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La sezione “Romanzi e Racconti" della mia libreria
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La sezione “Romanzi e racconti” della mia libreria. In questa pagina raccolgo i romanzi ed i racconti che mi fanno compagnia durante le ore che dedico alla lettura. Tra essi ci sono opere di autori rinomati come Paulo Coelho, Edgar Allan Poe, Haruki Murakami, Isabel Allende e Rudyard Kipling. Ma ci sono anche opere di scrittori emergenti, nonché miei amici, che ho il piacere di leggere per conoscerli meglio e per sostenerli nella loro passione per la scrittura.
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§1. Paulo Coelho's books in my collection of novels
{I libri di Paulo Coelho presenti nella mia collezione di romanzi}
Paulo Coelho is one of my favorite authors. I prefer him for his poetic style and for his ability to speak directly to the heart, stimulating meditation on important topics such as life, love, friendship, hope.
{Paulo Coelho è uno dei miei autori preferiti. Lo preferisco per il suo stile poetico e per la sua capacità di parlare direttamente al cuore stimolando la meditazione su temi importanti come la vita, l'amore, l'amicizia, la speranza.}
Coelho is not only a writer, he is also a poet and blogger. Before Coelho became a best-selling author he was a theater director, playwright, hippie, songwriter, journalist and television writer. Brazilian, born in Rio de Janeiro in 1947. He is considered one of the most important authors of world literature.
{Coelho non è solo uno scrittore, egli è anche poeta e blogger. Prima che Coelho diventasse autore di best-seller è stato direttore teatrale, commediografo, hippy, autore di canzoni, giornalista e autore televisivo. Brasiliano, nato a Rio de Janeiro nel 1947. E' considerato uno degli autori più importanti della letteratura mondiale.}
Below, for each of Paulo Coelho's novels that are part of my collection, and that have kept me company during pleasant hours of reading, I report a brief introduction and some quotes of the parts that I liked most.
{Di seguito, per ognuno dei romanzi di Paulo Coelho che fanno parte della mia collezione, e che mi hanno tenuto compagnia durante piacevoli ore di lettura, riporto una breve introduzione e qualche citazioni delle parti che mi sono piaciute maggiormente.}
Eleven Minutes. Eleven Minutes is a novel by Paulo Coelho that differs greatly from the rest of the author's production, as it is dedicated to sexuality. The novel tells the story of Maria, a Brazilian prostitute in search of her love and meaning. In the work The sex and activity of prostitutes are described realistically, without mincing words.
Below is the link to an article that I dedicated specifically to "Eleven Minutes" which is one of Paulo Coelho's most famous novels.
{Undici Minuti. Undici Minuti è un romanzo di Paulo Coelho che si discosta molto dal resto della produzione dell’autore, in quanto è dedicato alla sessualità. Il romanzo narra la storia di Maria, una prostituta brasiliana alla ricerca dell'amore e del suo significato. Nell’opera Il sesso e l'attività delle prostitute sono descritti realisticamente, senza "peli sulla lingua".
Di seguito riporto il collegamento ad un articolo che ho dedicato specificatamente a "Undici minuti" che è uno dei romanzi più famosi di Paulo Coelho.}
Eleven minutes, by Paulo Coelho
{Undici minuti, di Paulo Coelho}
(LT.1.1)
Handbook of the warrior of light. If it happens that the clamor of the world suffocates our inner voice, it means that the time has come for the struggle: we must awaken the warrior of light who sleeps in each of us and embark on a path strewn with flattery and temptation, a path in which every step can hide the pitfalls of an entire labyrinth, a path where victory has the same face as defeat. But who can help us in times of difficulty? What words should we hear among the myriads that echo in our ears? Can we really share our dreams and regrets with others?
Below is the link to an article that I dedicated specifically to the novel "Warrior of Light's Manual" by Paulo Coelho which constitutes the map to reach an island where the treasure is our happiness.
{Manuale del guerriero della luce. Se accade che il clamore del mondo soffochi la nostra voce interiore, vuol dire che è giunto il momento della lotta: dobbiamo risvegliare il guerriero della luce che dorme in ciascuno di noi e intraprendere un cammino disseminato di lusinghe e tentazioni, un sentiero in cui ogni passo può nascondere le insidie di un intero labirinto, un percorso dove la vittoria ha il medesimo volto della sconfitta. Ma chi può soccorrerci nei momenti di difficoltà? Quali parole dobbiamo ascoltare tra le miriadi che ci rimbombano nelle orecchie? Possiamo davvero condividere con gli altri i sogni e i rimpianti?
