lunedì 20 febbraio 2012

WS-01e Future work skills

Abstract. Have you ever tried to ask you if your skills are compatible with the important transformation that is experiencing the world of work? What are the skills that will enable us to have success in the workplace in the future?


An American research centre, named "Institute for the Future", has produced a study that evaluate the status of the social and economic phenomena, that will drive the changing world of work in the coming years.
The Institute for the Future (IFTF) is a non-profit strategic research group based in Palo Alto that has been operating for 40 years to the identification of emerging trends that will transform the market and society in the era of globalization 

The researchers published a report entitled "Future Work Skills 2020" aimed at identifying the skills that will be successful in this new scenario of the workplace.

The six economic and social phenomena that will drive the changing world of work are, predictably, the following:
  1. Increasing lifespans;
  2. Smart machines;
  3. Computational world;
  4. The ecology of new media;
  5. Superstructured organizations;
  6. The globally connected world;


I would anticipate that the professional skills that we must cultivate in order to be prepared for the new era, are the following:
  1. Sense-making : ability to determine the deeper meaning or significance of what is being expressed;
  2. Social Intelligence : ability to connect to others in a deep and direct way, to sense and stimulate reactions and desired interactions;
  3. Novel & Adaptive Thinking : proficiency at thinking and coming up with solutions and responses beyond that which is rote or rule-based;
  4. Cross-cultural competency : ability to operate in different cultural settings;
  5. Computational Thinking : ability to translate vast amounts of data into abstract concepts and to understand data-based reasoning;
  6. New-media Literacy : ability to critically assess and develop content that uses new media forms, and to leverage these media for persuasive communication;
  7. Transdisciplinarity : literacy in and ability to understand concepts across multiple disciplines;
  8. Design mindset: ability to represent and develop tasks and work processes for desired outcomes;
  9. Cognitive load management : ability to discriminate and filter information for importance, and to understand how to maximize cognitive functioning;
  10. Virtual Collaboration : ability to work productively, drive engagement, and demonstrate presence as a member of a virtual team;
The full study report is available at the following web link:www.iftf.org/futureworkskills2020
But if you want to analyze it with me then do not miss the next post in the series "Work Skills", because we will analyze in detail and we will try together to understand each of these phenomena.

Grazie per aver letto il mio articolo. Spero che possa contribuire alla tua crescita professionale e personale. Se l’argomento ti interessa e vuoi leggere altri post correlati alla pubblicazione corrente ti invito a seguire i seguenti links:
WS-01 Le competenze professionali del futuro 
http://tateoblog.blogspot.com/2012/02/work-skills-iita.html
WS-02 Technical proposal writer http://tateoblog.blogspot.com/2016/07/comprensione-di-un-testo-scritto.html
WS-03 Il valore etico della qualità http://tateoblog.blogspot.com/2015/07/ql01-competenze-qualita.html
WS-04 Skills Revamping

Riporto di seguito alcuni riferimenti a siti web e libri che potresti utilizzare per approfondire gli argomenti trattati nel presente articolo:
1] "Parola d'ordine: investire nelle competenze" by Nino Lopez, "La Gazzetta dell'Economia" 21.01.2012;
[2] Institute For The Future (IFDF): http://www.iftf.org/
[3] "Future Work Skills 2020": pdf 
[4] Future Work Skills 2020 Summary Map: image map

Se ti va ti condividere con me le tue conoscenze ed esperienze sugli argomenti trattati nell’articolo, contattami pure, utilizzando uno dei seguenti canali:
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mercoledì 1 febbraio 2012

SM-02 Il paradigma dinamico del Web 2.0


Il passaggio dal paradigma di programmazione statico a quello dinamico, ossia la tecnologia Web 2.0, ha fornito un apporto fondamentale per lo sviluppo dei Social Media, dando vita ad una miriade di nuovi strumenti che stanno ridisegnando il modo di relazionarsi, di comunicare, di lavorare, di vivere.
#socialmedia, #web20, #socialnetworking, #professionalnetworking, #collaborative, #blog,

La pagina Web è l'unità di base del World Wide Web. Essa contiene al suo interno informazioni espresse per mezzo di testi, immagini, suoni o video. Una volta che la pagina web è stata pubblicata, l'utente del web può accedere a questi contenuti per mezzo di un browser.

