come Proposal Engineer presso la società Mer Mec S.p.A. (:::). Precedentemente, a partire dal 2004, sono stato impiegato, sempre presso la stessa società, come Progettista di Sistemi di Visione Artificiale e di Algoritmi di Elaborazione delle Immagini, applicati in particolare alla Diagnostica Ferroviaria. Sono un sostenitore e promotore dell'apprendimento permanente, dei social network e della condivisione delle conoscenze tramite il web. Se vuoi ulteriori dettagli su di me, visita la pagine About Me (:::).


  Riferimenti per contattarmi. In seguito puoi trovare i miei riferimenti personali che puoi utilizzare se vuoi contattarmi personalmente, ed i collegamenti ai miei account social che puoi utilizzare per seguirmi e rimanere in contatto con me tramite le reti di social media.


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Prima pubblicazione: 19/4-2017

Ultima revisione: 31/7-2026 

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