Di seguito riporto il collegamento ad un articolo che ho dedicato specificatamente al romanzo "Manuale del guerriero della luce" di Paulo Coelho che costituisce la mappa per raggiungere un'isola dove il tesoro è la nostra felicità.}
Manual of the Warrior of Light, by Paulo Coelho
{Manuale del guerriero della luce, di Paulo Coelho}
(LT.1.2)
"I cry for Narcissus" (said the lake),
"but I never realized he was beautiful.
I cry for Narcissus because,
every time he lay down on my banks,
I could see his beauty reflected in the depths of his eyes."
{"Io piango per Narciso" (disse il lago),
"ma non mi ero mai accorto che fosse bello.
Piango per Narciso perché,
tutte le volte che lui si sdraiava sulle mie sponde,
io potevo vedere riflessa nel fondo dei suoi occhi la ma bellezza."}
"Buy your flock and go around the world
until you learn that our castle is the most important
and our women are the most beautiful"
{Compra il tuo gregge e vai per il mondo
fino a quando non imparerai che il nostro castello è il più importante
e le nostre donne sono le più belle”}
The Zahir. "The Zahir" is the novel by Paulo Coelho published in 2005. The zahir according to the Islamic tradition is something or someone who, once contact is established, ends up gradually occupying our thinking, to the point that we can no longer focus on anything else. This book is dedicated to his wife Christina.
{Lo Zahir. “Lo Zahir” è il romanzo di Paulo Coelho pubblicato nel 2005. Lo zahir secondo la tradizione islamica è qualcosa o qualcuno che, una volta che si è stabilito il contatto, finisce per occupare a poco a poco il nostro pensiero, fino al punto che non riusciamo più a concentrarci su null’altro. Questo libro è dedicato alla moglie Christina.}
“But what is freedom?
I have spent a good part of my life enslaved by something,
and so I should perfectly understand the meaning of this word."
{Ma che cos’è la libertà?
Ho trascorso buona parte della mia vita schiavo di qualche cosa,
e così dovrei comprendere perfettamente il significato di questa parola.}
The Witch of Portobello. How can we find the courage to be honest with ourselves, even if we have no certainty about who we really are? "The Witch of Portobello" tells the story of a mysterious woman named Athena, and she does so both through the voices of people who knew her well, and through the voices of those who had only met her.
{La strega di Portobello. Come possiamo trovare il coraggio di essere sinceri con noi stessi, anche se non abbiamo nessuna certezza su chi siamo davvero? “La strega di Portobello” racconta la storia di una donna misteriosa di nome Athena, e lo fa sia attraverso le voci di persone che la conoscevano bene, sia attraverso le voci di quelli che l’avevano soltanto incontrata.}
"People believe what they want"
{Le persone credono a ciò che desiderano}
"If there can be a consolation in the tragedy of losing someone we love deeply,
it is the necessary and unbearable hope
that perhaps it was better this way"
{Se può esistere una consolazione nella tragedia di perdere qualcuno che amiamo profondamente,
essa è costituita dalla speranza, necessaria e insopportabile,
che forse è stato meglio così}
"But, in reality, how many of us shy away from seeing the important things in life disappear from one moment to the next? And I am not referring only to people, but to our ideals and dreams: we can resist a day, a week, a few years, yet we are always doomed to lose. Our body is still alive but, sooner or later, our soul ends up suffering a fatal blow. A perfect crime, in which we do not know who murdered our joy, for what reasons that crime was perpetrated and where the culprits are.
But these culprits, who do not say their names, will they be aware of their actions? No, I think not, because they too are victims of the realities they have created, however depressed, arrogant, helpless and strong they are. "
{Ma, in realtà, quanti di noi rifuggono dal vedere le cose importanti della vita scomparire da un momento all’altro? E non mi riferisco solo alle persone, ma ai nostri ideali e sogni: possiamo resistere un giorno, una settimana, qualche anno, eppure siamo sempre condannati a perdere. Il nostro corpo è ancora vivo ma, prima o poi, la nostra anima finisce per subire un colpo mortale. Un delitto perfetto, in cui non sappiamo chi abbia assassinato la nostra gioia, per quali motivi sia stato perpetrato quel crimine e dove siano i colpevoli.