La maggior parte dei servizi telematici offerti da internet funzionano secondo una architettura del tipo client-server. Per questo motivo i linguaggi di scripting si dividono in due fondamentali famiglie:
  • I linguaggi di scripting client-side sono linguaggi dal lato client ossia dal lato dell'utente che visualizza la pagina. Generalmente il dinamismo che si conferisce con queste porzioni di scripting interessano aspetti estetici della pagina; Esempi tipici di questi linguaggi sono il Javascript oppure il VBScript. Il codice di questi linguaggi può essere integrato al codice HTML della pagina, oppure può essere inglobato in veri e propri programmi, che sono interpretati dal browser, come avviene per esempio per le Java Applet.
  • I linguaggi di scripting server-side definiscono la parte di programmazione che risiede sul server e non integrata nella pagina HTML visualizzata dal browser del client. Quindi il programma è eseguito dal server ed al client viene restituito soltanto il risultato. Esempi di linguaggi sono PHP, Active Server Pages, Java Server

Le pagine web si differenziano fondamentalmente in due tipologie:
- le pagine web statiche
- le pagine web dinamiche
Inizialmente, quando Internet nacque tutte le pagine erano statiche. Le informazioni nelle pagine web statiche sono di solito collegate per mezzo di collegamenti ipertestuali, che possono rimandare a contenuti presenti nella stessa pagina, oppure possono collegare altre pagine web. Il loro contenuto non cambia se non quando il progettista non inserisce altri contenuti web a livello di codice.
Le pagine web dinamiche rappresentano la evoluzione di quelle statiche, elevando il grado di interattività con l'utente. Una pagina web dinamica è una pagina web il cui contenuto è, in tutto o in parte, generato sul momento dal server e può essere quindi diversa ogni volta che viene richiamata.
Per esempio una pagina web dinamica potrebbe essere la rappresentazione verso l'utente di un database di contenuti che può variare dinamicamente come avviene per i siti di commercio elettronico o per gli sportelli online delle banche.

La realizzazione delle pagine web statiche costituisce il paradigma della programmazione web statica. Una pagina web statica integra semplicemente codice HTML (HyperText Markup Language) o XHTML (eXtensible HyperText Markup Language) ed eventualmente CSS (Cascading Style Sheets) se essa integra fogli di stile.
Una pagina web statica è essenzialmente un file contenente testo scritto in un linguaggio non formale, contenuto nei tag scritti in un linguaggio formale, l'HTML. Questo linguaggio non può essere chiamato di programmazione, in quanto in esso mancano tutti i costrutti quali: tipo di dato, variabile, struttura dati, espressioni condizionali, funzioni, etc.

La realizzazione delle pagine dinamiche costituisce il paradigma della programmazione web dinamica. Una pagina web dinamica si realizza integrando al codice HTML dei specifici linguaggi di programmazione detti Linguaggi di Scripting. Essi sono linguaggi ad alto livello, ossia facilmente comprensibili da un essere umano.

Il Web 2.0. Il termine Web 2.0 indica l’insieme delle applicazioni on-line che permettono un elevato livello di integrazione tra l’utente ed il sito web. Esempi di Web 2.0 sono i blog, i forum, le chat, i wiki, le piattaforme di condivisione, i social networking. La differenza sostanziale del Web 2.0 rispetto alla versione precedente (la 1.0) non consiste nella tecnologia telematica di comunicazione, che è rimasta invariata (TCP/IP e HTTP), bensì nella tecnica di programmazione web e le relative applicazioni, infatti esse afferiscono al paradigma del web dinamico in contrapposizione a quello statico.

Social Networking. ­Importanza di avere un profilo digitale ­per avere visibilità su Internet e per s­fruttare le potenzialità delle reti soci­ali. I miei social networks : AboutMe, A­nobii, Facebook, Google+, Instagram, Pe­arltree. [4]. Se vuoi approfondire questo aspetto ti suggerisco di leggere la seguente pagina del mio diario:
  • SM-03 Usare i social media dalla parte del manico.