Ma questi colpevoli, che non dicono i loro nomi, avranno coscienza dei propri gesti? No, penso di no, perché anch’essi sono vittime delle realtà che hanno creato, per quanto siano depressi, arroganti, impotenti e forti.}
§2. Short stories by Edgar Allan Poe
{Racconti di Edgar Allan Poe}
Edgar Allan Poe è uno dei primi autori che ho amato. Questa pagina del mio diario vuole essere un omaggio a questo autore. Eleonora è un racconto breve scritto da Edgar Allan Poe nel 1841 che fa parte di una trilogia assieme ai racconti Ligeia e Morella.
“Discendo da una stirpe nota per il vigore della fantasia e l'ardore della passione. Gli uomini mi hanno definito pazzo, sebbene non risulti ancora chiaro se la pazzia sia, o no, il grado più alto dell'intelletto, e se molto di quanto dà gloria e tutto ciò che rende profondi non nasca da una malattia della mente, da stati di esaltazione dello spirito, a spese dell'intelletto in genere. Coloro che sognano ad occhi aperti conoscono molte cose che sfuggono a quanti sognano solo dormendo.”
(cit. Edgar Allan Poe, Eleonora, 1841)
§3. Haruki Murakami novels
{Romanzi di Haruki Murakami}
Murakami è uno scrittore, traduttore e saggista giapponese. Di seguito i collegamenti a due pagine del mio diario che ho dedicato a due dei suoi più famosi romanzi.
Tokyo blues
(LT.1.4)
§4. The house of spirits by Isabelle Allende
{La casa degli spiriti di Isabelle Allende}
“[...] di rado pensava al suo fidanzato [...] non per mancanza d'amore ma per il suo temperamento distratto [...]”
(cit. “La casa degli spiriti”, Isabelle Allende)
La casa degli spiriti
(LT.1.6)
§5. "Brave Captains" by Rudyard Kipling
{"Capitani coraggiosi" di Rudyard Kipling}
“Io non so che cosa ti piaccia o no ma, al tuo posto, figliolo, non denigrerei tanto questa barca che, per volere della Provvidenza, per te ha significato la salvezza. Prima di tutto, il tuo è un atteggiamento irritante e, in secondo luogo, offende i miei sentimenti.”
(cit. “Capitani coraggiosi”, Rudyard Kipling)
Capitani coraggiosi
(LT.1.7)
§6. "Missing seconds" by Angelo Belvito
{"Secondi mancanti" di Angelo Belvito}
La scoperta della passione del mio collega Angelo per la scrittura, l'ammirazione per la sua capacità di raccontare trasmettendo emozioni, la voglia di riscoprire il suo stile attraverso il suo primo lavoro “Secondi mancanti” arrivato semifinalista in Puglia al concorso “ La Giara”. Due storie che apparentemente non sembrano avere nulla in comune, ma che gradualmente si inviluppano e convergono in un racconto che contiene tutte le tinte delle emozioni e dei sentimenti più nobili.
“Quando cerco di ricordare il passato ho la sensazione di essere rinchiuso in un sacco di plastica, inghiottito da uno stagno melmoso: cerco di respirare la poca aria contenuta in quella specie di utero, ma poi, quando mi sbraccio per cercare di uscire, il fango mi fa soffocare”
(cit. “Secondi mancanti”, Angelo Belvito)
Secondi mancanti, di Angelo Belvito
(LT.1.8)
§7. "Twilight" by Stephenie Meyer
{"Twilight" di Stephenie Meyer}
“A quanto pareva, le nuvole e il senso dell’umorismo non andavano d’accordo.
Qualche mese così e avrei disimparato a usare il sarcasmo.”
(Cit. “Twilight”, Stephenie Meyer)
“Non mi sembra giusto».
Si strinse nelle spalle,
i suoi occhi però erano sempre intensi.
Abbozzai una risata, ma non ero divertita.
«Non te l’hanno ancora detto?
La vita non è giusta”
(Cit. “Twilight”, Stephenie Meyer)
“Il mattino dopo, arrivando a scuola,
decisi di parcheggiare il più lontano possibile dalla Volvo.
Non intendevo sottopormi a una tentazione
cui avrei potuto cedere.”
(Cit. “Twilight”, Stephenie Meyer)
“Ho pensato che
se proprio devo andare all’inferno,
tanto vale andarci in grande stile”
(Cit. “Twilight”, Stephenie Meyer)
“E se non fossi il supereroe? Se fossi il cattivo?”
(Cit. “Twilight”, Stephenie Meyer)
“Mia madre dice sempre che quando sono nata avevo già trentacinque anni
e che ormai sono vicina alla mezza età”
(Cit. “Twilight”, Stephenie Meyer)
§8. Walking on the moon, by Michael Lamarina
{Walking on the moon, di Michael Lamarina}
Che un ingegnere scriva un romanzo può anche non stupire, ma che lo faccia con una meticolosità ed un impegno quotidiano che abbracci tutte le fasi della produzione, diffusione e promozione dell’opera: questo si che è straordinario. Michael è un mio collega di lavoro ed è questa sua capacità poliedrica che mi ha convinto a leggere il suo secondo romanzo “Walking on the Moon” e ad entrare nel suo mondo fantastico. Certamente questo percorso mi aiuterà a conoscerlo meglio, e spero aiuti a farlo conoscere anche a voi.
“<<Ciao Michael, ti amo.>>
Di fronte a lei c’era solo il tipico traffico di Dallas
nell’orario di uscita dagli uffici.
Le auto procedevano a rilento
ed il suono dei clacson
tempestava l’aria bollente.”
(Cit. “Walking on the moon”, Michael Lamarina)
Walking on the moon
(LT.1.10)
§9. Live inside me, by Alessandro Milan
{Mi vivi dentro, di Alessandro Milan}
Annoto di seguito le citazioni dei passaggi che mi hanno maggiormente colpito.
“Poi ho imparato a vergognarmi della mia stesa vergogna perché la malattia mentale è come il diabete, la polmonite, il tumore, è una sciagura che può accadere!”
(cit. Mi vivi dentro, Alessandro Milan, Cap. 2 )
“La morte e l’irreversibilità che ne deriva agisce così su chi rimane: crea un senso di colpa postumo tremendo perché pensi a tutte le parole sbagliate che hai detto ai gesti che non dovevi fare e che ora vorresti cancellare, ai litigi per stupide questioni che vorresti dimenticare, a tutti quegli istanti che avresti voluto passare con la persona che amavi e che invece hai dedicato ad attività stupide: una partita a tennis, un cinema con i colleghi, una passeggiata da solo. Oggi tornando indietro starei al suo fianco giorno e notte. Ma è tardi.”
(cit. Mi vivi dentro, Alessandro Milan, Cap. 2 )
La resilienza. Il concetto di resilienza è definibile come la capacità di assorbire ciò che ci accade intorno cercando di riorganizzarci senza cadere, continuando più o meno come prima.
"La resilienza è un modo per assorbire gli urti della vita. Ne dobbiamo affrontare tanti, anche piccoli, ogni giorno. Il dolore esiste, chi è resiliente lo riconosce, lo rispetta ma non permette mai a questo dolore di prevalere"
(cit. Alessandro Milan )
§10. The Little Prince, by Antoine Marie Roger de Saint-Exupéry
{Il Piccolo Principe, di Antoine Marie Roger de Saint-Exupéry}
Il piccolo principe (titolo originale : Le Petit Prince) è un racconto di Antoine de Saint-Exupéry. Fu pubblicato il 6 aprile 1943, è stato tradotto in 253 lingue, ed è fra le opere letterarie più celebri del XX secolo e tra le più vendute della storia.
“Diritto davanti a sé non si può andare molto lontano …”
(cit. Il piccolo principe, Antoine Marie Roger de Saint-Exupéry, section III)
“La prova che il piccolo principe è esistito, sta nel fatto che era bellissimo, che rideva e che voleva una pecora. Quando uno vuole una pecora è la prova che esiste”
(cit. Il piccolo principe, Antoine Marie Roger de Saint-Exupéry, section IV)
"C'era una volta un piccolo principe che viveva su di un pianeta poco più grande di lui e aveva bisogno di un amico…"
(cit. Il piccolo principe, Antoine Marie Roger de Saint-Exupéry, section IV)
“Da migliaia d i anni le pecore mangiano tuttavia i fiori.
E non e' una cosa seria cercare di capire perché i fiori si danno tanto da fare per fabbricarsi delle spine che non servono a niente?
Non e' importante la guerra fra le pecore e i fiori?"