Professional Networking. Con il termine Professional Networking s­i intende l'uso sempre più diffuso delle­ reti sociali in ambito professionale (b­usiness professional). Ecco di seguito a­lcuni esempi di siti di professional net­working in cui mi sono imbattuto: Ecadem­y (SunZu); h2Biz; Inspect; Linked­In; Kublay; Naymz; V­iadeo.

Collaborative models. Le nuove tecnologie hanno dato un apporto enorme al superamento dei vincoli fisici delle persone. I paradigmi culturali, scientifici, sociali e politici sono cambiati in funzione delle nuove potenzialità del web sociale. Nuovi fenomeni come la “intelligenza collettiva” ed il “crowdsourcing” hanno fatto la loro comparsa. Se vuoi approfondire questi aspetti del web 2.0 e conoscere le teorie ed i concetti che sono alla base dell’origine di questi fenomeni, ti invito a proseguire la consultazione del mio blog con la lettura della seguente pagina:
  • SM-05 Intelligenza collettiva nell’era digitale

Blogging. La utilizzazione di un blog ­è il mezzo più efficace per far conoscer­e le proprie passioni, i propri interess­i e per condividere le esperienze ed i ­percorsi formativi. Quale metodo può esse­re migliore di un diario pubblico usato ­per far conoscere agli altri quello di c­ui ci occupiamo?
Se vuoi saperne di più ed imparare le regole per diventare un bravo blogger ti invito a proseguire la consultazione del mio blog con la lettura della seguente pagina che ho dedicato appositamente a questo proposito.
  • SM-07 Blogging, storytelling e retorica

Social Media marketing. Il social media marketing è quella branca del marketing che si occupa di generare visibilità su social media, comunità virtuali e aggregatori 2.0. Il Social Media Marketing racchiude una serie di pratiche che vanno dalla gestione dei rapporti online (PR 2.0) all'ottimizzazione delle pagine web fatta per i social media (SMO, Social Media Optimization). Il termine viene, infatti, comunemente usato per indicare la gestione della comunicazione integrata su tutte le diverse piattaforme che il Web 2.0 ha messo e mette continuamente a disposizione (siti di social networking, foto video e slide sharing, comunità 2.0, wiki, etc.). La caratteristica di queste piattaforme è che la proprietà delle stesse non è dell'azienda (o persona) che intende instaurare tali relazioni.

Se vuoi esaminare i Social Media da un punto di vista generale ti invito a proseguire la tua navigazione con la seguente pagina del mio diario che ho dedicato che contiene una descrizione generale dell’argomento, ed i collegamenti a tutti le altre pagine del mio blog che ne sviscerano gli aspetti più interessanti:

Mi auguro che le note e le riflessioni che ho raccolto in questa pagina del mio diario siano state di tuo gradimento ed abbiano stimolato il tuo interesse. Al fine di coltivare la virtuosa pratica della condivisione della conoscenza, tipica del social networking, mi farebbe piacere ricevere un tuo commento o critica. Puoi utilizzare il form che preposto in fondo ad ogni pagina del mio blog, oppure puoi utilizzare uno dei seguenti media sociali o contatti personali.
  • E-mail: ­tateogb@libero.it­
  • Skype­ ID : giovannibattistatateo
  • ­Twitter­: @­tateogb
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Ultimo aggiornamento.
16/05/2017

martedì 24 gennaio 2012

GUERRIERO (LT.1.2)


Manuale del guerriero della luce, Paulo Coelho
Giovanni Battista Tateo
tateogb@libero.it 27/05/2015


Per la prima volta Paulo Coelho mette a disposizione un vero e proprio manuale, ricco di preziosi consigli e indicazioni per superare ogni difficoltà, percorrere il cammino spirituale e compiere così la propria "leggenda personale". In questo libro l'autore abbandona lo strumento della parabola spirituale, della favola magica, per rivolgersi direttamente al lettore e condurlo attraverso un appassionante cammino di liberazione e di ricerca interiore. 