(cit. Il piccolo principe, Antoine Marie Roger de Saint-Exupéry, section VII )
“On ne voit bien qu'avec le coeur. L'essentiel est invisible pour les yeux"
{Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi}
(cit. Il piccolo principe, Antoine Marie Roger de Saint-Exupéry, section XXI)
“Disse il piccolo principe << Che cosa significa addomesticare?>> . <<È una cosa troppo dimenticata>> disse la volpe. <<Significa creare dei legami... Per me ora, ora tu sei solo un bambino uguale a centomila altri bambini. E non ho bisogno di te. Né tu hai bisogno di me. Per te, sono una volpe uguale a centomila altre volpi. Ma se mi addomestichi, avremo bisogno l'uno dall'altra. Per me tu sarai unico al mondo. Per te io sarò unica al mondo…>>"
(cit. Il piccolo principe, Antoine Marie Roger de Saint-Exupéry)
“Bisogna prendere da ciascuno quel che ciascuno può dare. L'autorità si fonda in primo luogo sulla ragione. Se ordini al tuo popolo di andare a gettarsi in mare, quello farà la rivoluzione. Ho il diritto di pretendere l'obbedienza perché i miei ordini sono ragionevoli."
(cit. Il piccolo principe, Antoine Marie Roger de Saint-Exupéry)
“Per il tuo fiore disegnerò un'armatura... Io... Non sapevo cosa dire. Mi sentivo impacciato. Non sapevo come avvicinarmi a lui, dove trovare un accesso al suo cuore... È talmente misterioso, il paese delle lacrime!"
(cit. Il piccolo principe, Antoine Marie Roger de Saint-Exupéry)
§11. Story of a seagull and the cat that taught her to fly, by Luis Sepulveda
{Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, di Luis Sepulveda}
“Ma il loro piccolo cuore - Lo stesso degli equilibristi - per nulla sospira tanto come per quella pioggia sciocca che quasi sempre porta il vento, che quasi sempre porta il sole”
(cit. Storia di una gabbanella e del gatto che le insegnò a volare, Luis Sepulveda, cap. 10)
“Ora volerai, Fortunata. Respira. Senti la pioggia. E' acqua. Nella tua vita avrai molti motivi per essere felice, uno di questi si chiama acqua, un altro si chiama vento, un altro ancora si chiama sole e arriva sempre come una ricompensa dopo la pioggia. Senti la pioggia. Apri le ali”
(cit. Storia di una gabbanella e del gatto che le insegnò a volare, Luis Sepulveda, cap. 11)
“Sì, sull'orlo del baratro ha capito la cosa più importante (...) Che vola solo chi osa farlo”
(cit. Storia di una gabbanella e del gatto che le insegnò a volare, Luis Sepulveda, cap. 11)
Giulio Natali, è un manager con la passione per la scrittura, che non è sfociata mai in una pubblicazione fino a quando la casa editrice La Gru non ha valutato positivamente i suoi manoscritti. Il libro di cui parlo s’intitola "Questioni di testa", ed è la raccolta di ventidue racconti che trattano di eventi quotidiani apparentemente banali, vissuti da diversi personaggi, il cui comportamento nei confronti degli eventi ha delle conseguenze sulle loro vite. Qui sotto cito alcuni dei passaggi che mi sono particolarmente piaciuti, ma se volete acquistarlo anche voi potete farlo dal sito della casa editrice La Gru (>).
“Talvolta penso che la signora Giacomucci avesse torto: non si porta una croce nella vita, si nasce già crocifissi.”
(Questioni di testa - Giulio Natali - Croci )
Riesce ad esprimere ironia anche parlando di un argomento triste come la morte ed il funerale.
“Primo argomento, le bare. Maria la preferiva in abete, frassino o noce? L’interno in velluto o in raso? Alla fine pensai che mogano fosse la risposta appropriata, perché si intonava al comò che dagli anno ’60 stazionava nel suo tinello”.
(Questioni di testa - Giulio Natali - E’ morta la vicina )
Questa battuta ricorda tanto quegli aneddoti che avvengono di frequente durante i funerali, o che si Fano capitare apposta per stemperare la tensione ed interrompere anche per un attimo la tristezza dell’evento.
“Contemporaneamente, vedendo la naturalezza dei due cassamortari, pensai che morire fosse come mangiare e bere, un’azione banale che tendiamo a sopravvalutare.”
(Questioni di testa - Giulio Natali - E’ morta la vicina )
“In più, le loro anime sghembe e inquiete non potevano neppure tecnicamente essere rieducate, perché non avevano perso alcuna educazione, non avendone mai davvero avuta una.”
(Questioni di testa - Giulio Natali - Asso, cavallo e Re )
Il cinismo del racconto “SPAM” è di un reale ed attuale impressionante.
“Posso farti credere che il coniglio sia dentro al cilindro, quando non c’é neppure un cilindro, e tirare fuori un asso dalla mia manica facendoti pensare che ce l’hai in mano tu”
(Questioni di testa - Giulio Natali - SPAM )
“Tutto quello che hai intorno ti racconta. Io ti guardo. E ti oriento pure. La manipolazione è il gioco preferito che inconscio fa al cervello, quindi non te ne accorgi.”
(Questioni di testa - Giulio Natali - SPAM )

Descrizione.
Citazione dell’autore. Ho tradotto il Decamerone di Boccaccio, non ho scritto il mio [...] questa traduzione non ha affatto la pretesa di essere una traslitterazione o una ricreazione o altra cosa dall'originale: è l'originale oggi. Aldo Busi
Quarta di Copertina. "Si sa quanto gli originali più autentici siano proprio quelli sottoposti a costanti revisioni" afferma Busi "e in questo sta la loro vitale inossidabilità: nella letteratura universale le più grandi opere immutabili sono quelle che hanno ancora e sempre tanta energia in serbo" tale da sopportare ogni manipolazione "e pungolano i contemporanei di ogni epoca a [...] farle 'risorgere' in un'edizione qualsiasi, e renderle, appunto, di volta in volta nuovamente originali"
Le straordinarie storie di Giovanni Boccaccio (Certaldo I313-1375) trovano nuova linfa in un'opera originalissima - la prima di un fortunato filone di traduzioni d'autore di classici dall'italiano antico al contemporaneo - che conserva il ritmo serrato dell'originale, ma in una lingua moderna, agile, godibile e accessibile a tutti. Scevri da ogni intento moralistico e ogni fronzolo letterario, gli intrighi, le avventure, le beffe e i personaggi del nuovo Decamerone acquistano così un sapore più sciolto e più vicino al gusto moderno.
ALDO BUSI (I948) è nato a Montichiari dove mantiene la residenza fiscale. La sua bibliografia è all'interno del volume.
Proemio.
11.
… dalla mia adolescenza ad ora sono stato in balia di un amore … che fu una fatica improba … per il troppa fuoco appiccato in mente da una voglia scatenata… che mi faceva fare indigestione di dolore.
13.
Cento storie, o favole o parabole che dir si voglia, raccontate in dieci giornate da una brigata composta da sette ragazze (Pampinea, Fiammetta, Filomena, Emilia, Lauretta, Neifile, ed Elissea) e da tre giovanotti (Panfilo, Filostrato e Dionèo), costituitasi durante l’epidemia della peste avvenuta nel 1348 a Firenze.
Prima giornata.
15.
Breve premessa penosa che parla della sofferenza provocata dalla peste, a cui seguirà dolcezza e piacere.
16.
La peste di annidava in vescichette, detti volgarmente “gozzi”, che crescevano attorno all’inguine e sotto le ascelle, fino a diventare grosse come una mela. Questo gozzo in seguito cominciava a incistarsi e ad espandersi in ogni parte del corpo, trasformandosi in macchie nere. I gozzi e le lividure che seguivano erano il segnale di morte certa entro tre giorni dalla loro comparsa.
17.
La sindrome era molto contagiosa, tanto che bastava entrare in contatto con gli indumenti degli ammalati, oppure con qualsiasi cosa adoperato da essi, per contagiarsi.
18.
Tutti avevano una gran paura e l’unico interesse era quello di tenere alla larga gli infetti. La gente reagiva in modi diversi: c’era chi viveva riservato e con moderazione, e c’era chi se la godeva il più possibile dando sfogo a tutte le voglie. Altri adottarono invece una via di mezzo, mantenendo un giusto equilibrio.
20.
Molti abbandonarono la propria casa rifugiandosi presso residenze in campagna di altra gente. Gli ammalati venivano abbandonati, sia che essi fossero amici o parenti: il fratello abbandonava il fratello, la moglie abbandonava il marito, e addirittura i genitori abbandonavano i propri figli.
21.