~ · ~

Il guerriero della luce ha appreso 
che Dio si serve della solitudine 
per insegnare la convivenza. 
Si serve della rabbia 
per mostrare l'infinito valore della pace. 
Si serve del tedio 
per sottolineare l'importanza dell'avventura e dell'abbandono.
Dio si serve del silenzio 
per fornire un insegnamento sulla responsabilità delle parole.
Si serve della stanchezza 
perché si possa comprendere il valore del risveglio. 
Si serve della malattia 
per sottolineare la benedizione della salute.
Dio si serve del fuoco 
per impartire una lezione sull'acqua. 
Si serve della Terra 
perché si comprenda il valore dell'aria. 
Si serve della morte 
per mostrare l'importanza della vita.
[Paulo Coelho - Manuale del guerriero della luce]

~ · ~

I guerrieri della luce 
non sempre sono sicuri di ciò che stanno facendo. 
Molte volte trascorrono la notte in bianco, 
pensando che la loro vita non ha alcun significato. 
Per questo sono guerrieri della luce. 
Perché sbagliano. 
Perché si interrogano. 
Perché cercano una ragione: 
e certamente la troveranno.
[Paulo Coelho - Manuale del guerriero della luce]

~ · ~

Il Guerriero non tenta di sembrare, 
egli è. 
Conosce il proprio valore 
e non lotta mai con chi non merita l'onore del combattimento.
[Paulo Coelho - Manuale del guerriero della luce]

~ · ~

Il guerriero della luce crede. 
Poiché crede nei miracoli, 
i miracoli cominciano ad accadere.
[Paulo Coelho - Manuale del guerriero della luce]

~ · ~


RELATED WORK
Se l’argomento ti interessa e vuoi leggere altri post correlati agli argomenti trattati nella pubblicazione corrente ti invito a seguire i seguenti links :
#lettura
LT00   Le mie letture
#romanzi #racconti
LT01   Undici Minuti, Paulo Coelho
LT05   Manuale del guerriero della luce, Paulo Coelho
LT06   Tokyo blues, Haruki Murakami
LT07   Kafka sulla spiaggia, Haruki Murakami
LT03   Eleonora, Edgar Allan Poe (1841)
LT08   La casa degli spiriti, Isabel Allende
#poesia
LT09   John Keats
#gialli #thriller
LT04   La lacrima del diavolo, Jeffery Deaver


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Rev. 2.1 del 27/05/2015



martedì 10 gennaio 2012

MA GLI ANDROIDI SOGNANO ... -- DICK (LT.4.1)

Ma gli androidi sognano pecore elettriche? – Philip K. Dick

#Lettura #Narrativa #Romanzo #Fantascienza #Dick

Raccolgo in questo post le frasi che maggiormente mi hanno colpito durante la lettura di questo romanzo di Philip K. Dick (1968) da cui è stato tratto uno dei film simbolo della fantascienza, ossia "Blade runner" (1982) di Ridley Scott.


Forma letteraria: Narrativa / Romanzo

Genere: Fantascienza

Personaggi: Rick Deckard, Iran: moglie di Rick Deckard.


E ancora sogno i suoi passi sul prato;
la rugiada calpesta spettrale,
trafitto dal mio canto trionfale.
(William Butler Yeats, poeta irlandese, 1865-1936, Nobel per la letteratura nel 1923)

§1. Descrizione.

Titolo originale: Do Androids Dream of Electric Sheep? © 1968 by Philip K.Dick. Il romanzo che ha ispirato Blade Runner. Nel 1992 la Guerra Mondiale ha ucciso milioni di persone, e condannato all'estinzione intere specie, costringendo l'umanità ad andare nello spazio. Chi è rimasto sogna di possedere un animale vivente, e le compagnie producono copie incredibilmente realistiche: gatti, cavalli, pecore... Anche l'uomo è stato duplicato. I replicanti sono simulacri perfetti e indistinguibili, e per questo motivo sono stati banditi dalla Terra. Ma a volte decidono di confondersi tra i loro simili biologici. A San Francisco vive un uomo che ha l'incarico di ritirare gli androidi che violano la legge, ma i dubbi intralciano a volte il suo crudele mestiere, spingendolo a chiedersi cosa sia davvero un essere umano. Il romanzo che ha ispirato Blade Runner. 

§2. Introduzione di Carlo Pagetti – La vita degli androidi è sogno


10

 Lo scrittore californiano aveva elucidato in modo convincente uno dei motivi centrali di Ma gli androidi... in un saggio del 1976, «Uomo, androide e macchina», pubblicato in Italia da Feltrinelli nel volume di saggi Mutazioni:
"Nell’universo esistono cose gelide e crudeli, a cui io ho dato il nome di ‘macchine’. Il loro comportamento mi spaventa, soprattutto quando imita così bene quello umano da produrre in me la sgradevole sensazione che stiano cercando di farsi passare per umane pur non essendolo. In questo caso le chiamo ‘ androidi ‘... Mi riferisco a una cosa prodotta per ingannarci in modo crudele, spacciandosi con successo per un nostro simile. Che ciò avvenga in un laboratorio o meno per me non ha molta importanza: l’intero universo è una sorta di enorme laboratorio, da cui provengono scaltre e crudeli entità, che ci sorridono tendendoci la mano. Ma la loro stretta è quella della morte, e il loro sorriso è di un gelo tombale."
(Uomo, androide e macchina -- Dick (1976), 
pubblicato in Italia da Feltrinelli nel volume di saggi Mutazioni)



16.

§3. CAPITOLO PRIMO

É il 3 gennaio 1992.  Rick Deckard e la moglie Iran litigano appena svegliati. Litigano per il livello con cui hanno regolato il modulatore d'umore  Penfield — uno strumento con cui regolare i propri stati d’animo, una sorta di stimolatore cerebrale — collegato alla sveglia, litigano anche per il tipo lavoro che fa Rick — ossia il cacciatore di droidi—, per come spende i soldi Iran e per il fatto che non riescono a permettersi di acquistare una pecora vera, invece di quella elettrica che possiedono. 

17.
Ma poi mi sono resa conto
di quanto fosse malsano percepire l'assenza di vita,
non solo in questo palazzo
ma ovunque,
e non reagire; Capisci?
Credo di no.

24.
§4. CAPITOLO SECONDO
31.
§5 CAPITOLO TERZO
33.
l'empatia tenderebbe ad atrofizzare
la capacità di sopravvivenza del ragno.
... perché, in fondo, il dono dell'empatia
rendeva indistinti i confini
tra vittima e carnefice.
36.
§6 CAPITOLO QUARTO
44.
§7 CAPITOLO QUINTO
53.
§8 CAPITOLO SESTO
57.
§9 CAPITOLO SETTIMO
66.
§10 CAPITOLO OTTAVO
74.
§11 CAPITOLO NONO
83.
§12 CAPITOLO DECIMO
88.
§13 CAPITOLO UNDICESIMO
93.
§14 CAPITOLO DODICESIMO
102.
§15 CAPITOLO TREDICESIMO
107.
§16 CAPITOLO QUATTORDICESIMO
114.
§17 CAPITOLO QUINDICESIMO
125.
§18 CAPITOLO SEDICESIMO
132.
§19 CAPITOLO DICIASSETTESIMO
137.
§20 CAPITOLO DICIOTTESIMO
145.
§21 CAPITOLO DICIANNOVESIMO
150.
§22 CAPITOLO VENTESIMO
152.
§23 CAPITOLO VENTUNESIMO
157.
§24 CAPITOLO VENTIDUESIMO
163.
§25 NOTA BIOGRAFICA - SANDRO PERGAMENO
167.
§26 BIBLIOGRAFIA
170.
§27 POSTFAZIONE -- GABRIELE FRASCA: PAESAGGIO CON ROVINE ED ELETTRODOMESTICI




§28. RELATED WORK

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SF02   Le pedine del Non-A
SF03   Matrix
LT00   My books list


§29. REFERENCES

1 “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?”, Ibis.it
2 “Il cacciatore di androidi”, Wikipedia
3 "Recensioni opere di Philip K. Dick", Marcello Bonati
4 “Electric Sheep” : progetto creato da Scott Draves di calcolo distribuito per generare, scaricare e visualizzare filmati di frattali in un salvaschermo.


§30. Persone

(1) Philip Kindred Dick :
 scrittore statunitense (Chicago, 16/12/1928 – Santa Ana, 2/03/1982). Da molti ritenuto la più grande firma della fantascienza. Uno dei suoi romanzi più famosi è stato “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” da cui è stato ispirato il film “Blade Runner” (1982) di Ridley Scott.



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Prima pubblicazione dell'articolo: 10/1 2012 
Ultima revisione: 8/2 2026

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