Le donne che non si ammalavano si concedevano con facilità ad un maschio qualsiasi, come sgualdrine dí strada.
22
Sempre più si moriva da soli, senza più neanche un testimone che chiudesse gli occhi, e con pochi conoscenti che accompagnavano la salma in chiesa.
23
Le bare cominciarono a scarseggiare e non era inusuale che una stessa bara fosse utilizzata per più di un defunto. Un prete che partiva per raccogliere un solo morto, spesso finiva per ritirarsi con sei o sette. La moltiplicazione dei cadaveri fece esaurire la terra consacrata, tanto che si optò per delle fosse comuni.
24.
Gli animali cacciati fuori dai loro ripari, se ne andavano in giro a pascolare per i campi e alla sera se ne tornavano sazi da soli ai loro ripari, ormai senza essere pungolati dai loro pastori. Fra marzo e luglio morirono 100 mila persone solo entro le mura di Firenze.
Quanti uomini encomiabili, quante belle signore, quanti giovani aitanti che lo stesso ministro della sanità avrebbe giudicato sani come pesci, fecero merenda la mattina con i loro parenti, conoscenti e amici, e la sera cenarono nell'altro mondo con i loro defunti!
25.
Sette ragazze tra i 18 ed i 28 anni, benestanti, fra le quali c’erano legami di amicizia o parentela, si ritrovarono in un angolo della chiesa di santa Maria Novella, senza un proposito specifico. Per proteggerle dai pettegolezzi che potrebbero generare i loro racconti si mantiene segreto il loro nome, ma comunque se ne assegna ad ognuna un nome fittizio per poterle distinguere: in ordine decrescente di età: Pampinea, Fiammetta, Filomena, Emilia, Lauretta, Neifile, ed Elissea.
26.
Pampinéa é la prima che prende la parola e riferisce alle amiche che secondo lei non non è sbagliato ingegnarsi per preservare il più possibile la propria vita, per sopravvivere.
27.
Incita le amiche all’azione, come molta gente sta già facendo, che senza fare più distinzione tra cose oneste e disoneste, fanno tutti i loro porci comodi.
28.
invita le amiche ad andare via dalla città e rifugiarsi in una delle loro ville di campagna, dove i dispiaceri causati dalla peste sono meno soffocanti, se non altro perché ci sono meno abitanti. La soluzione vincente è quella di cambiare aria e di ricercare quel poco di allegria che le circostanze possono dare.
29.
La proposta di Pampinéa fu ben accolta dalle altre sei ragazze e prese dall’entusiasmo sembrava come se volessero partire all’istante. Ma Filomena le redarguì mettendole in guardia sul fatto che sarebbe rischioso avventurarsi senza la guida di un uomo. Elissa fu d’accordo in quanto ricordò che difficilmente le donne riescono a portare a termine un’impresa senza il senso dell’ordine ed il controllo di un uomo. Ma come fare a trovare degli uomini da coinvolgere nell’impresa, scongiurando però scandali e fastidi?
30.
Mentre le ragazze discutevano entrarono in chiesa tre giovanotti: Panfilo, Filostrato e Dionèo, il più giovane dei quali avrà avuto venticinque anni. I ragazzi erano in cerca delle loro morose, che neanche a farlo apposta facevano parte della comitiva delle sette ragazze. Allora Pampinéa disse che sarebbe stata la fortuna gli stava mettendo davanti quei baldi giovani, che avrebbero potuto accompagnarle nell'impresa che stavano pensando. Neifile, che era la morosa di uno dei tre mise in guardia le compagne sul fatto che se li avessero coinvolti nell’impresa si sarebbero tirate addosso un sacco di malelingue. Allora Filomena disse che avrebbero dovuto infischiarsene di quello che avrebbe potuto dire la gente, e che avrebbero dovuto approfittare a tutti i costi di quella fortuna.
31.
Pampinéa allora si avvicinò ai tre giovani e propose loro di accompagnarli nell'impresa, senza complicazioni sentimentali e con puro spirito di fratellanza. I giovanotti, inizialmente increduli di quanto gli veniva proposto, pensarono inizialmente di essere vittime di uno scherzo, ma quando compresero ne le ragazze parlavano seriamente accettarono la proposta.
L’indomani stesso le sette ragazze ed i tre giovanotti, con a seguito domestiche e servitù, partirono per il luogo scelto, che si trovava ad un paio di chilometri dalla città. La brigata, una volta sistematasi, si mise subito a sedere e Dionèo fu il primo a prendere la parola, invitando le ragazze a divertirsi lasciando alle spalle i pensieri tristi.
32.
Pampinéa si mostrò d’accordo con quanto proposto da Dionèo, ma suggerì la necessità di un capo che avrebbe avuto il compito di inventare e proporre cosa fare. Per non scongiurare invidie tra loro propose che ognuno, giorno dopo giorno, assumesse questo ruolo. La scelta del primo capo sia affidata a tutti e la scelta dei capi che seguiranno sia affidata al capo di volta in volta precedente. Tutti furono d’accordo con questa proposta e Pampinéa fu incoronata regina del primo giorno, con una ghirlanda di alloro confezionata da Filomena .
33.
Pampinéa dette disposizioni I servitori dei tre giovanotti ed alle quattro domestiche per l’organizzazione dei lavori domestici. Poi indirizzò la brigata verso i giardini dando appuntamento alle nove per la colazione
34.
Al loro ritorno Parmeno, nominato paggio di Dionèo, aveva apparecchiato le tavole e tutti dopo aver lavato le mani si misero a sedere a tavola secondo le disposizioni di Parmeno. Dopo aver mangiato piacevolmente iniziarono a suonare e ballare fino a quando alla regina non sembrò giunta l’ora di andare a riposare. Alle tre la regina richiamó tutti per recarsi in un praticello al fresco, al riparo dal sole cocente, dove si disposero tutti in cerchio.
35.
Avrebbero potuto giocare ma pensarono che avrebbero potuto divertirsi di più raccontando delle storie. Quindi la regina disse a Panfilo di deliziare gli altri con una sua storia, ed egli cominciò senza farselo ripetere due volte.
Storia n. 1 — Prima Giornata
SER CIAPPELLETTO, OVVERO FINO ALL'ULTIMO RESPIRO E OLTRE
Panfilo:
35.
Storia n. 2 — Prima Giornata
ABRAAM GIUDEO A ROMA, CITTÀ FIN TROPPO APERTA
Neifile:
49.
Spero che questo articolo, appartenente alla sezione Learning (>) del progetto Tateo's Interdisciplinary Lifelong Learning (TILLL) (>), ti sia piaciuto e che le note e le osservazioni che ho raccolto al suo interno soddisfino i tuoi interessi.
Se vuoi rimanere aggiornato sull'evoluzione del progetto TILLL, allora ti invito a seguire i prossimi aggiornamenti che vengono pubblicati sul Blog di TILLL e sulle pagine social dedicate alla community TILLL.
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Innanzitutto ti ringrazio per aver visitato una delle pagine del mio blog. Mi chiamo Giovanni Battista Tateo (brevemente Bat) e sono il fondatore e l'autore di un progetto Lifelong Learning Interdisciplinare di cui il blog Tateo~Blog (:::) ne è il mezzo di condivisione. Sono stato in principio un esperto di Informatica, e in seguito sono diventato un Ingegnere Elettronico, specializzato in Automazione Industriale. Sono un appassionato di Intelligenza Artificiale, Realtà Virtuale, Simulazione, e sono un esperto di Visione Artificiale applicata all'Automazione Industriale. Attualmente, ed a partire dall'anno 2016, sono impiegato come Proposal Engineer presso la società Mer Mec S.p.A. (:::). Precedentemente, a partire dal 2004, sono stato impiegato, sempre presso la stessa società, come Progettista di Sistemi di Visione Artificiale e di Algoritmi di Elaborazione delle Immagini, applicati in particolare alla Diagnostica Ferroviaria. Sono un sostenitore e promotore dell'apprendimento permanente, dei social network e della condivisione delle conoscenze tramite il web. Se vuoi ulteriori dettagli su di me, visita la pagine About Me (:::).
Riferimenti per contattarmi. In seguito puoi trovare i miei riferimenti personali che puoi utilizzare se vuoi contattarmi personalmente, ed i collegamenti ai miei account social che puoi utilizzare per seguirmi e rimanere in contatto con me tramite le reti di social media.
Eng. Tateo Giovanni Battista
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Originally published April 19, 2017,
updated 1 Febbraio, 2026
into the Learning section of
TILLL
the Lifelong and Interdisciplinary Learning project of Giovanni Battista Tateo








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